Country for Old Men

Film 2017 | Documentario 79 min.

Titolo originaleCountry for Old Men
Anno2017
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata79 minuti
Regia diStefano Cravero, Pietro Jona
Uscitalunedì 1 ottobre 2018
DistribuzioneLab 80 Film
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Stefano Cravero, Pietro Jona. Un film Titolo originale: Country for Old Men. Genere Documentario - Italia, 2017, durata 79 minuti. Uscita cinema lunedì 1 ottobre 2018 distribuito da Lab 80 Film. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un piccolo gruppo di vecchi espatriati americani in pensione si ritira in Ecuador per sfuggire agli effetti della crisi economica globale. In Italia al Box Office Country for Old Men ha incassato 942 .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un documentario interessante sugli 'economics refugee' che hanno trovato un american dream.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 10 gennaio 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 10 gennaio 2018

Cotacachi, Ecuador è una cittadina circondata da montagne in cui si sono trasferiti centinaia di cittadini americani in pensione che, con quanto possedevano, potevano condurre solo una vita di profilo decisamente basso. Qui si sono costruite o ristrutturate abitazioni più che confortevoli e vivono bene.
È una forma di migrazione molto particolare quella che Cravero e Jona raccontano in questo interessante documentario i cui protagonisti sono 'gringos' (come loro stessi si definiscono) di varia estrazione sociale. Si va da una delle psicologhe di sostegno che ha operato dopo la strage nella scuola di Columbine all'ex produttore televisivo.

Questi 'economics refugee' hanno trovato un american dream che parla spagnolo anche se non tutto è semplice.

Un po' di protezione alzando muri intorno alle residenze o mettendo inferriate alle finestre si rivela necessaria, ma la qualità della vita è decisamente cambiata. È interessante poi il fatto che i due registi riescano ad ottenere le confidenze di queste persone quasi fossero i loro nipoti. Emergono così le osservazioni su coloro che si sono trasferiti ma vivono chiusi in un enclave a differenza di chi invece sente di poter finalmente vivere tranquillo perché in Ecuador il controllo sul possesso delle armi è molto rigido.

C'è chi ha scritto che gli americani che viaggiano (e non sono la maggioranza) restano comunque sempre a casa loro. Risulta quindi divertente e provoca quasi tenerezza vedere queste persone anziane che tentano di parlare lo spagnolo per poter trattare sul prezzo al mercato e che respirano aria di casa quando in tv c'è una trasmissione in inglese. Tra di loro c'è anche chi non sopportava i latinos quando era negli States e ora si è trasferito in uno dei loro stati di origine. Questi migranti, che dalla soglia di povertà sono risaliti a un livello di vita decisamente più che accettabile, sono però profondamente diversi da quelli di altri popoli che tendono, una volta integrati, a ricostruire il proprio habitat sociale cercando di far arrivare parenti e amici. Loro invece no: di gringos, dicono, ce ne sono già anche troppi.

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