Frankenstein

Film 1931 | Horror 70 min.

Regia di James Whale. Un film Da vedere 1931 con Colin Clive, Mae Clarke, John Boles, Boris Karloff, Edward Van Sloan, Frederick Kerr. Cast completo Genere Horror - USA, 1931, durata 70 minuti. - MYmonetro 4,22 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Quando la scrittrice Mary Shelley diede alle stampe il suo Frankenstein non pensava certo di generare due filoni clamorosi, uno letterario e uno cinem...

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Consigliato assolutamente sì!
4,22/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,57
ASSOLUTAMENTE SÌ

Quando la scrittrice Mary Shelley diede alle stampe il suo Frankenstein non pensava certo di generare due filoni clamorosi, uno letterario e uno cinematografico. Il cinema aveva scoperto molto presto l'horror, fin dagli albori, essendo l'unico genere che poteva tranquillamente fare a meno della parola. Ci avevano pensato i tedeschi negli anni Venti a nobilitare l'horror con titoli "capostipiti" che raccoglievano grande successo nelle platee. Del resto il genere è in grandissima auge anche ai nostri giorni, con innumerevoli sviluppi e deviazioni, ma la radice è sempre quella, il Frankenstein diretto nel 1931 da Whale, tratto dalla Shelley, con Boris Karloff. Ecco, Karloff, un altro manifesto esatto che non ha nemmeno lasciato ai successori la possibilità di imitarlo, ma solo quella di rifarlo, di essere "lui". Karloff, serio o meno serio, ha poi vissuto di Frankenstein tutto il resto della sua vita. I figli più o meno degeneri di questo film sono decine, nessun altro film ha avuto più eredi. Usando parti di cadaveri, il dottor Frankenstein costruisce in laboratorio un mostro che non riesce più a controllare. L'"essere" che ha ormai una sua volontà precisa si libera travolgendo tutto e scorrazza fra campagna e paesi. Terrorizza e uccide. La comunità sconvolta non sa come fermarlo, e nemmeno il suo creatore. Ma il mostro non è del tutto cattivo, e si intenerisce alla presenza di una bambina. In un rogo finale che fece epoca (adesso naturalmente fa sorridere) il mostro viene ucciso. Film dunque di grandi magie e creatore, appunto, di numerosi precedenti ripresi più volte: l'atmosfera cupissima generale, le strane pratiche dello scienziato, le scene della massa terrorizzata, il trucco del mostro. E non mancava l'interpretazione simbolica della vicenda: il destino che può abbattersi imprevedibile. Ci furono successivamente: Il figlio, La moglie, La maschera, La vendetta, La rivolta, L'uomo lupo... di Frankenstein.E furono i discendenti diretti, poi ci furono i parenti prossimi, centinaia, come ho detto. Non si può non ricordare Frankenstein Junior, di Mel Brooks, un capolavoro della comicità contemporanea. Dove il regista aveva ricreato, in grottesco, le atmosfere del grande classico di Whale, cercando persino le stesse inquadrature e riesumando il laboratorio originale dove si componevano i pezzi di Boris Karloff.

