Annabelle 2: Creation

Film 2017 | Horror, Thriller, +16 109 min.

Regia di David F. Sandberg. Un film Da vedere 2017 con Miranda Otto, Stephanie Sigman, Lulu Wilson, Talitha Eliana Bateman, Anthony LaPaglia. Cast completo Titolo originale: Annabelle: Creation. Genere Horror, Thriller, - USA, 2017, durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 3 agosto 2017 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,02 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 4 agosto 2017

Ospiti a casa di una coppia che ha perso la figlioletta anni prima, un gruppo di ragazze viene preso di mira da una bambola diabolica. In Italia al Box Office Annabelle 2: Creation ha incassato 3,5 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,02/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,04
CONSIGLIATO SÌ
Il seguito superiore al capostipite: un cast notevole al servizio di un film che cattura e non molla la presa.
Recensione di Rudy Salvagnini
venerdì 4 agosto 2017
Recensione di Rudy Salvagnini
venerdì 4 agosto 2017

Samuel Mullins è un abile costruttore di bambole e vive in letizia con la moglie Esther e la figlioletta Bee. Ha appena finito di creare un nuovo modello di bambola quando, di ritorno dalla Messa, Bee è vittima di un tragico incidente stradale. Dodici anni dopo, i Mullins aprono la loro grande casa a suor Charlotte e a un gruppo di giovani ragazze e bambine orfane, in modo da dare loro un posto dove vivere in comunità. Tra le bambine, Janice, cui la polio ha lasciato delle difficoltà nel camminare, e la sua inseparabile amica Linda: hanno giurato che staranno sempre insieme e si faranno adottare dalla stessa famiglia in modo da diventare sorelle. Samuel Mullins è cooperativo, ma taciturno e provato dai dolori dell'esistenza, mentre sua moglie vive confinata in una stanza, impossibilitata a muoversi e con una maschera che le copre una parte del viso. Il signor Mullins spiega che c'è una stanza - quella di Bee - nella quale nessuno deve entrare.
Ma, attirata da misteriosi bigliettini, una notte Janice trova la porta della stanza non chiusa a chiave e ci entra. Dentro, una meravigliosa casa di bambole e poi, chiusa in un armadio, una strana bambola, quella che noi conosciamo come Annabelle. Quando lo viene a sapere, suor Charlotte ordina a Janice di non trasgredire mai più alle regole di quella casa perché potrebbe mettere in pericolo l'avvenire suo e delle compagne. Janice promette, ma le cose vanno diversamente. La bambola conserva un terribile segreto che i Mullins conoscono, pur sperando che rimanesse nascosto e sepolto nel passato. E i guai cominciano in serie.

Seguito di Annabelle, spin-off di L'evocazione - The conjuring, il film riporta al centro dell'attenzione la malefica bambola già protagonista del primo film della serie e con essa rinvigorisce un sottogenere - quello delle evil dolls - che vanta nella storia del cinema horror illustri precedenti (vi ricordate, per citarne uno solo, Chucky, il bambolotto sboccato e assassino?).

In realtà, più che un seguito questo è un prequel perché racconta non ciò che è successo dopo il primo film, ma ciò che è successo prima. Generalmente i prequel soffrono per il fatto di raccontare avvenimenti che in qualche modo sono noti o possono essere intuiti. In questo caso, l'esito è sorprendentemente buono. La storia, nelle sue linee generali, è piuttosto semplice e prevedibile pur riportando con sagacia narrativa le cose sino a un rapido ed efficace collegamento con l'inizio del film precedente. Però il modo in cui la storia è raccontata fa la differenza.
L'esordio di David F. Sandberg alla regia di un lungometraggio (dopo una raffica di corti) era stato un horror interessante come Lights Out - Terrore nel buio. Qui Sandberg conferma le sue doti di efficace interprete della paura e di abile orchestratore di spaventi riuscendo a trarre probabilmente il massimo dalla storia. I personaggi sono descritti in modo semplice, ma efficace, soprattutto per quel che riguarda la protagonista, Janice, di cui viene mostrata con sensibilità la natura fragile e ferita, alla ricerca di un'impossibile ancoraggio di stabilità nell'amicizia con Linda, la sua amica del cuore, inerme come lei. L'ambientazione rétro conferisce un contesto suggestivo e malinconico nel quale il dramma si mantiene credibile e avvincente.

