| Anno | 2014 |
| Genere | Noir, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Michele Alhaique |
| Attori | Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioé, Renato Marchetti, Iris Peynado Adriano Giannini, Ninetto Davoli, Samantha Fantauzzi, Francesco Petrazzi, Edoardo Sala, Bruno Buzzi, Claudia Campagnola, Paola Centioni, Marco Colais, Dayami Couret, Giordano De Plano, Mario Di Giuseppe, Lucelia Dias, Francesca Fiocchi, Camilla Fornari, Maria Gradi, Dzhamila Ibragimova, Danila Laurentiu, Domenico Mancini (III), Roberto Manetta, Simone Marini, Patrizio Regoli, Gino Romano, Florian Rrotaj, Edoardo Sala (II), Vincenza Staiano, Ascanio Testa, Cristian Vedovelli. |
| Uscita | giovedì 11 settembre 2014 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 2,76 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 8 settembre 2015
Presentato al Festival di Venezia 2014 nella sezione Orizzonti, l'esordio alla regia di Michele Alhaique. In Italia al Box Office Senza nessuna pietà ha incassato 105 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nella Roma contemporanea di palazzinari di pasoliniana memoria agisce con modi e pratiche criminali una famiglia patriarcale controllata da Santilli (Ninetto Davoli), padre autorevole del figlio Manuel (Adriano Giannini), viziato e arrogante, e del nipote Mimmo (Pierfrancesco Favino), taciturno e volitivo, orfano di padre morto di morte violenta. Mimmo lavora con le mani sia quando costruisce i palazzoni dello zio nella periferia romana, sia quando riscuote per lo stesso zio i crediti scaduti concessi a piccoli imprenditori in crisi. Mimmo però è sempre più insofferente dei modi del cugino Manuel e del mandato criminale della sua famiglia adottiva. È uno di loro, sì, ma vorrebbe svincolarsi, vorrebbe dedicarsi interamente al suo lavoro di capo-mastro, vorrebbe costruire e non distruggere, vorrebbe edificare palazzi e non spaccare le ossa dei commercianti insolventi e paurosi. La leva per alzare questo pesante coperchio gli arriva leggera tra le mani: una giovane ragazza, promessa escort per il cugino Manuel, che deve andare a prendere e consegnare. Ma un disguido allunga i tempi. Così Mimmo il taciturno, Mimmo l'orso, Mimmo pronto ad esplodere è costretto a passare del tempo con questa ninfetta di Latina, inconsapevole e carina, leggiadra femmina fatale caduta nelle spire di questo noir laziale.
Senza nessuna pietà è l'esordio "di genere" di un regista sui generis, già attore di seconda fila ma di buona fama (Boris, La prima linea, Benvenuto Presidente!) e autore di qualche corto tra cui Il torneo, Nastro d'Argento nel 2008. L'accesso alla narrazione lunga avviene attraverso il genere, un noir cupo ambientato in una Roma periferica e sconsolata, marginale e ruvida, si direbbe, mai riconoscibile però, un "altrove" qualunque che riacquista una qualche identità grazie alle facce e alle voci di suoi protagonisti, alcune vere e proprie icone come il Ninetto Davoli, sempre e per sempre pasoliniano, e ad alcuni scorci, ancora devoti all'immaginario del poeta fruliano, come le baracche di Ostia oggi abitate dalle colf latino-americane.
Come film di genere, Senza nessuna pietà è un po' troppo programmatico e se dovessimo scorgerne i limiti li potremmo rintracciare in una regia troppo insistita nell'imporre la tensione emotiva. È questa una scelta consapevole, sia chiaro, che invece di permettere allo spettatore di vivere sulla pelle i miasmi dei personaggi, ne favorisce paradossalmente un certo allontanamento per eccesso di sensazioni. È un peccato perché il lavoro con, su e degli attori è importante e la loro prova a volte notevole, come rilevante è la rappresentazione di questa Roma svuotata, piccola pozza sulla cui superficie galleggiano alcune resistenze antropologiche. L'apporto del coro degli attori (e dobbiamo citare, oltre a Favino, Davoli e Giannini, anche Claudio Gioè - qui detto il Roscio -, Renato Marchetti, e Greta Scarano, la "lolita" di Latina, chiamata a una prova non facile) e l'ambientazione sono i punti di forza di questo esordio, così come il lavoro fatto sul sound design (piuttosto coraggioso per essere un film italiano) e sulle musiche, una doppia ricerca sonora elaborata dalle diverse sensibilità dei suoi due autori: quelle armoniche di Luca Novelli e quelle elettroniche di Pierre-Alexandre "Yuksek" Busson. Insomma, un complesso di elementi potenzialmente virtuoso nelle mani di un attore che per diventare bravo regista dovrebbe liberarsi dallo spettro dell'autorialità e apprezzare la sottrazione come valore assoluto per una buona narrazione di genere. Non a caso, i più belli tra i noir della storia del cinema sono bagliori precisi e secchi nel buio della notte profonda.
Inanzitutto un cast di attori italiani eccezionale,Favino ormai lo conosciamo,ma pure il siciliano Claudio Gioè e la la splendida Greta Scarano non son da meno.Un bel noir intrigante e coinvolgente ambientato in una Roma attuale dove emergono certi vizi e consuetudini del nostro belpaese.Non ci sono fasi di stallo ed è quindi godibile dall'inizio alla fine,ottima [...] Vai alla recensione »
«Senza nessuna pietà», passato pochi giorni orsono alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti, segna l'esordio registico di un giovane attore, Michele Alhaique, che si era già distinto come autore fuori standard di corti: considerato il contesto, assoggettato con le buone o con le cattive ai commi del cosiddetto fìlm da festival, un segno di personalità per nulla scontato.