Veloce come il vento

Film 2016 | Azione, +13 119 min.

Regia di Matteo Rovere. Un film Da vedere 2016 con Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli. Cast completo Titolo originale: Italian Race. Genere Azione, - Italia, 2016, durata 119 minuti. Uscita cinema giovedì 7 aprile 2016 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,25 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 27 giugno 2017

Argomenti:  Auto da corsa

Il film è una produzione Fandango con Rai Cinema ed è interpretato da Stefano Accorsi e dall'esordiente Matilda De Angelis. Ha vinto 2 Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 16 candidature e vinto 6 David di Donatello, In Italia al Box Office Veloce come il vento ha incassato 2,2 milioni di euro .

Passaggio in TV
sabato 14 marzo 2026 ore 21,00 su SKYCINEMADRAMA

Veloce come il vento è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray Compra subito

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
Con intelligenza, sensibilità e gusto Rovere si butta a rotta di collo lungo un tracciato pieno di curve pericolose tenendo ben saldo il volante.
Recensione di Paola Casella
giovedì 31 marzo 2016
Recensione di Paola Casella
giovedì 31 marzo 2016

Giulia De Martino vive in una cascina nella campagna dell'Emilia Romagna con il fratellino Nico. Sua madre se ne è andata (più volte) di casa, e suo fratello maggiore Loris, una leggenda dell'automobilismo da rally, è diventato un "tossico di merda" parcheggiato in una roulotte. Quando anche il padre di Giulia, che aveva scommesso su di lei come futura campionessa di Gran Turismo usando come collaterale la cascina, la lascia sola, Giulia si trova a gestire lo sfratto incipiente, il fratellino spaesato e il fratellone avido dell'eredità paterna. Ma la vera eredità dei De Martino è quella benzina che scorre loro nelle vene insieme al sangue e quel talento di famiglia, ostinato e rabbioso, per le quattro ruote.

Dopo due regie da rampollo di buona famiglia - Un gioco da ragazze e Gli sfiorati - Matteo Rovere finalmente esce dai Parioli e riscopre le sue radici romagnole, con tanto di unghie sporche di terra e imprecazioni in quel dialetto sanguigno che domina il mondo del motor sport italiano.

Con intelligenza, sensibilità e gusto Rovere si butta a rotta di collo lungo un tracciato pieno di curve pericolose tenendo ben saldo il volante, con il sostegno di una bella sceneggiatura scritta a sei mani, oltre che da lui, da Filippo Gravino e Francesca Manieri. Lo spunto è una storia vera raccontata al regista da un meccanico scomparso l'anno scorso, cui sul grande schermo dà il volto segnato e la recitazione misurata l'ottimo Paolo Graziosi. Lo stile è quello del film di genere, ma più che al motor movie stile Rush Rovere attinge all'underdog movie di matrice atletica alla Rocky o alla Flashdance, aggiungendo un pizzico della follia da race movie farsesco alla Quei temerari sulle macchine volanti.

Volano davvero, le auto da corsa di Veloce come il vento, così come sono davvero matti e disperatissimi i loro piloti (il che ispira la battuta migliore del film), giovani o vecchi, maschi o femmine. Perché uno dei (tanti) pregi del film di Rovere è che racconta (senza mai sottolinearlo con facile retorica e ancor più facile piaggeria nei confronti del pubblico femminile) un mondo dove le pari opportunità sono reali: Giulia gareggia da sempre insieme ai piloti uomini, e tutto ciò che conta è l'asfalto che brucia e la grinta che sa dimostrare al volante.

Matilda De Angelis, al suo esodio cinematografico, è perfetta nei panni di una 17enne che ha il motore nel dna ma anche responsabilità adulte e piedi ben piantati per terra. Il suo sguardo sotto il casco mescola terrore e adrenalina, il suo corpo acerbo comunica fragilità e determinazione. La sua recitazione sobria e autentica, che ben si sposa con quella di Grazioli e del piccolo Giulio Pugnaghi nei panni di Nico, fa da contraltare e da contenitore a quella sopra le righe di Stefano Accorsi, che sulle prime pare gigioneria e invece conquista gradualmente dignità e carisma, per diventare la brillante caratterizzazione di un uomo in equilibrio su un crinale scosceso, un perdente glorioso degno di quell'universo epico e spaccone che è il mondo delle corse, siano esse su circuito di Formula Uno o su strada sterrata. Passato il mezzo del cammin della sua vita Accorsi sciacqua saggiamente i panni nel Po e non solo rispolvera il suo accento (pre Maxibon) ma acquisisce anche una postura da contadino della Bassa, e attinge alla fame di vita del Vasco prima maniera e alla poesia anarchica del Liga (Antonio, più che Luciano). Le riprese di gara sono convincenti e si lasciano seguire anche da chi non le conosce né le apprezza, e non privilegiano mai l'abilità tecnologica rispetto alla dimensione umanistica del racconto. In questo senso Veloce come il vento è più analogico che digitale, e gli effetti speciali sono vintage come il codice d'onore di Loris De Martino.

