| Titolo originale | Victor Frankenstein |
| Anno | 2015 |
| Genere | Drammatico, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 109 minuti |
| Regia di | Paul McGuigan |
| Attori | Daniel Radcliffe, James McAvoy, Jessica Brown Findlay, Andrew Scott, Charles Dance Mark Gatiss, Freddie Fox, Adrian Schiller, Louise Brealey, Daniel Mays, Valene Kane, Bronson Webb, Spencer Wilding, Alistair Petrie, Guillaume Delaunay, Di Botcher, Callum Turner. |
| Uscita | giovedì 7 aprile 2016 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,34 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 27 maggio 2016
Argomenti: Povere Creature!
James McAvoy e Daniel Radcliffe sono i protagonisti della trasposizione cinematografica del romanzo di Mary Shelley. In Italia al Box Office Victor - La storia segreta del Dottor Frankenstein ha incassato 149 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Un povero clown deforme viene maltrattato e umiliato costantemente nel circo in cui è costretto a lavorare e di cui non ha mai superato i confini. Un giorno però, in seguito a un incidente di cui è vittima la trapezista di cui è segretamente innamorato, ha modo di incontrare uno studente di medicina, Victor Frankenstein. Costui comprende immediatamente la passione nascosta che il clown coltiva da sempre per l'anatomia umana e lo fa fuggire dal lavoro-prigione. Da quel momento diventerà il suo assistente con il nome di Igor.
Sin dalle prime battute del film la voce del narratore (di cui scopriremo rapidamente l'identità) si rivolge agli spettatori con la consapevolezza di stare per iniziare a proporre una storia già nota. Fa bene perché, a partire dal romanzo di Mary Shelley (pubblicato nel 1818 e modificato per la seconda edizione nel 1831), si aggirano attorno al numero 60 le rivisitazioni della vicenda nelle varie forme di spettacolo. Nel cinema ad esempio si poteva pensare che dopo la fiammeggiante rilettura condotta da Kenneth Branagh fosse difficile rimettersi all'opera sul personaggio sfatando inoltre l'equivoco diffuso che confonde il mostro con il cognome del suo creatore. La sceneggiatura di Max Landis provvede alla bisogna iniziando con il mutare il punto di vista. Il pubblico non è invitato a seguire le vicende dello 'scienziato pazzo' in una personale soggettiva ma attraverso lo sguardo e le progressive scoperte del clown con la gobba che, nel continuo gioco tra ciò che appare e ciò che è, risulterà non essere tale. A Victor la sua presenza è necessaria così come il suo anonimato. Il nome che gli darà servirà a coprire la presenza/assenza di un altro Igor la cui sorte verrà svelata solo più avanti.
Va ricordato che il personaggio dell'assistente non era presente nel romanzo della Shelley ma che un suo predecessore prese corpo proprio come narratore in uno spettacolo teatrale a cui James Whale si ispirò per creare nel suo Frankenstein del 1931 il personaggio di Fritz. Il nome Ygor prese corpo, anche se con una funzione diversa, con Bela Lugosi in Il figlio di Frankenstein. Il mutamento del punto di vista porta con sé, come abbiamo visto, l'idea del 'doppio' e nel film il doppio (sia da un punto di vista di ruoli che da quello fisiologico) assume grande rilevanza. Non mancano certo echi della recente rilettura del personaggio di Sherlock Holmes (McGuigan ha anche diretto alcuni episodi della versione seriale) che rischiano di debordare, in particolare, nella sequenza che precede la fine. Resta però interessante l'opposizione tra scienza e religione rappresentata da Frankenstein da una parte e dal detective Turpin in cui Igor si trova ad assumere una posizione che si potrebbe definire di medietà in quanto comprende e condivide la necessità dei progressi della scienza ma vede anche gli imprescindibili limiti da porre sul piano dell'etica.
Un innesto interessante è dato poi dalla presenza dei nobili finanziatori delle ricerche di Victor: il loro unico scopo è quello di portare a casa profitti il più rapidamente possibile dagli esperimenti non importa come condotti. Viene in mente l'attualità del tema e, come spesso accade con il cinema, il film finisce con il far ricordare un altro film, totalmente diverso ma fondamentalmente simile: The Constant Gardener - La cospirazione tratto anch'esso da un romanzo (di John Le Carré).
Partito in sordina, con un successo molto lieve, questo film è stato giusto una marchetta per Daniel Radcliffe che per un po' di tempo è scomparso dal mondo del cinema. Il film è in pratica uno steampunk romanzato ispirato alla storia di Shelley: Victor Frankenstein, studente di medicina, libera Igor dal circo dove lavorava e lo fa diventare suo inserviente per aiutarlo a portare a termine la sua [...] Vai alla recensione »
Portata sugli schermi infinite volte, la storia del dottor Victor Frankenstein è una parafrasi del mito di Prometeo incentrata sul fascino mostruoso della sua Creatura senza nome. Questa ennesima versione, però, sacrifica il povero mostro a un'apparizione di una decina di minuti, scegliendo come "cattivi" un affettato dandy e un poliziotto fanatico religioso.