La prima apparizione della bambola è gestita con grande capacità di creare tensione con sapiente uso delle ombre e con parsimonia di effetti. Sandberg mantiene per gran parte del film questa abilità nella messa in scena, sfruttando immagini e suoni - a partire da quello del campanello con cui la signora Mullins richiama l'attenzione - per creare un'uniforme aura di macabra incertezza. Quando, in un flashback esplicativo, viene svelato il segreto della bambola le cose diventano un po' prosaiche e banali, ma è un peccato veniale e probabilmente necessario sotto il profilo narrativo: la concitata parte finale del film perde di compattezza e coerenza, ma si mantiene interessante e vivace. Il film cattura sin dall'inizio e non molla la presa sullo spettatore rivelandosi uno dei non frequenti casi di seguito superiore al capostipite.
Notevole il cast, nel quale spicca la presenza del grande caratterista Anthony LaPaglia, che offre una misurata interpretazione di grande efficacia e sensibilità, sapientemente tenuta sotto le righe. Tra le giovani attrici si rivede Lulu Wilson, già fattasi notare in Ouija - L'origine del male, ma la migliore figura la fa Talitha Bateman, molto convincente in un ruolo a due facce di non facile resa.

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Lo spin-off di Annabelle, un'icona spettrale e inquietante. Proprio il sospetto che in realtà sia "viva" le dona il fascino sinistro che possiede.
Overview di Rudy Salvagnini

Qualche volta, ma non spesso, succede che elementi per così dire laterali di un film suscitino così tanto interesse da generare uno sviluppo autonomo, uno spin-off, come si usa dire in questi casi.
L'evocazione - The Conjuring raccontava tutta un'altra storia, ma all'inizio accennava alla vicenda di una bambola posseduta da una presenza fantasmatica, che si palesava come Annabelle Higgins, una bambina di sette anni, ma che in realtà era qualcosa di ben peggiore. Perché, come ci viene spiegato, i demoni a volte usano gli oggetti per raggiungere lo scopo desiderato. James Wan, autore di L'evocazione - The Conjuring (e di molto altro nell'horror degli ultimi anni, dalla saga iniziata con Saw - L'enigmista a quella di Insidious) aveva già affrontato l'argomento (nella variante pupazzo da ventriloquo) con Dead Silence, non ottenendo particolari risultati né dal punto di vista artistico né da quello commerciale: uno dei suoi pochi (mezzi) passi falsi.

Nel caso di Annabelle, invece, le cose sono andate molto meglio. La bambola di Annabelle, un'icona spettrale e inquietante
Annabelle non è una sboccata e sarcastica caricatura, ma un'icona sottile e perversa, una rappresentazione del Male in senso metafisico.

La bambola in sé è infatti un simulacro di un essere vivente: serve per giocare, di solito, ma la fissità dello sguardo e la sua somiglianza agli esseri umani la rende anche capace di riflessi sinistri di cui il cinema horror si è spesso appropriato sia nella classica versione della bambola (Chucky a parte, si può ricordare almeno Dolls di Stuart Gordon) sia in quella, più complessa, del pupazzo da ventriloquo (magistrale l'episodio diretto da Alberto Cavalcanti nel film a episodi Incubi notturni). L'idea di dedicare un intero film ad Annabelle è stata quindi naturale, anche se la regia non è stata curata direttamente da Wan, che ha mantenuto solo il comunque cruciale ruolo di produttore: lo spin-off è partito con minori ambizioni, un basso budget e autori meno affermati, anche se molto dedicati a seguire le orme di Wan nel rivisitare i classici stilemi e luoghi comuni dell'horror. Diversamente da Chucky, il bambolotto più famoso dell'horror, Annabelle non è una sboccata e sarcastica caricatura, ma un'icona sottile e perversa, una rappresentazione del Male in senso metafisico. Non bisogna però dimenticare che John R. Leonetti, regista di Annabelle, è stato direttore della fotografia di La bambola assassina 3, appartenente alla saga di Chucky, e quindi ha portato con sé un bagaglio specifico di notevole interesse.

