La grande scommessa

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Un film di Adam McKay. Con Brad Pitt, Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, Marisa Tomei.
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Titolo originale The Big Short. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 130 min. - USA 2015. - Universal Pictures uscita giovedì 7 gennaio 2016. MYMONETRO La grande scommessa * * * 1/2 - valutazione media: 3,64 su 77 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

La pigrizia mentale dell'uomo conduce all'inganno Valutazione 4 stelle su cinque

di andrejuve


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giovedì 11 febbraio 2016

“La grande scommessa” è un film del 2015 diretto da Adam McKay. Negli Stati Uniti d’America negli ultimi decenni sono state esponenziali le vendite di obbligazioni che contenevano differenti tipologie di mutui. La popolazione ha cominciato ad acquistare queste obbligazioni al fine di costruire e comprare case, sulla base di prestiti concessi dalle banche ad un tasso variabile che molto probabilmente i singoli risparmiatori sarebbero riusciti a restituire. Il mercato immobiliare da sempre ha costituito un punto di riferimento saldo all’interno del mondo economico. Nel 2005 l’introverso, enigmatico e bizzarro manager di nome Michael Burry però si rende conto, analizzando le singole obbligazioni, che nell’arco di due anni il mercato immobiliare avrebbe subito un crollo vertiginoso che comporterebbe tassi esorbitanti sui mutui e l’impossibilità per coloro che ne hanno usufruito di ripagare quanto ricevuto. Michael allora, nonostante le forti opposizioni dei suoi superiori, utilizza gran parte del fondo della società “scommettendo” contro il mercato immobiliare al fine di ricavare un ingente profitto qualora quest’ultimo entrasse in crisi e crollasse inesorabilmente. Nel frattempo anche il trader Mark Baum, diventato una sorta di paladino della giustizia e ossessionato dalle truffe del sistema economico a seguito del tragico suicidio del fratello, il quale era disperato per le tragiche condizioni economiche in cui versava, assieme al suo team, a seguito delle dichiarazioni del presuntuoso e avido investitore Jared Vennett, indaga e scopre ciò che aveva constatato Michael Burry. Lo stesso accade con riferimento ai due giovani investitori Charlie Geller e Jamie Shipley, i quali, grazie all’aiuto dell’ex banchiere Ben Rickert, vogliono trarre un cospicuo guadagno. La pellicola focalizza la sua attenzione sull’inganno e la menzogna. Con particolare riferimento alle figure di potere, in questo caso incarnate dalle più importanti banche, queste ultime ricorrono quasi sempre a falsità e bugie al fine di raggiungere i rispettivi obiettivi prefissati, spesso coincidenti col guadagno economico. Al fine di perseguire questi egoistici interessi coloro che ricoprono posizioni di comando celano la realtà, mutandola e strumentalizzandola a proprio piacimento. Ingannare la popolazione risulta tremendamente semplice grazie all’utilizzo dei mezzi di comunicazione i quali condizionano e indirizzano i pensieri di ognuno, inducendo a compiere determinate azioni e ad assumere specifici comportamenti. Attraverso notizie false o di marginale importanza, programmi di intrattenimento e pubblicità di ogni tipologia, il pubblico diventa facilmente manipolabile e malleabile, in quanto viene distratto e la sua attenzione viene rivolta nei confronti di problematiche futili o addirittura inesistenti. Cosi facendo la concentrazione è focalizzata nei confronti di aspetti che esulano e si distaccano nettamente dalla realtà degli eventi, consentendo ai Governi, alle banche e a qualsiasi rappresentante del potere di compiere azioni becere, ciniche, disumane e disdicevoli mirate a danneggiare coloro grazie ai quali ricoprono quelle determinate posizioni di comando. Il popolo, ignaro delle operazioni sottotraccia compiute a sua insaputa, viene inconsapevolmente truffato, danneggiato e defraudato senza alcuna  possibilità di opporsi o ribellarsi. L’uomo si sta trasformando in un essere incapace di ragionare, pensare e formulare opinioni, in quanto viene privato della propria libertà di pensiero, creando un processo di disumanizzazione terrificante. L’essere umano quindi viene paragonato ad un oggetto identificato con un numero, inserito all’interno di uno scacchiere comandato da pochi soggetti che perseguono come unico obiettivo quello del maggiore profitto economico sfruttando l’ingenuità delle persone, le quali ormai appartengono ad un mondo fondato sul consumismo che