| Titolo internazionale | Twin Flower |
| Anno | 2018 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Laura Luchetti |
| Attori | Giorgio Colangeli, Aniello Arena, Fausto Verginelli, Anastasyia Bogach Kalill Kone, Mauro Addis, Alessandro Pani, Maurizio Barbarossa, Gianfranco Cudrano, Marco Littera, Luigi Pusceddu. |
| Uscita | giovedì 6 giugno 2019 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | Fandango |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,19 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 aprile 2020
Due ragazzi diventano amici affrontando il dolore che ha caratterizzato la loro vita fino a quel momento. In Italia al Box Office Fiore gemello ha incassato 16,2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Anna è in fuga dal dolore e da un uomo ossessionato dalla sua giovinezza. Basim è in cammino verso il futuro e una terra promessa. Anna, profuga in patria, e Basim, rifugiato della Costa d'Avorio, finiscono per incontrarsi in una terra arida e selvaggia, da qualche parte tra il mare e i monti della Sardegna. Anna ha perso la voce, Basim l'innocenza ma ognuno sembra capire i sentimenti dell'altro. Anime sole, in relazione dialettica, decidono di avanzare insieme tra miniere di sale e spazi di rovina ma il passato li perseguita incarnato da Manfredi, trafficante di migranti che vuole recidere il loro destino.
Fiore gemello è un film delicato su un soggetto forte: l'esilio e la ricerca di una vita altrove.
Quella che anelano gli eroi discreti di questa cronaca sospesa fuori dal mondo e in una lontananza arcaica. Favola materialista tra materie primarie (cieli, strade, periferie, campagne) e residui essenziali, Fiore gemello cerca aria e libertà per i suoi protagonisti che procedono uniti nel disordine salutare della natura, lambendo muri, linee, frontiere, tracce di un mondo più domestico.
Alla traiettoria spezzata di Anna, Laura Luchetti aggiunge quella nomade di Basim con precisione intensa e riservata, accomodando lo spettatore nella loro intimità senza esporre minutamente le loro origini e i loro drammi passati. Il film si accontenta dei gesti franchi, dei movimenti e degli smarrimenti di questa coppia fusionale. Tra la separazione e la violenza, tra due solitudini così differenti, un altro spazio si apre, un tempo al riparo dalle coercizioni e dalle fatalità, in cui finalmente scegliere di esistere.
Alla leggerezza del debutto (Febbre da fieno), subentra per la regista il minimalismo lirico di un'erranza e di una 'venuta al mondo' (Fiore gemello). Attraverso trasferte, dislocamenti e migrazioni forzate da un luogo a un altro, l'orizzonte si dispiega e i personaggi guardano finalmente più lontano, verso l'avvenire. Un cammino diviso in due, due sentieri che partono col proprio bagaglio di volontà e di urgenza. Del resto sarebbe un errore ridurre al solo campo del cinema sociale il film di Laura Luchetti, che osserva con pazienza e delicatezza il passaggio all'età adulta. La relazione tra Anna e Basim sviluppa spontaneamente un desiderio, un bisogno di affermare la propria presenza, la propria esistenza.
Ma Fiore gemello è anche un film sulla sottrazione, della città, del paese, della società nel suo principio. E progredendo lentamente verso l'epilogo, il bosco oltre la strada, e verso l'estremità di questa logica, il film della Luchetti trova un vero punto di vertigine. Un disegno che si esprime sordamente, invisibilmente, perché Fiore gemello sceglie un linguaggio senza parole, lo scambio tacito di movimenti e di arresti che circola tra Anna e Basim. Anastasyia Bogach e Kalill Kone, vero rifugiato, sono debuttanti credibili che imparano facendo, alla maniera dei loro personaggi.
La fragilità della prima e l'intensità del secondo producono un'energia vitale come lo yin e lo yang, come il fiore del titolo che fonda due polarità senza perdere la propria identità. Anna parlerà di nuovo in fondo al film, poche parole perché tutto è già stato detto, in silenzio.
Due giovani in fuga, randagi per necessità, attraversano i paesaggi aspri e incantati della Sardegna: Anna scappa da un uomo violento, Basim ha lasciato la Costa d' Avorio e ora attraversa l' Italia sognando un futuro altrove. Subito, l'incontro. Lei è fragile, ha perso la voce in seguito a un trauma le cui circostanze si scopriranno poco alla volta.