Il film di Rovere fa parte di quella rinascita del cinema italiano che affronta il genere per trascenderlo, e affonda le radici nei localismi dopo aver appreso a fondo la lezione (cinematografica) della globalizzazione. Soprattutto, fa qualcosa di grande: mostra alle giovanissime generazioni, per bocca di un quarantenne che si è bruciato e che ha distrutto l'automobile con cui correva vent'anni fa (una datazione non casuale), che si debba, e si possa, correre dei rischi, che si possa, e si debba, aggiustare ciò che abbiamo (o è stato) fatto a pezzi, che è lecito farsi (del) male ma anche (auto)ripararsi. Dimostra che aver paura di tagliarle il cordolo (o il cordone ombelicale) allontana dal traguardo, e che le ragazze non sono condannate ad essere colibrì dalle ali azzurre, ma possono diventare contendenti.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 6 aprile 2016
stella_85

Non sono un’appassionata di corse automobilistiche, non sono una fan sfegatata di Stefano Accorsi e non sono una fiera paladina del cinema italiano. Ma ieri ho visto Veloce come il Vento e sono rimasta spiazzata. Una cosa su tutte: l’abilità degli sceneggiatori di creare un personaggio come Loris De Martino. Un personaggio che sarebbe potuto rimanere schiacciato dall’etichetta [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 10 aprile 2016
Roy Menarini

A ben pensarci, non sono poi così pochi i film italiani che, negli ultimi tempi, hanno tastato il terreno per trovare nuove strade al cinema nazionale. Anche escludendo gli outsider per natura (da Gianfranco Rosi a Pietro Marcello), e rimanendo nella produzione ufficiale, abbiamo avuto ben due tentativi - uno dall'alto e uno dal basso - di appropriazione del mito supereroistico (Il ragazzo invisibile e Lo chiamavano Jeeg Robot), un noir metropolitano (Suburra), un dramma sottoproletario (Non essere cattivo), una tragedia surreale napoletana (Per amor vostro), due melodrammi con venature crime (Alaska e Gli ultimi saranno ultimi), thriller metafisici (In fondo al bosco), opere mercuriali e inclassificabili (La felicità è un sistema complesso) e ora Veloce come il vento.

Ci si può lamentare degli incassi, certo, sovente non esaltanti e irritarsi per la battaglia spesso vinta dalla ossessionante produzione di commedie. Ma non si può continuare ad affermare che il cinema italiano non fa nulla per uscire dal cul-de-sac.

Il film di Rovere, per esempio, pur con tutti i suoi squilibri, ne è esempio sorprendente. Uno di quei film per cui, fortunatamente, non è necessario applicare per forza il concetto di eccezione culturale. Veloce come il vento basta a sé stesso e soprattutto costruisce la sua propria letteratura, senza bisogno (se non a livello di esempio narrativo) di imitare sommariamente il cinema americano. Se The Fighter è il modello di riferimento (ma tutto il cinema del "coming back", in fondo), e se il problema da risolvere era ovviamente quello dell'azione, delle gare e degli inseguimenti (brillantemente risolto), il resto della farina proviene dal sacco geografico e antropologico nostrano.

Frasi
"Nostro signore del sangue che corre nel buio delle vene, reggi il mio braccio sul volante, regola la forza dei miei piedi su acceleratore e freno, proteggimi, e fa che niente mi accada."
Una frase di Giulia De Martino (Matilda De Angelis)
dal film Veloce come il vento - a cura di Anthony
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Emiliano Morreale
L'Espresso

Nella patria di Ferrari e Lamborghini, i film di corse automobilistiche non sono mai stati molto praticati (si ricorda, una quindicina di anni fa, "Velocità massima" di Vicari, caso un po' particolare). Questo film di Matteo Rovere, il suo migliore, rappresenta dunque una novità produttiva. Siamo nel mondo delle gare gran turismo, dove si sta facendo strada la diciassettenne Giulia De Martino, allenata [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 14 luglio 2017
 

Giulia De Martino vive in una cascina nella campagna dell'Emilia Romagna con il fratellino Nico. Sua madre se ne è andata (più volte) di casa, e suo fratello maggiore Loris, una leggenda dell'automobilismo da rally, è diventato un "tossico di merda" [...]

BOX OFFICE
domenica 10 aprile 2016
Andrea Chirichelli

Podio invariato nella giornata di sabato: Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio resta primo con 546mila euro, dato che rende certo il superamento a quota 1 milione di euro, mentre Veloce come il vento (venduto in oltre 40 paesi in tutto il mondo) resta [...]

[LINK] EVENTO
lunedì 11 aprile 2016
Gabriele Niola

Torna CinemaDays, la 4 giorni in cui quasi tutti i cinema italiani (almeno 2.600 sale, ma l'elenco completo si trova sul sito ufficiale dell'iniziativa), tagliano il prezzo del biglietto a 3Euro (o 5Euro in caso di 3D).

TRAILER
lunedì 14 marzo 2016
 

Nelle vene della famiglia De Martino scorrono da sempre olio, motore e benzina. Preparano auto da corsa e crescono piloti da generazioni. Mario, il capofamiglia, sarà costretto a lasciare il posto alla giovanissima figlia Giulia, un talento eccezionale, [...]

POSTER
martedì 8 marzo 2016
 

La passione per i motori scorre da sempre nelle vene di Giulia De Martino. Viene da una famiglia che da generazioni sforna campioni di corse automobilistiche. Anche lei è un pilota, un talento eccezionale che a soli diciassette anni partecipa al Campionato [...]

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