Climax

Film 2018 | Drammatico, Thriller, V.M. 18 90 min.

Regia di Gaspar Noé. Un film con Sofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Kiddy Smile, Claude Gajan Maude. Cast completo Titolo originale: Climax. Genere Drammatico, Thriller, - Francia, 2018, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 13 giugno 2019 distribuito da Europictures in collaborazione con Mial Vision. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 - MYmonetro 2,71 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 3 luglio 2019

Un gruppo di giovani viene drogato senza apparente motivo ma non tutti reagiscono allo stesso modo. In Italia al Box Office Climax ha incassato 35,7 mila euro .

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Consigliato sì!
2,71/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,98
PUBBLICO 3,15
CONSIGLIATO SÌ
Noé prosegue nella sua missione: stupire lo spettatore estremizzando le vicende narrate.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 14 maggio 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 14 maggio 2018

A metà degli anni Novanta, venti giovani danzatori si riuniscono per una prova di tre giorni in un collegio in disuso. Presto l'atmosfera diventa elettrica e una strana follia li travolge. Si renderanno conto di essere stati drogati ma non sanno da chi o perché. La situazione segue un continuo crescendo e mentre alcuni si sentono in paradiso, molti di loro vivono l'inferno.

Gaspar Noé si è da sempre prefisso una duplice missione: stupire lo spettatore e portare la vicenda sullo schermo a quello che lui ritiene sia l'estremo raggiungibile.

Ecco allora che il film si apre con l'inquadratura a piombo di una giovane donna che si agita sanguinante in mezzo alla neve a cui fanno seguito i titoli di coda. Si passa poi a una serie di interviste per casting a giovani danzatori viste in uno schermo televisivo. Ma ciò che dà, letteralmente, il via alle ossessive danze è un'enorme bandiera rosso/bianco/blu con la scritta "QUESTO È UN FILM FRANCESE E NE È ORGOGLIOSO". Affermazione più che sufficiente per solleticare il sovran-sciovinismo che ha ripreso spazio Oltralpe. A cui fanno seguito due interminabili sessioni di musica martellante con l'interpunzione di dialoghi tra i giovani presenti che dovrebbero servire a delinearne i caratteri. Ma per quanto sembri voler costruire una storia seppur lasciando ampio spazio all'improvvisazione, Noé rivela qui più che mai i suoi punti deboli.

È lui stesso a dichiarare letteralmente: "sono sempre stato affascinato da situazioni in cui il caos e l'anarchia esplodono all'improvviso, sia che si tratti di risse di strada, di sessioni sciamanistiche psicotropicamente potenziate o di party in cui chi fa baldoria perde collettivamente il controllo sotto l'eccesso di alcol". Non si può che dargliene atto apprezzando o meno questa scelta. Ciò che però mina dall'interno la sua linea estetico/narrativa cede proprio sul versante della narrazione. La madre che, visto il progressivo degrado della situazione, pensa di mettere in salvo Tito, il suo bambino, dentro la cabina della centralina elettrica dell'edificio invece di portarlo in una delle camere sovrastanti della sala prove, ha già indicato quale sarà la sorte del fanciullo anche al più ingenuo degli spettatori.

L'altro (apparentemente più inemendabile difetto della sua regia) sta nell'estetica e nel linguaggio. A Noé piace quasi orgasmicamente poter mostrare quanto sia abile nel muovere la camera proponendo interminabili piani sequenza che vanno alla ricerca delle più audaci angolazioni di ripresa. Peccato però che un tale virtuosismo finisca con il sostituirsi alla storia e che, a chi guarda, dopo un po', non interessi più seguire quanto accade non restandogli altro che chiedersi quale sarà la prossima acrobazia visiva e come reagiranno, tenendo alto il livello di isteria collettiva, l'attore o l'attrice ripresi in quel momento. L'attore e l'attrice appunto. Non il personaggio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 10 febbraio 2025
Albert

Gaspar Noè ormai ha l'etichetta, forse giustamente, di regista provocatore. Con "Climax" Noè offre ai suoi ammiratori un film di non facile interpretazione. Dei ragazzi vengono intervistati riguardo la loro passione per la danza; poi vi è un piano-sequenza di circa 10 minuti dove una ventina di ragazzi balla vertiginosamente per le loro prove.