Il perfetto veicolo per un'entità demoniaca
Annabelle ha riportato al centro del racconto il valore iconico della bambola quale oggetto spettrale e inquietante, un'imitazione senza vita dell'essere umano utilizzata però per giochi nei quali i bambini fingono che sia viva. Ed è proprio l'immobilità di Annabelle e il sospetto che in realtà sia "viva" a darle il fascino sinistro che possiede. Il fatto che sia senza vita autonoma la rende il perfetto veicolo per un'entità demoniaca che però mira ad altro, mira a possedere un essere vivente, la sua anima, in particolare.
Come accennato, l'utilizzo macabro di una bambola non è nuovo nel cinema, ma, come già per gli altri aspetti orrorifici toccati dalla Wan Factory, quella che emerge da Annabelle è la capacità di adoperare in modo efficace gli stereotipi del genere mediante un approccio serio e concentrato sul perfetto funzionamento dei meccanismi di creazione della suspense, agendo spesso per sottrazione e per suggestione. Non si cerca di inventare, ma di usare l'esistente con efficienza. Perciò i personaggi sono tratteggiati con umanità e credibilità nei loro sentimenti e nelle loro reazioni, e la vicenda si mantiene, date per scontate le premesse "incredibili", in un ambito di adeguata logica narrativa. Pur raccontando una storia del tutto diversa, atmosfere, ambientazione e personaggi rimandano, con abilità, a un classico come Rosemary's Baby. Per l'insieme di queste cose, probabilmente, il pubblico ha premiato il film (e in genere gli altri di Wan): ha avuto quello che cercava, una storia semplice ma coinvolgente e un'adeguata quantità di spaventi.

Lo spin-off
Il seguito di Annabelle, Annabelle 2, cambia i personaggi che hanno a che fare con la bambola e permette quindi di metterla a confronto con persone diverse che poco o nulla sanno della sua pericolosità. La regia questa volta è affidata a David F. Sandberg che ha già dato buona prova di sé con Lights Out - Terrore nel buio. Alla sceneggiatura è confermato Gary Dauberman, che si è fatto le ossa con alcuni horror modesti (Caccia al ragno assassino) o peggio (Le scimmie assassine) prima di trovare la vena d'oro con Annabelle. Nel cast spicca la partecipazione dell'ottimo ed esperto caratterista Anthony LaPaglia e di Miranda Otto (La guerra dei mondi di Spielberg), ma è chiaro che il personaggio da cui ci si aspetta di più non è interpretato da un attore.
Il successo di Annabelle 2 si misurerà nella capacità di riprodurre gli elementi positivi del primo film all'interno di una nuova storia che non sia solo una riproposizione di quella originaria, ma sappia sviluppare una nuova narrazione con la stessa convinzione e capacità di coinvolgimento.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 8 agosto 2017
Pegg94

Non avevo grandi aspettative per questo secondo capitolo di Annabelle( il primo spin off della saga de "L'evocazione" non mi aveva colpito e l'avevo trovato, salvo alcune sequenze, noioso e prevedibile) invece sono rimasto sorpreso, in positivo. In primis qui la regia è veramente ottima, Sandberg è migliorato notevolmente rispetto al suo primo lungometraggio( Lights [...] Vai alla recensione »

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venerdì 9 novembre 2018
 

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