La danza della realtà

Film 2013 | Biografico 130 min.

Titolo originaleLa danza de la realidad
Anno2013
GenereBiografico
ProduzioneCile
Durata130 minuti
Regia diAlejandro Jodorowsky
AttoriAlejandro Jodorowsky, Brontis Jodorowsky, Axel Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores Jeremias Herskovits, Bastián Bodenhöfer.
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Regia di Alejandro Jodorowsky. Un film con Alejandro Jodorowsky, Brontis Jodorowsky, Axel Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores. Cast completo Titolo originale: La danza de la realidad. Genere Biografico - Cile, 2013, durata 130 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

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Il grande artista cileno esplora, reinventandola, la propria infanzia. Il film è presentato nella "Quinzaine des réalisateurs" al Festival di Cannes 2013. Al Box Office Usa La danza della realtà ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 190 mila dollari e 25 mila dollari nel primo weekend.

La danza della realtà è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Il ritorno di Jodorowsky al cinema in un'odissea felliniana di splendidi eccessi.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 20 maggio 2013
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 20 maggio 2013

Figlio di emigranti ebrei ucraini esiliati in Cile, Jodorowsky reimmagina la propria infanzia, conservando la verità dei personaggi ma trasponendo gli eventi in un universo poetico. In questa biografia immaginaria, Alejandrito cresce nella merceria "Ukrania" del padre, ateo e severissimo, che lo costringe a prove di resistenza fisica e coraggio eroico, mentre la madre, le cui parole escono sotto forma di canto, rappresenta un porto sicuro e sentimentale. Ma è proprio il padre, Jaime, il vero protagonista di questo poema epico che lo vede passare dallo stalinismo convinto alla fascinazione per il dittatore don Carlos Ibañez, che si era ripromesso di uccidere, fino alla redenzione e alla riscoperta di sé.
C'è veramente tanto di tutto in questo racconto: ci sono l'Odissea di Omero, l'Amarcord di Fellini, il Vangelo (la parabola di Jaime lo vedrà prima storpio poi falegname poi martire), ci sono estratti dai libri dell'autore stesso e c'è la psicomagia da lui teorizzata (anche se qui mai nominata), affidata alla figura della madre, che guarisce il marito dalla peste e dall'infermità e il figlio dalla paura dell'oscurità. Il racconto è lungo, dunque, ma straordinariamente coerente nella resa visiva, nonostante le continue invenzioni sceniche e l'avvicendarsi di costumi fantasiosi e situazioni spettacolari (come la mostra canina o la morìa di pesci sulla battigia).
Il ritorno del regista dopo ventitrè anni di lontananza dal cinema avviene dunque nel nome del suo spirito migliore e più apprezzato, quello surrealista o, in questo caso, soprattutto simbolista, e ha tutta l'aria di un gesto psicomagico esso stesso, dall'impatto emotivo comprovato. Si ride e ci si commuove, in un film in cui la madre crede che suo figlio sia una reincarnazione di suo padre e intanto Jodorowsky stesso adopera il talento istrionico di suo figlio Brontis per fargli interpretare suo padre, a dimostrazione di una complementarietà senza contraddizioni tra esperienza artistica e esperienza di vita (come del resto ribadisce la presenza in scena del regista demiurgo, presenza comunque discreta).
Non mancano, evidentemente, le esagerazioni e gli eccessi, specie nel capitolo cristologico, o nell'evocazione del circ,o ma fanno parte del pacchetto e sono onorevolmente bilanciati dalla presenza di sequenze di rara bellezza (il bambino nero di lucido da scarpe) e intensità narrativa (il piccolo lucidascarpe che annega a causa della suola nuova e liscia). Jodoroswky si conferma dunque un regista che crede ancora, potentemente, nell'immagine e nella costruzione dell'inquadratura, senza però rinunciare ad una narrazione altrettanto ricca ed evocativa.

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LA DANZA DELLA REALTÀ
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 15 aprile 2017
Dandy

Dopo 23 anni di assenza,il regista cileno si ispira al proprio libro omonimo(e in parte a "Il figlio del giovedì nero")e gira nella propria città natale una fantasiosa autobiografia,con un occhio ad "Amarcord".Si serve dei suoi familiari(il figlio Brontis è Jaime;gli altri figli Adàn[autore anche delle musiche]e Axel sono rispettivamente un anarchico [...] Vai alla recensione »

martedì 28 febbraio 2017
LBavassano

Un po' come quando reincontri dopo quarant'anni un amico che avevi lasciato fricchettone e lo ritrovi identico, solamente invecchiato nel viso e nel corpo, ma con intatte tutte le vecchie certezze. Un po' patetico dunque. O almeno quelle certezze appaiono vecchie a te, perché anche tu sei invecchiato, mentre lui le conserva intatte, granitiche, sicuro che in quella sovrabbondanza [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 dicembre 2013
stefafonta

Dopo tanti anni di assenza è ritornato prepotentemente alla ribalta Alejandro Jodorowsky con un grande film autobiografico. Ho avuto l'onore di vedere il film al Torino film festival,GRANDIOSO. Un film onirico, visionario, sperimentale ,2 ore che passano velocemente ,attori strepitosi . grazie a questo "giovane" gegista ottantaquattrenne .

lunedì 2 dicembre 2013
stefafonta

Dopo tanti anni di assenza è ritornato prepotentemente alla ribalta Alejandro Jodorowsky con un grande film autobiografico. Ho avuto l'onore di vedere il film al Torino film festival,GRANDIOSO. Un film onirico, visionario, sperimentale ,2 ore che passano velocemente ,attori strepitosi . grazie a questo "giovane" gegista ottantaquattrenne .

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