Il cratere

Film 2017 | Drammatico +13 93 min.

Regia di Luca Bellino, Silvia Luzi. Un film Da vedere 2017 con Sharon Caroccia, Rosario Caroccia, Tina Amariutei, Assunta Arcella, Imma Benvenuto. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2017, durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 12 aprile 2018 distribuito da La Sarraz Pictures. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,10 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In una terra infame un padre sfida il mondo e la sorte attraverso sua figlia e le sue corde vocali. Il successo si fa ossessione, il talento condanna.

Consigliato sì!
3,10/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,70
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Il sogno di un riscatto possibile. La storia di un giovane talento e di un'ambizione che diventa condanna.
Recensione di Paola Casella
venerdì 1 settembre 2017
Recensione di Paola Casella
venerdì 1 settembre 2017

Sharon, 13 anni, è l'unica speranza di riscatto per suo padre Rosario, proprietario di una bancarella da luna park. La ragazzina infatti sa cantare, nello stile neomelodico napoletano che può apparire come il biglietto di ingresso per il successo a certe latitudini, dunque fin da quando era bambina si esibisce davanti ai clienti della bancarella del padre. Ma Rosario vuole di più, e nella sua ambizione vincolata strettamente al talento della figlia si trasforma in un padre padrone, uno Zampanò contemporaneo asservito alle logiche di popolarità dei talent show televisivi e di quel sottobosco di "produttori musicali" che nutre (per lo più false) speranze a suon di bigliettoni.

Il cratere è il primo lungometraggio di finzione di Silvia Luzi e Luca Bellino dopo il buon riscontro di Dell'arte della guerra e La minaccia, ed è proprio nel passaggio dal puro documentario alla finzione scenica che sorgono i problemi.

Nonostante infatti il film si apra su Sharon che ripassa ad alta voce il Verismo di Verga che "racconta la realtà così com'è, senza applicare giudizio", Il cratere forza la situazione osservata imprimendole una traiettoria narrativa della quale i due non-attori protagonisti, Rosario e Sharon Caroccia, si fanno collaboratori volontari poiché, scrivono i due registi, "hanno scelto di stare con noi, giocando la sfida di reinventare la propria vita".

I paragoni con il (buon) cinema di finzione ibridato con il documentario possono essere illuminanti: ad esempio A Ciambra di Jonas Carpignano o Mister Universo di Tizza Covi e Rainer Frimmel sposano il mondo che raccontano permettendo alla cinepresa di aderirvi, ma estrapolano la narrazione da ciò che hanno osservato in modo organico e conseguente. Il confronto con il recente cinema italiano di finzione porta invece inevitabilmente a ricordare Indivisibili, che descrive un identico rapporto padre-figlia (in quel caso moltiplicato per due) ma ne fa una narrazione esplicitamente creativa, prendendosi la responsabilità della caratterizzazione estrema di un orco domestico e delle sue prede "naturali".

Ne Il cratere invece i due protagonisti si fanno compartecipi nel rappresentare una situazione di degrado relazionale come se fosse realtà filmata, quando invece è una messa in scena che esacerba le dinamiche più negative del loro rapporto e insiste sullo squallore socioculturale del loro contesto. In positivo, il film mantiene una sua coerenza interna e una sua coesione stilistica. Ma anche quella che può apparire come una ricerca linguistica, fatta di primissimi piani, di riprese "incollate" ai protagonisti, di immagini sfocate, appare troppo reiterata e non necessariamente funzionale al racconto, rendendo alcune scene (apparentemente) interminabili. Come dice Rosario a Sharon parlando delle sue performance musicali, "manca un'interpretazione", un'incisività di racconto che tolga i due registi dalla comfort zone dell'osservazione documentaria e li innesti nel regno impervio del cinema di finzione con una più chiara presa di posizione, etica ed estetica, rispetto alla propria visione.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 19 aprile 2018
Emanuele 1968

Penso che sia bello, invece il pubblico mi pareva poco soddisfatto. Concordo anche per me e un lungometraggio, 6 euro un po caro.

giovedì 19 aprile 2018
Emanuele 1968

Penso che sia bello, invece il pubblico mi pareva poco soddisfatto. Concordo anche per me e un lungometraggio, 6 euro un po caro.

lunedì 16 aprile 2018
SaraFerrara

E' assai raro che un film si trasformi in un'esperienza, anche fisica. Il cratere si può leggere in diversi modi, ma credo che sempre ti lasci addosso un'emozione unica.