FANTAFILM
Cento anni di cinema di fantascienza

In una notte di tempesta il dottor Henry Frankenstein infonde vita al corpo umano che egli ha riscostruito in laboratorio assemblando diverse parti di cadaveri e trapiantandovi un cervello trafugato dall'università di Goldstadt. Il folle esperimento riesce: la creatura investita da potenti scariche elettriche è viva, ma invece di essere riconoscente al suo creatore si rivela ottusa e violenta. Responsabile dell'insuccesso è Fritz, il servitore storpio dello scienziato, che invece di procuragli il cervello di un uomo di intelligenza superiore gli ha fornito, per un banale contrattempo, quello di un criminale. Inorridito, Frankenstein tenta di tenere prigioniera la creatura, ma questa resa furiosa dal sadico Fritz fugge dal laboratorio. Dopo aver accolto in casa la giovane moglie Elizabeth il dottore ha notizia della presenza di un mostro sanguinario che si aggira nella regione seminando morte e terrore. Quando la creatura minaccia la giovane sposa, Frankenstein decide di affrontarlo e seguendone le tracce lo raggiunge all'interno di un mulino abbandonato. Tra i due si accende una lotta furibonda: il mostro ferisce l'uomo che precipita da una finestra, ma la folla di paesani sopraggiunta nel frattempo incendia il mulino e la creatura viene distrutta dalle fiamme. Nella storia del cinema dell'orrore Frankenstein segna l'inzio di una nuova fase dopo quella dei capolavori tedeschi dell'epoca del muto: una fase nella quale la continuità tematica con la tradizione gotica (i migliori lavori di questo periodo sono adattamenti di opere letterarie) è filtrata attraverso le suggestioni di una scienza nuova e rivoluzionaria. In questo senso, il film di Whale, se da un lato consacra la nascita del contemporaneo film dell'orrore, dall'altro legittima il cammino verso la fantascienza cinematografica congetturando le infinite possibilità della medicina, il meraviglioso potere dell'elettricità, l'asservimento della natura all'inesauribile forza del pensiero umano. Il bellissimo laboratorio che il film ci presenta è esso stesso emblematica sintesi di spirito vecchio e di mentalità nuova: quasi costruito in un ambiente da sala di tortura di un castello medievale, denso delle ombre di misteriose strumentazioni da alchimista, ma illuminato dai riflessi metallici di macchine avveniristiche, valvole e trasformatori. Quando Colin Clive-Frankenstein esclama (in una celebre battuta sottoposta ad altrettanto celebre censura) di sapere cosa significa essere un dio, lo fa non in nome della magia ma della scienza: il "senso del meraviglioso", pilastro della letteratura romantica e fantastica, è adesso frutto del meticoloso lavoro, dello studio, della sperimentazione. L'immagine stessa della creatura rappresenta qualcosa di assolutamente nuovo: il mostro di Karloff e di Pierce è un gigante assemblato come una macchina, dotato di bulloni d'acciaio che trapassano il collo, rigido nel portamento come un automa, riflesso di un gusto estetico che rielabora la lezione del futurismo e del cubismo. Il successo del film si fonda su una fortunata combinazione di talenti e di circostanze. Per il ruolo dell'ardimentoso scienziato si pensò prima che a Colin Clive a Leslie Howard. Le bobine di prova - andate perdute - furono girate da Robert Flowrey il quale, sostituito poi da James Whale, aprì un vertenza obbligando Carl Leammle ad inserire il suo nome nei credits delle copie distribuite in America. Il mostro, nei provini, era interpretato da Bela Lugosi che, in fine, rinunciò al ruolo contrario ad una parte senza dialoghi e temendo di essere irriconoscibile sotto un elaborato trucco pensato forse sullo stile di Golem. Boris Karloff, al contrario, accettò di sottoporsi alle mani di Jack Pierce per il faticoso trucco di tre ore giornaliere - suggerendo anche intelligenti modifiche (di Karloff sarebbe l'idea delle pesanti palpebre cadaveriche) - e seppe scaldare il personaggio con commoventi tocchi di umanità assimilandolo a tragica vittima dell'odio e dell'incomprensione umana. L'unità drammatica della storia (in parte incrinata dal caricaturale ritratto di Fritz - l'attore Dwight Frye -, dal convenzionale intermezzo sentimentale e dalla bozzettistica presenza della folla inferocita) è sottolineata dalla cupa fotografia dell'esperto operatore Arthur Edeson che sa trarre emozioni dalle ombre inquadrate dietro lo steccato del cimitero nella scena iniziale (...per amplificare il rumore della terra che cade nella bara fu sistemato nel suo interno un microfono), o dall'esplosione luminosa che celebra la nascita della creatura (...un probabile riferimento alla nascita del robot di Metropolis?) o dal turbinio del fuoco che ne accompagna la morte. Ispirato al romanzo di Mary W. Shelley, il film riadatta una precedente riduzione teatrale nella quale lo scienziato si chiamava, appunto, Henry Frankenstein. Gli esterni del villaggio sono gli stessi utilizzati per All'Ovest niente di nuovo di Pabst, altro film fotografato da Edeson. Frankenstein fu presentato per la prima volta al pubblico di New York il 4 novembre 1931 al Mayfair Theatre. Premiato dal pubblico, sconcertò la critica tradizionalista e costituì il bersaglio preferito dalla censura del tempo: nonostante l'imposizione del taglio della sequenza in cui il mostro provoca la morte di una bambina in riva a un lago, il film sollevò le proteste di numerosi ambienti cattolici e conservatori tanto da indurre la Universal a far precedere il racconto da una breve introduzione sdrammatizzante (alla cui stesura sembra abbia collaborato anche John Huston) recitata da Edward Van Sloan.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 21 gennaio 2015
IuriV

