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Amarcord
Un film di Federico Fellini.
Con Bruno Zanin, Pupella Maggio, Armando Brancia, Giuseppe Ianigro, Gianfilippo Carcano.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 127 min.
- Italia 1973.
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Rivisitazione – tutta ricostruita e mai così vera – della Rimini dei primi anni '30 col fascismo trionfante, l'apparizione notturna del transatlantico Rex, il passaggio delle Mille Miglia, la visita allo zio matto e la bella Gradisca. Vent'anni dopo I vitelloni F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. Oscar per il miglior film straniero. |
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premi nomination |
Premio Oscar 1 3 |
Nastri d'Argento 5 0 |
Golden Globes 0 1 |
David di Donatello 2 0 |
Frutto dell'immaginazione
di Walterino
Ho uno splendido ricordo di questo film, in particolare per l'atmosfera onirica, visionaria, che trasmette allo spettatore ricordi ancestrali, le immagini di un'Italia di altri tempi alla quale non si può non guardare con un po' di nostalgia. Tutto in Amarcord è evanescente, accennato, gli episodi sono rarefatti e, sovrapponendosi, danno l'idea del fluire del tempo, della vita che scorre e cambia, e con lei i posti in cui viviamo e le abitudini che abbiamo. L'ho trovato divertente e commovente, continua » |
Ho uno splendido ricordo di questo film
martedì 14 agosto 2007
di las181
Ho uno splendido ricordo di questo film, in particolare per l'atmosfera onirica, visionaria, che trasmette allo spettatore ricordi ancestrali, le immagini di un'Italia di altri tempi alla quale non si può non guardare con un po' di nostalgia. Tutto in Amarcord è evanescente, accennato, gli episodi sono rarefatti e, sovrapponendosi, danno l'idea del fluire del tempo, della vita che scorre e cambia, e con lei i posti in cui viviamo e le abitudini che abbiamo. L'ho trovato divertente e commovente, continua » |
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Un' apprezzabile prova di creatività
mercoledì 9 settembre 2009
di jos_d
A circa vent' anni da "I vitelloni", suo primo grande successo, Federico Fellini dedica un' altra pellicola alla Romagna, sua terra natale. Più ancora che di una terra però, questo film rievoca le atmosfere di un' epoca, quella in cui il regista ha vissuto la propria adolescenza, ovvero gli anni trenta, gli anni in cui l' Italia sognava di poter tornare agli antichi splendori sotto la guida del duce. In particolare la vicenda è ambientata in un paesino di cui non viene mai fatto il nome -ma che continua » |
Sogno, disperazione, follia e comicità
sabato 7 novembre 2009
di Paolo Schipani
«Voglio una doooooooooonnaaaaaaaaaaaaaa», grida lo zio Teo (Ciccio Ingrassia) dalla cima di un albero. Sogno e disperazione, follia e comicità. Amarcord (Italia, 1973, 127'), in dialetto romagnolo «mi ricordo»: un viaggio surreale che ripropone la carrellata di ricordi di Fellini e della sua adolescenza nel Borgo (Rimini) negli anni ‘30, attraverso gli occhi del giovane Titta (Bruno Zanin). Un’adolescenza di desideri di evasione, ricerca della novità, sogni sessuali e voglia di “provare”. La vita continua » |
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| Il “nonno”, rivolto al figlio Ciccio Ingrassia | |
| Il bab del mi bab diceva così: per campè sein, bisogna pisè spes com i chein. Per campare sano bisogna pisciare spesso come il cano. | |
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| Il prete Gianfilippo Carcano e il bambino Bruno Zanin | |
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E allora, onori il padre e la madre? Io sì. Ma loro non mi onorano a me: mi danno certe tozze sulla testa! , |
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| La sovreccitazione della bella del paese, Magali Noël, all'arrivo della primavera | |
| È l'inverno che muore, sai, e arriva la primavera. Me la sento già addosso io, la primavera! | |
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Altre frasi celebri del film Amarcord
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DVD | AmarcordUscita in DVD
Disponibile on line da lunedì 9 gennaio 2006
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SOUNDTRACK | AmarcordLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 29 giugno 2004
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Conforto o strazio, la memoria ci possiede. In attesa di scoprire l’arte di dimenticare, il segreto del vivere felici sta nel saper governare questa visitatrice implacabile. In Amarcord, che in romagnolo vuol dire appunto «Mi ricordo», Federico Fellini mostra di saper sfuggire al ricatto della nostalgia e di mettere a frutto i fantasmi del passato. Innestando nella sua vena visionaria una consapevolezza sociologica che dai tempi della Dolce vita sembrava smarrita, Fellini ci dà un capo d’opera che è insieme un magico, doloroso itinerario fra gli orti dell’adolescenza e un giudizio lucidissimo, nonostante la lente grottesca, delle vergogne che abbiamo alle spalle, delle radici meschine di cui ancor oggi si nutre la realtà dell’Italia, e la fanno goffo melodramma, tragedia buffa, ribalta di infantilismi. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Amarcord È tra i titoli felliniani entrati nel triodo di sentire, nella poesia della vita, nel gergo quotidiano e, più ancora che La dolce vita, è il film del geniale regista di Rimini che il pubblico ha più gradito. Ognuno se la ricorda, questa fantabiografia che racconta l'Italia da una piazza di provincia, per la scena che preferisce: il nonno nella nebbia, lo zio matto, l'harem, il Rex: tutto è così ispirato commosso che si sparge volentieri una lacrima di gioia e rimpianto. Da Il Corriere » |
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http://www.latimes.com/entertainment/news/reviews/la-et-capsules13-2009feb13,0,623350.story
di Kevin Thomas The Los Angeles Times
Federico Fellini's "Amarcord" ("I Remember") is a ravishing memory film in which reminiscence, rumor, legend, local history and male sexual fantasies flow into one another with the ease and grace for which Fellini was justly famous. It is a reminder too of the formidable evocative powers of two key Fellini collaborators, composer Nino Rota and cinematographer Giuseppe Rotunno, who supervised this new 35-millimeter restoration of the 1970s film. The story, set in the 1930s, centers on teenage Titta (Bruno Zanin), functioning here as the director's alter ego, and his volatile yet loving family. » |
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