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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 settembre 2017
Da poco rilasciato dalla prigione, un uomo è obbligato dai capi della sua gang a orchestrare un grave reato sulle strade della California del sud. In Italia al Box Office La fratellanza ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,9 milioni di euro e 759 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Jacob è un broker di successo a Wall Street: famiglia felice, uscite gioviali con gli amici, tutto quel che si può desiderare da una vita. Ma basta un errore a compromettere tutto. Una sera Jacob beve un bicchiere più del solito, si distrae alla guida e, nel violento incidente che scaturisce dalla situazione, il suo migliore amico perde la vita. Tormentato dai sensi di colpa, Jacob accetta la sentenza di omicidio colposo, che lo condurrà in carcere insieme a pregiudicati condannati per reati gravi. La sua vita non sarà più la stessa.
Prison movie e percorso di espiazione di un colletto bianco, trapiantato nell'inferno del carcere, non sono esattamente spunti inediti del cinema di genere. Ma Ric Roman Waugh (nel suo passato Felon - Il colpevole e due anni come poliziotto infiltrato) ha il merito di credere fino in fondo nella sua indagine negli abissi della psiche, pretendendo attenzione e ottenendola, anche quando il rischio di ripercorrere stereotipi consunti è più concreto. Il regista evita il classico percorso diacronico di caduta, espiazione e redenzione.
Anziché assistere all'esistenza felice di Waugh e poi alla sua discesa agli inferi, Waugh preferisce mescolare le carte e ricostruire il tutto attraverso dei flashback, che si integrano alla narrazione al tempo presente. Lo spettatore presume di sapere come siano andate le cose e cosa abbia trasformato Jacob, ma è obbligato ad attendere, e intanto a calarsi sempre più nei panni di un personaggio costretto a commettere atti e prendere decisioni oltre l'esecrabile.
Benché il fine resti nobile, non può essere dimenticato il percorso di un Nikolaj Coster-waldau, che passa dall'omicidio plurimo all'affiliazione alla fratellanza ariana. Può un uomo che si tatua svastiche sul corpo rappresentare ancora il "buono"? Che speranza ha un mondo in cui la brutalità del carcere può trasformare in macchine da guerra gli elementi più insospettabili della società, senza alcuna forma di prevenzione? Domande senza risposta, mentre scorre la violenza estremamente esplicita di La fratellanza, memore in alcune scene del Cronenberg di La promessa dell'assassino. In carcere per Waugh non esistono stadi intermedi: o si è guerrieri o si è vittime. Questa sua natura priva di compromessi, unita alla credibilità figlia di numerose indagini sul campo, porta a perdonare qualche approssimazione di uno sguardo para-televisivo e a elevare La fratellanza rispetto allo status di ordinario B movie di genere.
Un uomo di successo e sua moglie escono a cena con due amici. Lui beve e hanno un incidente. Indubbiamente colpevole deve scontare poco più di due anni di prigione. Ma entrato in carcere, per sopravvivere, dovrà riconoscere le regole della realtà a cui ormai appartiene, scendere a patti, trovare alleati, partecipare ad azioni che prima non avrebbe neppure pensato e affrontarne [...] Vai alla recensione »
Come può un tipo come Jacob Harlon, professionista di successo marito e padre felice uomo integrato e realizzato, trasformarsi in Money supercarcerato feroce dopo che un banale incidente stradale ha sconvolto la sua vita? Il film non si cura più di tanto di motivarlo, si appaga della descrizione. Finito in galera Jacob è costretto per sopravvivere ad affiliarsi a una gang di tipacci suprematisti con [...] Vai alla recensione »