Film icona del cinema, questo Frankenstein narra le avventure del famoso dottore alle prese con la sua creatura. Si tratta di uno dei primi horror a sconvolgere le menti degli spettatori e ai suoi tempi dovette combattere anche con censure piuttosto pesanti. Vederlo con gli occhi di oggi significa perdere parte dell'aspetto terrificante che aveva all'uscita nelle sale, tuttavia non è difficile riscontrare [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 agosto 2013
Harry Manback

 Nonostante questo primo adattamento cinematografico dedicato ad uno dei mostri più famosi della storia, sia palesemente poco fedele all’opera cartacea, è altrettanto palese la profonda innovazione che questo film ha apportato nel mondo del cinema, ma soprattutto dell’horror. Frankenstein è, infatti , uno dei primi film horror veramente riusciti della storia del [...] Vai alla recensione »

sabato 27 marzo 2021
paolp78

Una delle più classiche opere horror della storia del cinema firmata dal maestro del genere James Whale. La pellicola è tratta dall'omonimo ed arcinoto romanzo di Mary Shelley, dal quale si discosta notevolmente sia per l'ambientazione storico-temporale che per la sceneggiatura, grandemente modificata. Uscì nelle sale cinematografiche lo stesso anno (1931) di un altro [...] Vai alla recensione »

sabato 10 ottobre 2009
Tony71

Il miglior Frankestein fino ad ora portato sullo schermo. Atmosfere suggestive e inquietanti. Bravissimo Karloff

mercoledì 13 novembre 2013
Renato C.

Frankenstein...!! brrr.... che paura!!! Questo doveva essere il modo di parlare negli anni ’30 di chi aveva visto e parlava di questo film. Penso che allora una certa impressione la doveva fare prima che ci fosse l’inflazione del genere. Boris Karloff è poi diventato sinonimo di Frankenstein! Il bello è che tutti, quando ne sentivano parlare confondevano il dr.

mercoledì 30 ottobre 2013
Matteo bettini corinaldo

grandissimo film.attori bravissimi(con Karloff al di sopra degli altri: magistrale),atmosfera inquietante e fosca,innumerevoli sequenze indimenticabili(su tutte,cito i funerali che introducono il film,l'annegamento della piccola Maria da parte del mostro-la piccola attrice dovette girare la scena in cui annega nel lago diverse volte:per farle fare ancora un ciak,il regista Whale le promise che,al termine,le [...] Vai alla recensione »

domenica 1 febbraio 2015
il befe

film storico

Frasi
Si può fare!
Henry Frankenstein (Colin Clive)
dal film Frankenstein - a cura di richi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Piero dell'Acqua

Del 1935 è una Moglie di Frankenstein, dello stesso James Whale; del 1939 un Figlio di Frankenstein, di Rowland W. Lee. La storia di un mostro, artificialmente costruito con le ossa di un cadavere e il cervello di un alienato dal dottor Frankenstein. Le azioni del mostro sono orripilanti e delittuose, ma è pur degno di pietà il suo dramma:quello di non poter diventare un essere umano.

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