Mammal

Film 2016 | Drammatico +13 96 min.

Titolo originaleMammal
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneIrlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo
Durata96 minuti
Regia diRebecca Daly
AttoriRachel Griffiths, Michael McElhatton, Barry Keoghan, Nika McGuigan, Johnny Ward Joanne Crawford, Aoife King.
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Rebecca Daly. Un film con Rachel Griffiths, Michael McElhatton, Barry Keoghan, Nika McGuigan, Johnny Ward. Cast completo Titolo originale: Mammal. Genere Drammatico - Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo, 2016, durata 96 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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La storia di una donna che, dopo aver perso un figlio, cerca di aiutare un ragazzo di strada del suo quartiere.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
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Il ritratto di un insolito triangolo che non scivola in sottolineature musicali e si dedica allo studio dei caratteri osservandoli quasi passivamente .
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 21 marzo 2017
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 21 marzo 2017

Margaret è una donna sola, lasciata anche dal suo affittuario, e lavora in un negozio di abbigliamento mentre passa il tempo libero in piscina, nuotando il più possibile sott'acqua. Quando l'ex marito Matt giunge a trovarla per dirle che loro figlio è scomparso, lei non sembra reagire, del resto l'aveva lasciato in tenera età all'ex marito età per ragioni che il figlio non ha mai saputo e che non sapremo mai nemmeno noi. La sera stessa, trova in un vicolo Joe, un giovane ferito, e lo accudisce fasciandogli la mano. Questi scappa, ma i due si ritrovano e Joe accetta l'ospitalità di Margaret, che lo accoglie nella sua camera sfitta. Tra i due nasce una complicità che sembra risvegliare nella donna un'istinto materno rifiutato e forse mai sopito.

Come indica già il titolo Mammal, il film racconta di esseri umani di fronte ai propri istinti più basilari, come quello di sopravvivenza, di compagnia e di maternità e paternità.

Margaret, interpretata in totale sottrazione da Rachel Griffiths (nota soprattutto in Tv per Six Feet Under e Brothers & Sisters), è una figura indecifrabile, segnata forse dal rimorso di una depressione post-parto e che conduce un'esistenza isolata, il più possibile a contatto con l'acqua. In numerose scene la vediamo infatti sotto la doccia, o a nuotare in piscina, dove si rifugia anche alla notizia di un terribile lutto, adagiandosi per lunghissimi secondi sul fondo della vasca in una lunga apnea. Il desiderio di morte che la protagonista porta sempre con sé, persino in un momento di più spensierata gita al mare con Joe, è come la cicatrice del parto cesareo che ha sul ventre, qualcosa di indelebile e di radicato nella sua natura più profondamente animale.

Joe è a sua volta una creatura istintuale, rabbioso, diffidente, un randagio convinto che a sua madre non importi niente di lui. La cura e l'affetto che Margaret gli dimostra fanno quindi facilmente breccia nella sua armatura, sebbene il giovane non sappia resistere agli impulsi autodistruttivi che lo portano a frequentare una banda di teppisti. Matt è invece più inserito nella società, ma gli eventi lo sconvolgono facendone un uomo in preda a una rabbia che non sa come sfogare ed esprimere, anche perché il comportamento di Margaret e la presenza di Joe di certo non gli rendono le cose facili.

Mammal presenta dunque un insolito triangolo e lo fa con un stile rigoroso, che non scivola in sottolineature musicali e si dedica allo studio dei caratteri osservandoli quasi passivamente. La regista Rebecca Daly, al secondo lungometraggio dopo The Other Side of Sleep, predilige inquadrature statiche e relativamente prolungate, che diventano quasi il vetrino dove esaminare il comportamento dei personaggi.

Apprezzato al Sundance Film Festival e presentato in Italia alla Irish Film Festa di Roma, Mammal risulta un po' troppo ovvio nell'elaborazione della scomparsa di un ragazzo attraverso la compassione verso un altro, e sfocia in una relazione piuttosto prevedibile. Così come non stupiscono le reazioni di Matt, che attengono alla sfera del melodramma più che a quella del naturalismo in cui il film è calato e ambientato (ha luogo nella periferia dublinese). La regista, con il suo sguardo lucido, e Rachel Griffiths, con un'interpretazione di grande sottigliezza, elevano però il racconto oltre le secche un po' scontate dell'intreccio facendone un film forse ostico e un po' troppo lungo, ma di profonda umanità.

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