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Ultimo aggiornamento lunedì 19 ottobre 2015
Quando Antonio apprende che il suo idolo John Lennon è impegnato per un film in Almería, decide di recarvisi per incontrarlo. In Italia al Box Office La vita è facile ad occhi chiusi ha incassato 220 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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1966. Antonio insegna inglese in una scuola retta da religiosi. Per favorire il loro apprendimento (e anche perché è un fan dei Beatles) utilizza le canzoni dei Fab Four per invogliarli a tradurre. Quando viene a sapere che John Lennon si trova in Almeria per girare un film decide di cercare di incontrarlo perché le canzoni che ha registrato da Radio Lussemburgo hanno dei versi che gli suscitano delle perplessità. John sarà in grado di dirgli se ha commesso errori nelle traduzioni. Lungo la strada il professore incontra due giovani autostoppisti. Prima si imbatte in Belen, una ragazza incinta che è scappata dall'istituto in cui era stata rinchiusa e poi in Juanjo, un sedicenne che si è allontanato dall'abitazione in cui vive con i genitori e con cinque fratelli perché non sopporta più la rigidità educativa del padre poliziotto. Sarà insieme a loro che il professor Antonio cercherà di coronare il suo sogno.
Per questo film che ha collezionato ben 6 Premi Goya (che costituiscono l'equivalente iberico dei David di Donatello), David Trueba, che all'epoca non era ancora nato, si è ispirato alla storia vera del professore di inglese Juan Carrión che incontrò John Lennon sul set del film di Richard Lester Come ho vinto la guerra e al quale chiese chiarimenti sui testi delle canzoni. Dopo quell'incontro (e forse grazie ad esso) gli LP realizzati dai Beatles riportarono sempre i testi delle canzoni. Trueba, grazie anche alle ottime prestazioni dei suoi interpreti ricostruisce con grande tenerezza quella situazione mostrando tre solitudini di età diversa che sono alla ricerca non solo di John Lennon ma anche (e soprattutto del senso della loro esistenza). Un'esistenza che è costretta a tentare di tracciare nuove strade sotto la cappa soffocante del franchismo.
Perché il verso che apre "Strawberry Fields Forever" ('Life is easy with eyes closed') rappresenta perfettamente la condizione esistenziale in cui la dittatura aveva costretto gli spagnoli. Era molto meglio non vedere (o, peggio ancora, fingere di non vedere) gli schiaffi dati agli allievi a scuola o le cariche della polizia al minimo tentativo di manifestazione popolare, fare cioè quello che avevano dovuto fare anche i venerati Beatles quando avevano suonato dinanzi al Caudillo Francisco Franco. Senza mai perdere il senso della misura, senza mai gridare ma con un solido senso della dignità e con una semplicità che ne connota le azioni, il professor Antonio offre una lezione di civismo e di civiltà ai due ragazzi non limitandosi però solo ad insegnare ma anche offrendogli la sua disponibilità all'ascolto. Rivelandogli solo alla fine il segreto di quale sia il soprannome che i suoi allievi hanno affibbiato a un docente che ha insegnato loro che qualche volta nella vita è necessario chiedere "Help!".
La seconda metà del novecento è stata la testimone di una grande rivoluzione di costume che ha trasformato le nostre vite radicalmente e per sempre. Quella stagione, però, così densa di aspettative non fu ne semplice ne indolore. Non va dimenticato che perfino nella civile ed evoluta Inghilterra il reato di omosessualità, introdotto nel '500, fu abolito solo [...] Vai alla recensione »
Spagna, 1966. Il "generalissimo" Francisco Franco è ancora saldamente al potere. John Lennon sta girando un film in Almeria (Come ho vinto la guerra di Richard Lester), e comincia a pensare di lasciare i Beatles. Il professor Antonio invece i Beatles li adora, e usa le loro canzoni per insegnare l'inglese ai suoi allievi, un gesto innocente quanto rivoluzionario in un paese arretrato e oscurantista [...] Vai alla recensione »