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Ultimo aggiornamento venerdì 6 ottobre 2017
Le disavventure di un'impresa che crea ogni genere di alibi utile per coprire i propri clienti, fino al giorno in cui l'incontro con una bella bionda non complicherà le cose. In Italia al Box Office Alibi.com ha incassato 187 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Greg è a capo di una società che crea alibi di qualsiasi tipo. Insieme al suo socio e ad un nuovo assunto, si preoccupa di coprire menzogne e infedeltà di diverso genere, procurando prove e improvvisando interpretazioni affinché non si desti alcun sospetto o, se già è presente, venga presto fugato. Il lavoro va naturalmente molto bene e i guadagni prosperano, ma le cose si complicano quando Greg si innamora di Flo, una ragazza allergica a qualsiasi bugia, alla quale non può rivelare la natura del suo mestiere. Come se non bastasse, il giorno in cui Flo lo presenta ai genitori, Greg si trova di fronte niente meno che il cliente di cui si sta occupando in quel momento: il suo futuro suocero.
Vero e proprio one-man-show di Philippe Lacheau, che scrive, dirige e interpreta, Alibi.com nasce, come progetto, contemporaneamente a Babysitting, e proprio il grande successo in Francia dei due capitoli con Lacheau protagonista ha aperto la strada a questo terzo film della stessa équipe, che si propone come esempio di cinema comico puro.
Il film affonda nella tradizione francese del vaudeville, sporcandola di cineamericanismi anni '80 e di incursioni estetiche nel pop-trash dell'era internettiana, alla rincorsa del modello più luccicante, ovvero Una notte da leoni.
Non c'è uno sforzo di regia, né ci si allontana dall'idea di iniziale, per quanto forte, per eventualmente trasformare il discorso in fieri, aggiungere elementi, modulare il registro. Niente di tutto questo: tanto che l'esito finale è forse il più prevedibile di tutti i momenti e le gag del film. In mezzo, però, la farsa funziona: impossibile non ridere davanti a ciò che Lacheau è disposto a fare pur di mantenere intatte le sue menzogne, ma ancor più impossibile non farlo quando il boomerang torna indietro e comincia a colpire a catena tutti i complici dell'impresa. Si ride con poco, è vero: non voli pindarici di inventiva sottilmente geniale, bensì idiozie dell'ordine dell'esagerazione, come quella - ahinoi irresistibile- del narcolettico alla guida. Attori e personaggi offrono però una perfetta tabula rasa di partenza, non li si può dire furbi né, al contrario, goffi in partenza: è il loro rappresentare l'anonima categoria di uomini qualunque, ragazzoni senza arte né parte, dotati di una pessima abilità di calcolo delle conseguenze delle loro brillanti idee, che li radica nella realtà più credibile e sortisce l'effetto comico.
Ugualmente, la disponibilità di Nathalie Baye e Didier Bourdon, per i ruoli dei suoceri, aiuta il film a non essere solo e soltanto una lunga barzelletta e un divertimentro tra amici, anche se quella resta l'impressione più forte e la verità di fondo.
Come nel caso italiano di Perfetti sconosciuti, sebbene su un altro tono e con altre intenzioni, Alibi.com è un film che, commercialmente, si è posto la domanda (narrativa) giusta al momento giusto e si è immediatamente trasformato in un format, spendibile ovunque.
"Alibi.come"(Philippe Lacheau, che ha anche scritto la sceneggiatura con Jlulien Arruti e Pierre Dudan, 2017), parla di una società a gestione amicale che intende fornire alibi(ma in particolare in questione amorose e in genere di tradimenti)ai propri clienti. Tutto va bene o sembra andare così, finché il pricnipale"eroe eponimo"si innamora egli stesso e finché [...] Vai alla recensione »
Greg ha fondato alibi.com, società che è specializzata nel fornire, appunto, alibi ai suoi clienti, in particolare a mariti traditori. L'incontro con Flo, che odia i bugiardi, lo costringerà a varie peripezie per mantenere il segreto, anche perché il padre della ragazza ha deciso di ricorrere ai servizi di Greg. Campione di incassi francese, non sempre il film mantiene le attese, Fortunatamente, l'ottimo [...] Vai alla recensione »