Last Flag Flying

Film 2017 | Drammatico +13 125 min.

Titolo originaleLast Flag Flying
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata125 minuti
Regia diRichard Linklater
AttoriBryan Cranston, Steve Carell, Laurence Fishburne, J. Quinton Johnson, Yul Vazquez Mark Falvo, Brian Wolfman Black Bowman, Kate Easton, Richard Robichaux, Dontez James.
TagDa vedere 2017
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Richard Linklater. Un film Da vedere 2017 con Bryan Cranston, Steve Carell, Laurence Fishburne, J. Quinton Johnson, Yul Vazquez. Cast completo Titolo originale: Last Flag Flying. Genere Drammatico - USA, 2017, durata 125 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un padre perde il figlio durante la seconda guerra mondiale. Cercherà in tutti i modi di riportare a casa la salma del figlio. Al Box Office Usa Last Flag Flying ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 959 mila dollari e 42 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film che conferma la fascinazione di Linklater per il tempo, e che attraverso il quotidiano racconta la storia di un paese in piena crisi d'identità.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 29 ottobre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 29 ottobre 2017

Dicembre, 2003. Larry 'Doc' Shepherd, ex marine congedato senza onore, ha perso un figlio in Iraq e vuole riportarlo a casa. Rimasto vedovo, chiede aiuto a due vecchi commilitoni che non vede da trent'anni. Sal Nealon, insofferente alle regole, gestisce pigramente un bar in Virginia, Richard Mueller, ex alcolista, serve in chiesa come pastore. Con loro Larry ha condiviso il Vietnam e il suo abisso, a loro Larry può confessare la sua perdita e il suo dolore. A bordo di automobili e furgoni, di pullman e treni, i tre veterani accompagneranno l'ultimo viaggio di un giovane marine attraverso l'America fino al New Hampshire.
Storia di uomini tra loro, Last Flag Flying conferma la fascinazione di Richard Linklater per il tempo, le sue sinuosità metafisiche e la sua iscrizione carnale dentro al cuore dell'esistenza.
Ma questa volta non c'è spazio per il sogno, la stratificazione delle esperienze della vita ha fatto il suo lavoro, concedendo ai protagonisti la possibilità di scegliere solo tra ostilità o compromesso. Larry, Sal e Richard hanno scelto il secondo, venendo a patti col loro passato, la bandiera e la Patria. Larry è rimasto in seno a chi lo ha 'congedato', Sal naviga a vista nei bicchieri, Richard ha convertito la fede nell'arma in quella per dio.

Lavorando duro sull'orrore che hanno visto e fatto in guerra, sull'impossibilità di dimenticare e la necessità di difendersi dalla volontà delle gerarchie di cancellare ogni elemento di disturbo, Linklater introduce col lutto una (buona) crisi, un turbamento individuale che dialoga con quello sociale ed evolve nel tempo di un viaggio speso in spazi chiusi.

Diner, vagoni, cabine, camere d'albergo in cui scorre un fiume lento di istanti ordinari e di sentimenti universali. Senza accentuare i toni drammatici o cedere alla tentazione della 'grande scena', Last Flag Flying frequenta i piccoli momenti della vita finendo per raccontare attraverso il quotidiano di tre veterani la storia di un paese già in piena crisi di identità, la storia dell'America colta in una sciagurata fase della sua politica internazionale (siamo nel 2003 e nel vicolo cieco dell'Iraq).
Se Paul Haggis (Nella valle di Elah) lavorava tutto dentro il cuore della Nazione e delle forze che costituiscono l'autorità, Linklater interiorizza un fatto oggettivo come la guerra, lo fa diventare frammento di memoria, testimonianza, immagine condivisa, categoria oscillante tra veridicità e falsificazione. Il padrino discreto del cinema indipendente americano fa il punto sul rimosso grumoso di tre veterani del Vietnam in faccia al pantano dell'Iraq. Il trauma individuale, che si fa plurale in un viaggio di geografie imponderabili, passa attraverso il flusso di parole, interrotto soltanto per rivelare un 'momento sacro'. Il punto di concentrazione dove si incontrano il passato e il futuro, meglio, il ricordo e la promessa. Il gesto di affermazione per cui il tempo smette di essere un puro flusso inconsistente, trovando o ritrovando la sua piena estensione: passato e futuro combinati al presente. Quel momento è l'oggetto della ricerca estetica ed esistenziale del cinema di Linklater. Oggetto che fugge le definizioni ma circola senza posa tra gli stati psichici e quelli temporali, tra i bivi narrativi e la profusione di discorsi teorici masticati con gli hamburger e ingollati con la birra.

Rovescio della medaglia, Larry, Sal e Richard restano fedeli a una stagione clandestina vissuta fuori dall'ordine civile ed è in nome di quell'intervallo, del riconoscimento di un tempo condiviso fuori dal tempo, che procedono insieme e dentro un road movie che perde il treno per ritardare l'inevitabile ritorno al reale. Per condensare l'intensità di una notte che diventa altro da un istante qualunque: un assoluto. I film di Linklater rivelano tutti questo fenomeno di cristallizzazione che permette ai suoi protagonisti di crescere, di prosperare, prima di riprendere l'erranza tra la nostalgia del passato e il desiderio di situarsi nella loro vita.
Il cinema di Linklater è una trama che ha per filo il tempo e un'impronta che il tempo vissuto lascia sui corpi di Bryan Cranston, Steve Carrell e Laurence Fishburne, ex marine fedeli al corpo che non coincide mai con quello ufficiale incarnato dal colonnello Wilits. La fedeltà a Larry per Sal e Richard è rigettare regole e codici deliranti e accompagnarlo fino al luogo della sepoltura. Non il cimitero nazionale di Arlington ma quello di una piccola contea del New Hampshire. Non nel nome dello Stato ma nel nome del padre, per cui indossano il loro 'vestito' più bello e trovano le parole più giuste, scoppiando la bolla allucinatoria che aveva trasformato la guerra in Iraq in una manifestazione dell'eroismo americano.
A incarnare le scorie del trauma all'interno del tessuto civile tre attori sbalorditivi, che si confrontano e sfidano in un gioco di caratteri e scavo psicologico. La mitezza esplosiva di Steve Carrell, appena sbilanciata sul versante del dramma, e la coolness giudiziosa di Laurence Fishburne si accordano al diapason di Bryan Cranston, ancora una volta eroe opaco di uno spessore insospettato.

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NEWS
TRAILER
domenica 27 agosto 2017
 

Ambientato durante la guerra in Iraq, il film racconta la storia di due ex ufficiali di marina che arrivano in soccorso di un commilitone condannato che cerca di riportare in patria la salma del figlio ucciso in guerra.

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