Güeros

Film 2014 | Commedia +13 111 min.

Titolo originaleGüeros
Anno2014
GenereCommedia
ProduzioneMessico
Durata111 minuti
Regia diAlonso Ruizpalacios
AttoriTenoch Huerta, Sebastián Aguirre, Ilse Salas, Leonardo Ortizgris, Raúl Briones Laura Almela, Adrian Ladron, Camila Lora, Alfonso Charpener.
Uscitagiovedì 23 giugno 2016
TagDa vedere 2014
DistribuzioneBunker Hill
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,09 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alonso Ruizpalacios. Un film Da vedere 2014 con Tenoch Huerta, Sebastián Aguirre, Ilse Salas, Leonardo Ortizgris, Raúl Briones. Cast completo Titolo originale: Güeros. Genere Commedia - Messico, 2014, durata 111 minuti. Uscita cinema giovedì 23 giugno 2016 distribuito da Bunker Hill. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,09 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Spedito dalla madre a Città del Messico, il giovane Tomás porta con se un'audiocassetta con la musica del misterioso Epigmenio Cruz.

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Consigliato sì!
3,09/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,17
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film che più cinematografico non può essere in cui si respira l'aria delle "nuove ondate" che furono e saranno, la voglia di scardinare, rinnovare e riscrivere.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

Tomás è un adolescente a suo modo turbolento. O almeno così pensa la madre, che decide di spedirlo da Veracruz, dove abitano, nel caseggiato popolare di Città del Messico in cui il figlio maggiore vivacchia in attesa di laurearsi. A casa del fratello Fede, Tomás arriva con una musicassetta di Epigmenio Cruz, musicista commercialmente sfortunato e geniale, autore di una canzone che, si dice, una volta ha fatto piangere persino Bob Dylan. Informati da un trafiletto di giornale della convalescenza in ospedale del misterioso cantautore, Tomás, Fede e il coinquilino Santos scelgono di andare a cercarlo.
Fa piacere notare quanto Alonso Ruizpalacios, navigato regista di teatro nonostante la giovane età, riesca a licenziare un film che più cinematografico non poteva essere. In Güeros si respira l'aria delle "nuove ondate" che furono e saranno, la voglia di scardinare, rinnovare e riscrivere con una macchina da presa mobilmente inventiva, magari anche compiaciuta, eppure sempre capace di stupire. C'è il cinema degli anni Sessanta in quest'opera prima messicana, che canta note stonate per il coro degli "autori rurali" e scandalosi della stessa generazione di Ruizpalacios, un ritrovato piacere nel racconto per il racconto, una voglia fuori dal normale di mettere in scena un'avventura strampalata che è soprattutto momento formativo e di maturazione. Il bianco e nero, dopo poco che si entra in contatto con Tomás e con le sue incertezze, smette di essere un vezzo così come si percepiva nella prima "sequenza ad effetto", diventando l'unica soluzione possibile per un film che mastica il primo Kassovitz e Godard, Jarmusch, Kaurismäki, qualcosa del Coppola "minore" e le commedie americane degli anni Ottanta. La vita universitaria di Fede (detto Sombra), e Santos, il loro essere "in sciopero contro lo sciopero" organizzato dai loro stessi compagni di studio, l'incertezza di una vita che sta per affacciarsi all'età adulta, tutto concorre a dipingere l'ultimo rigurgito di fanciullezza prima della crescita. In questo, le dinamiche famigliari dei due fratelli, la memoria del padre, i ricordi di un'infanzia di cui conosciamo poche traccie, hanno come esito naturale l'incontro con il musicista misterioso. Che solo apparentemente si risolve in una specie di nulla di fatto, di delusione annunciata, ma comunque cercata per voltare pagina: anche se Epigmenio aveva le carte in regola per salvare dalla rovina la scena rock messicana e non è riuscito nell'obiettivo per la poca attenzione delle masse, forse Tomás e Santos riescono a salvare se stessi, soltanto mettendosi sulle sue traccie e guardandolo negli occhi.
Di un'originalità a suo modo classica, anche nei pezzi di bravura in cui la scelta dei quadri e gli stacchi di montaggio lavorano insieme per stupire lo spettatore, Güeros è un altro racconto sulla crudeltà del passaggio alla vita adulta, una cronaca famigliare condotta con leggera profondità. Un film piccolo, a suo modo sorprendente, che richiede spettatori romanticamente sgangherati. Premiato con l'Orso d'oro come migliore opera prima al Festival del Cinema di Berlino 2014.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 14 giugno 2016
FedroB

Due indolenti universitari, un adolescente scalmanato e una appassionata ribelle del movimento studentesco affrontano un viaggio straordinario per incontrare il più grande musicista della storia messicana. Gueros è road trip diverso dal solito. La sua originalità, paradossalmente, sta nel calarsi senza troppi indugi nelle caratteristiche di genere, rispettandole anche laddove diventerebbero, [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 novembre 2016
Riccardo Tavani

Tomás è un biondo, bianchiccio adolescente della desolata periferia di Veracruz che una ne immagina e cento ne mette a segno. Sua madre, stremata, lo spedisce a Città del Messico, dal fratello maggiore Fede, detto Sombra, Ombra, forse perché – diversamente da Tomás – è di capelli e pelle scura. Sombra divide, con il biondo, bianchiccio Santos, suo [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 giugno 2016
mary_6

UN'OPERA PRIMA DAVVERO POTENTE

lunedì 6 marzo 2017
no_data

Penso sia l'opera prima più soprendente degli ultimi anni. Gueros è un film tenero e leggero, ma che arriva al cuore dello spettatore senza retorica. Colonna sonora stupenda. Il Regista è destinato a diventare un grandissimo e questo film a diventare un cult.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Il ragazzino Tomas, che instancabilmente ascolta la vecchia cassetta di una rockstar messicana di trent'anni prima che ha dilapidato il proprio talento e gettato via la propria vita - e che, narra la leggenda, "una volta ha fatto piangere Bob Dylan" - viene spedito dalla madre a stare per un po' con il fratello maggiore Federico detto "Ombra" che nella capitale fa finta di studiare e segue distrattamente [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

La parola «guero», si potrebbe tradurre biondo, oppure «roscio» in slang, in un paese come il Messico dove il colorito diffuso è piuttosto bruno, indica un complimento che sottolinea l'appartenenza di classe: l'ambiente infatti è quello privilegiato degli studenti universitari. A vederli più da vicino assomigliano piuttosto ai fuorisede che si barcamenano, in più siamo nel 1999 epoca di occupazioni [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Avvenire

Migliore opera prima al festival di Berlino 2014, Gueros di Alonso Ruizpalacios è ambientato nel Messico del 1999, in un momento cruciale della recente storia del paese, quando gli studenti dell'università Nazionale autonoma diedero il via a una lunga e dura protesta contro la quota d'iscrizione annuale. In questo clima di ribellione si muovono in bianco e nero i protagonisti, l'inquieto adolescente [...] Vai alla recensione »

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