rende difficile la distinzione tra gli uomini e gli oggetti inanimati che vengono incessantemente pubblicizzati. Parte della colpa è senza dubbio da attribuire a noi stessi, che a causa della nostra ignoranza, della staticità e della superficialità non siamo in grado di ribellarci e di opporci fermamente ad un sistema che ci sta distruggendo, privandoci della libertà, delle emozioni e soprattutto della speranza. La società all’interno della quale viviamo non permette di nutrire un senso di fiducia e di conforto nei confronti di un futuro che appare sempre meno roseo e gioioso. La natura bestiale dell’uomo emerge in maniera preponderante generando avidità, opportunismo e indifferenza nei confronti dei bisogni e delle necessità di coloro che ci circondano. I proclami e le propagande abbindolano le persone, le quali manifestano il loro consenso e la loro approvazione senza neanche sapere precisamente di cosa si stia parlando. E’ proprio questo che è accaduto all’interno di questa storia vera che conferma la facilità con la quale le banche inducono i risparmiatori a compiere operazioni economiche delle quali non conoscono il vero significato. Con l’illusione di poter possedere una propria abitazione milioni di persone sono state ingannate e, nonostante le banche centrali fossero a conoscenza dell’imminente crollo economico, hanno continuato a vendere obbligazioni prive di valore, truffando anche le piccole banche. L’egoismo, la spietatezza e l’insensibilità conducono ad un atteggiamento di disinteresse e di apatia nei confronti di coloro che, a causa di queste azioni illegali e crudeli, hanno perso la casa e il lavoro, vedendo rovinata irrimediabilmente la propria esistenza. Ciò che inquieta e che spaventa è che anche le stesse persone che hanno smascherato la frode bancaria hanno voluto approfittare di tale visione lungimirante cercando di trarne un guadagno incalcolabile. Sostanzialmente il ritratto che viene descritto nel film è crudele e spietato, in quanto sottolinea l’ipocrisia dell’uomo il quale, in fin dei conti, è semplicemente un essere egoista e avaro e venera un unico e impareggiabile Dio: il denaro. La narrazione molto complessa, a causa del ricorso a terminologie tecniche appartenenti al settore economico, probabilmente è stata appositamente utilizzata per far comprendere allo spettatore quale sia lo stato di confusione e di perplessità all’interno del quale noi viviamo in relazione a situazioni che vengono appositamente rese complesse al fine di creare un senso di inferiorità del pubblico. Tutto dipende da come un messaggio viene inviato e dal modo in cui una problematica viene spiegata al fine di renderla trasparente e chiara. In questo senso è emblematico e bizzarro l’utilizzo di personaggi totalmente estranei al mondo economico i quali, in alcune sequenze del film, spiegano alcune teorie economiche. A mio avviso questo espediente è stato utilizzato per far capire che informandosi e uscendo dallo stato di “letargo mentale” ognuno possa comprendere ciò che accade attorno a noi e che ci coinvolge direttamente, come per l’appunto l’acquisto di obbligazioni bancarie. Se l’uomo comprende ciò che accade intorno a lui è in grado di ragionare e, grazie alla capacità di raziocinio, può generarsi una propensione alla critica, all’indignazione e all’opposizione. E’ proprio questo che i massimi esponenti del potere vogliono evitare, rendendo l’uomo un essere incapace di pensare con la propria mente e condizionato da affermazioni ritenute socialmente condivisibili e incontestabili perché appartenenti al comune sentire. Bisogna trovare il coraggio di “uscire dal coro” formulando opinioni proprie e incondizionate. Un bel film che ricorre spesso ad un’amara ironia, sottolineata da svariate sequenze fuori campo che spezzano la linearità della narrazione rendendola frenetica ed imprevedibile, riuscendo però a porre in essere problematiche purtroppo attuali e allarmanti. L’unico difetto del film, anche se si ipotizza che costituisca un pretesto voluto, è l’eccessiva difficoltà nel comprendere la maggior parte dei dialoghi che si delineano all’interno della storia narrata. Ma le tematiche sociali affrontate a mio avviso vengono perfettamente illustrate, creando nell’animo dello spettatore un senso di rigetto e disgusto. Una commedia dai risvolti drammatici che si caratterizza per la sua originalità. Il cast è spettacolare e sono ottime le interpretazioni di tutti gli attori, con particolare riferimento a Christian Bale, Steve Carell e Ryan Gosling. Da vedere.

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