FOCUS
FOCUS
giovedì 13 giugno 2019
Emanuele Sacchi

Questa volta Gaspar Noé il biglietto da visita lo espone subito. Durante un preludio che sa di dichiarazione programmatica e di confusione, voluta, tra piano della narrazione e piano della rappresentazione. Su uno schermo viene visualizzato il contenuto di una videocassetta che raccoglie le testimonianze di un gruppo di ballerini, i loro sogni e, in qualche caso, i loro inconfessabili desideri e aspirazioni. Ai lati dello schermo sono posti, rispettivamente, una pila di libri e una di videocassette (la vicenda è ambientata nel 1996 e le Vhs sono ancora all'ordine del giorno). Tra i libri si scorgono Kafka, Claude Guillon, Oscar Wilde, Virginie Despentes, Jean-Pierre Bouyxou, oltre a saggi su Murnau, Taxi Driver, Fritz Lang, Bakunin, Buñuel; tra i film Harakiri, Suspiria, Zombi, Kenneth Anger, Salò, Possession, Fassbinder. Rivendicare queste citazioni, financo esibirle come mostrine sulla divisa, appartiene profondamente alla poetica di Gaspar Noé. Il quale non aspetta che siano gli esperti e i cinefili a enumerare le citazioni presenti in Climax, ma provvede a farlo da sé, costringendo la critica a prenderne atto, a seguirlo o a confutarlo. Oppure a seguire il suo bluff o a smascherarlo.

Resta più riservato sui richiami in ambito musicale, Noé, ma la cura profusa in quel comparto non è certo inferiore. Il lavoro sui tempi e sui modi delle sequenze di ballo e dell'accompagnamento sono l'architrave su cui si regge l'intera operazione di Climax. Specie quando ha inizio l'irreversibile discesa agli inferi, all'incirca a metà film, dopo lo scorrere dei titoli di coda (posti all'inizio del film) e l'avvio del flashback, che riparte dall'ultima prova di ballo del gruppo per arrivare al minuto 50, in cui invece scorrono i titoli di testa. Da lì in avanti la sangria drogata ha effetto e il viaggio nel buio del corridoio traumatico e psicanalitico di Climax si snoda tra istinti primordiali, rimossi dell'inconscio e rabbia incontrollata.

Tra le note che accompagnano l'escalation di abiezioni un ruolo dominante appartiene a Windowlicker di Aphex Twin, su cui Noé, con sapienza da regista di videoclip, modella una lunga sequenza di liberazione di ogni freno inibitore.

Un dialogo continuo tra brano musicale e diegesi che è anche un gioco di complicità con lo spettatore savant, consapevole che nel mondo reale esista già una clip a sfondo horror della stessa Windowlicker (un video audace e innovativo, diretto da Chris Cunningham). Per Cunningham era metamorfosi fenotipica e grottesca, per Noé diviene interiore e tragica. In sostanza Noé remixa all'infinito, restituisce un significato parzialmente nuovo al significante, rimescola i fattori per riottenere il medesimo prodotto. Ma Climax non si limita alla rielaborazione di una estetica e di influenze plurime, canalizzate in un sabba demoniaco e apocalittico.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 13 giugno 2019
Emily Barnett
Les Inrockuptibles

Nella filmografia di Gaspar Noé s'individuano due tendenze: una vena narrativa e una pista più sperimentale dove il film è il pretesto per un'esperienza sensoriale e ipnotica. Climax appartiene alla seconda categoria e s'intuisce da subito. Un gruppo di una ventina di ballerini assume una droga durante si trova in una scuola abbandonata per le prove di uno spettacolo.

NEWS
CELEBRITIES
venerdì 7 giugno 2019
Fabio Secchi Frau

Ritornare. Ritornare sempre e comunque con film più incendiari, impressionanti e anche irritanti. Gaspar Noé fa sempre quello che esattamente ti aspetteresti da lui. In una sola parola: l'estremo. L'estremo inteso non come spazio fisico o posizione concettuale [...]

TRAILER
venerdì 17 maggio 2019
 

A metà degli anni Novanta, venti giovani danzatori si riuniscono per una prova di tre giorni in un collegio in disuso. Presto l'atmosfera diventa elettrica e una strana follia li travolge. Si renderanno conto di essere stati drogati ma non sanno da chi [...]

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