Vangelo

Film 2016 | Documentario, +13 85 min.

Anno2016
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia, Belgio
Durata85 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diPippo Delbono
AttoriPippo Delbono, Safi Zakria, Nosa Ugiagbe .
TagDa vedere 2016
DistribuzioneFil Rouge Media
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Pippo Delbono. Un film Da vedere 2016 con Pippo Delbono, Safi Zakria, Nosa Ugiagbe. Genere Documentario, - Italia, Belgio, 2016, durata 85 minuti. distribuito da Fil Rouge Media. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Il regista Pippo Delbono fa visita a un centro profughi e raccoglie le drammatiche testimonianze dei migranti.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Delbono mette in scena il vangelo dei profughi.
Recensione di Anna Maria Pasetti
Recensione di Anna Maria Pasetti

Raccogliendo il suggerimento della madre, Pippo Delbono decide di mettere in scena un suo personalissimo Vangelo all'interno di una cornice particolare quanto importante: un centro di accoglienza astigiano per profughi e migranti che senza sosta giungono sulle coste italiane. La scelta di mescolarsi con gli "ultimi" della società appare a Delbono come il modo più plausibile per lui - ateo - di affrontare momenti dai testi evangelici perché "non si può camminare sull'acqua. Si può solo sprofondare nell'acqua, come sprofondano tutte queste persone che stanno arrivando qua e che cadono, come dei Cristi, in mezzo al mare".
Aveva gli occhi malati quando ha deciso di assecondare un desiderio della madre che presto sarebbe mancata. "Pippo fai qualche cosa che parli dell'amore. Pippo potresti fare il Vangelo. Dovresti pensare veramente di fare il Vangelo". Da ateo, Pippo Delbono non ha potuto che affidarsi alla sua indole primigenia di artista di strada per riagganciarsi al senso profondo della parola cristiana, cercando di ascoltare donde provenga - oggi - una sua reale emanazione. Trovarla nell'umanità disperata che riempie la cronaca contemporanea d'Occidente poteva suonare quale scelta di comodo, "alla moda". Una tentazione, questa, agli antipodi della poetica dell'artista ligure, da sempre più concentrato a illuminare tracce di empatia tra il dolore proprio e dell'universo di cui è partecipe. Seguendo tale principio, Vangelo definisce una delle riflessioni audio-visive-performative più coerenti e straordinarie nella carriera di Pippo.
Summa della sofferenza post mortem materna alla propria degli occhi malati, il film prende sul proprio corpo la croce dei derelitti esuli da ogni dove. La dignità emotiva è loro offerta inizialmente con un principio di identificazione/identità: "come ti chiami, da dove vieni" chiede a ciascuno Delbono. E nell'approccio dialogico espone il proprio sguardo prolungato dalla videocamera puntata a lungo e in primo piano sui volti degli intervistati. È' in questo gesto che inizia il processo di guarigione reciproca: soggetto osservante e oggetto osservato aspirano a coincidere, a sovrapporsi, appunto a guarirsi. Inutile ma non banale segnalare la metafora dell'occhio malato, divenuto incapace di mettere a fuoco ciò che conta davvero e che ora desidera tornare a vedere.
Il miracolo evangelico si compie nella graduale apertura degli ospiti della casa di accoglienza astigiana nei confronti di Pippo; la fiducia sostituisce la paura, il dialogo riempie i silenzi laddove assume il suo senso. Toccante, struggente e potente: difficile tradurre a parole un lavoro portatore di Vita e rigeneratore di Amore evangelico nel senso etimologico del termine. E tra le innumerevoli riflessioni ascoltate dal commento over di Delbono resta allo spettatore ciò che - probabilmente - ha più colpito l'artista stesso in questo incontro: "Loro hanno più presente di noi il senso sacro della vita".

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 1 aprile 2017
MAURIDAL

 IL VANGELO SECONDO DELBONO Il linguaggio di un artista , come Delbono è ormai chiaro a tutti, il teatro, il cinema, la vita è solo uno sguardo, un modo di vedere le cose  e le persone soprattutto. Significa che per Pippo Delbono, tutto è spettacolo. tutta la realtà che vive e lo circonda deve essere guardata , e vissuta come una manifestazione estetica dello [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 18 giugno 2019
Matteo Marelli
Film TV

«Pippo, fai qualche cosa che parli dell'amore. È importante parlare dell'amore, Pippo. Potresti fare il Vangelo». Delbono, spronato dalla madre (ritratta in Sangue, negli attimi esatti del suo sparire), senza idee chiare, entra in un campo profughi, armato di una minuscola macchina da presa, il solo strumento che può permettergli di afferrare le ferite che quei poveri cristi portano addosso, ma soprattutto [...] Vai alla recensione »

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