FOCUS
FOCUS
mercoledì 11 aprile 2018
Ilaria Ravarino

Se undici dei venti premi assegnati ai David di Donatello vanno a film campani - nell'edizione in cui Ammore e Malavita è premiato come Miglior Film - non può trattarsi solo di una felice coincidenza. Cosi come non sono certamente casi isolati i film, tantissimi, che hanno riportato nell'ultimo anno Napoli al centro del cine-interesse nazionale. La Film Commission campana la chiama, con entusiasmo, la Napollywood italiana. Di certo qualcosa si è mosso, nell'underground a sud di Roma, e questa scossa ha avuto come prima conseguenza quella di provocare un'onda: una vera e propria new wave di autori interessati a indagare il paese a partire dal territorio, dalla lingua, dai caratteri campani.

Presentato alla scorsa Mostra di Venezia nella Settimana Internazionale della Critica, Il Cratere di Silvia Luzi e Luca Bellino è forse il film "campione" dell'onda lunga di cui fanno parte - ciascuno con la propria cifra - Nato a Casal di Principe di Bruno Oliviero, Gatta cenerentola di Alessandro Rak, Ammore e Malavita dei fratelli Manetti, Indivisibili di Edoardo De Angelis e persino Napoli Velata di Ferzan Ozpetek e La tenerezza di Gianni Amelio.

Al centro della storia il rapporto tra una tredicenne, Sharon, dotata di un gran talento per il canto, e suo padre Rosario, burbero giostraio di un luna park che vede nell'abilità canora della ragazza un'opportunità unica per riscattarsi dal disagio del presente. E intorno a questi due archetipi - la ragazza angelicata e il padre padrone - si muovono tutti i temi e i simboli del nuovo cinema campano: la musica neomelodica, la faticosa emersione dell'identità femminile, la durezza della società patriarcale, il disagio sociale, la criminalità. E la bellezza pericolosa di una città, Napoli, che si fa a sua volta protagonista, rifiutando di lasciarsi relegare sullo sfondo.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 2 settembre 2017
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Sharon ha 13 anni e canta divinamente. Il padre Rosario lo sa e ne "ottimizza" il talento dalla tenera età, finché la ragazza decide che non ne vuole più sapere: il cratere del Vesuvio come la costellazione Crater li stanno ad osservare e in un'apparente immotilità. Esordio a quattro mani in concorso alla Settimana Internazionale della Critica, Il cratere impressiona per la scelta di regia coraggiosa [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 aprile 2018
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Il film inizia con una creativa dichiarazione di intenti: come si gestisce il realismo? Lo definisce la protagonista che ripete la lezione scolastica su Verga di fronte allo specchio con movimenti di danza. Ecco che la divisione tra vincitori e vinti nella vita è delineata. Chi nasce vincitore resta vincitore, chi nasce povero resta sempre povero. E il passaggio al realismo di Flaubert approfondisce [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 novembre 2017
Deborah Young
Hollywood Reporter

Documakers Silvia Luzi and Luca Bellino (Of the Art of War) play with the boundaries of documentary and fiction in their first feature film, Crater (Il cratere), which takes its cue from the real lives of a father and his 13-year-old daughter and builds a film around them. It's a technically impressive feat, complete with a few hidden cameras, that recalls a reality show in the hands of two very sensitive, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 novembre 2017
Sarah Ward
Screen International

The bleakness of reality is nothing to sing about in Crater, but it does furnish a poignant slice of neo-realism by Italian documentarians turned debut feature helmers Silvia Luzi and Luca Bellino. Carrying their factual backgrounds into fiction, the writing, directing, producing, shooting and editing duo craft an intimate drama out of an the real-life experiences of a father and daughter.

sabato 2 settembre 2017
Cristina Piccino
Il Manifesto

Rosario vende pupazzetti di peluche in giro per l'Italia, feste, giostre, poco importa. Con lui lavorano la moglie e i figli, tutti insieme nella stanza a mangiare, a dormire, davanti alla tv sempre accesa. Sharon, una delle figlie di Rosario ha una bella voce, conosce le parole dei neomelodici che accompagnano la giornata, parlano in dialetto come loro, napoletano stretto, raccontano di amori e di [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 6 aprile 2018
 

Il cratere è terra di vinti, spazio indistinto, rumore costante. Rosario è un ambulante, un gitano delle feste di piazza che regala peluches a chi pesca un numero vincente. La guerra che ha dichiarato al futuro e alla sua sorte ha il corpo acerbo e l'indolenza [...]

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