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Frankenstein
Un film di James Whale.
Con Colin Clive, Mae Clarke, John Boles, Boris Karloff, Edward Van Sloan.
continua»
Horror,
b/n
durata 71 min.
- USA 1931.
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Dal romanzo Frankenstein o il Prometeo moderno (1818), di Mary Wollstonecraft Shelley e da un adattamento teatrale (1927) di Peggy Webling. Nel suo laboratorio tra le montagne svizzere, all'inizio dell'Ottocento, il medico barone Henry Frankenstein riesce a creare un essere vivente, mettendo insieme pezzi di cadaveri umani, ma la “creatura”, sobillata da un servo, si ribella, fugge, compie involontariamente alcuni crimini. Braccato dagli abitanti del villaggio, si rifugia in un mulino al quale la folla dà fuoco. Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff (1887-1969) per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce (1889-1968). Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa (fotografia di Arthur Edeson), insolito nel 1931, che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della “creatura” con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di M. Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della “creatura”. Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal “mostro” con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. Karloff apparve in altri 4 film del ciclo, il primo dei quali (e il migliore) è La moglie di Frankenstein (1935) diretto da Whale, mentre in House of Frankenstein (1944) e in Frankenstein 70 (1958) fa la parte del barone. Nel 1987 fu restaurato in un'edizione di qualche minuto più lunga che fu distribuito negli USA in videocassetta. |
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| Colin Clive | |
| È vivo... È vivo! È VIVO! | |
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| Edward van Sloan | |
| Al dottor Frankenstein interessa soltanto la vita umana: la sua distruzione e la sua creazione. | |
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di Gian Piero dell'Acqua
Del 1935 è una Moglie di Frankenstein, dello stesso James Whale; del 1939 un Figlio di Frankenstein, di Rowland W. Lee. La storia di un mostro, artificialmente costruito con le ossa di un cadavere e il cervello di un alienato dal dottor Frankenstein. Le azioni del mostro sono orripilanti e delittuose, ma è pur degno di pietà il suo dramma:quello di non poter diventare un essere umano. Posto, si direbbe, sulla linea di confine fra l’ascesa di una società dal pionierismo all’avanguardia industriale, e la decadenza di essa, vittima del suo stesso sistema messo efficacemente in grado di imporle le proprie scelte, questo film e altri più o meno coevi, rappresenta abbastanza degnamente la scuola americana del cinema dell’orrore e del terrore, posteriore a quella nordica e a quella tedesca. » |
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