Gabrielle - Un amore fuori dal coro

Film 2013 | Drammatico 104 min.

Regia di Louise Archambault. Un film con Gabrielle Marion-Rivard, Mélissa Désormeaux-Poulin, Alexandre Landry, Vincent-Guillaume Otis, Benoît Gouin. Cast completo Titolo originale: Gabrielle. Genere Drammatico - Canada, 2013, durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 12 giugno 2014 distribuito da Officine Ubu. - MYmonetro 2,70 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film che ha commosso il pubblico del Festival di Locarno, vincitore del Premio nella sezione Piazza Grande. Al Box Office Usa Gabrielle - Un amore fuori dal coro ha incassato 3 mila dollari .

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Consigliato sì!
2,70/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,90
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
In equilibrio tra documentario (sensibile) e finzione (sentimentale), un film girato con grande rigore.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 3 giugno 2014
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 3 giugno 2014

Gabrielle ha vent'anni, un deficit intellettivo e un grande amore, Martin. Vivace e dotata di un grande talento musicale, Gabrielle canta nel coro de Les Muses de Montréal e vive in un centro per ragazzi 'come lei'. Amata e legata a Sophie, la sorella maggiore che sogna di raggiungere il fidanzato in India, Gabrielle ama riamata Martin e desidera con lui un appartamento e un appuntamento, dove consumare la loro prima volta. Osteggiati dalla madre di Martin, Gabrielle e Martin vengono ingiustamente separati. Ma Gabrielle è decisa a vivere una vita normale. Un concerto d'estate e una canzone di Robert Charlebois realizzeranno i suoi sentimenti e la sua 'indipendenza'.
In equilibrio tra documentario (sensibile) e finzione (sentimentale), Gabrielle - Un amore fuori dal coro è la storia di una ragazza 'deficitaria' e caparbia nella sua costanza di carezzare un sogno e battersi per vivere pienamente la sua vita. Incoraggiata dalla sorella ma priva di un'autonomia reale, Gabrielle soffre di una malattia genetica rara (la sindrome di Williams), un ritardo mentale associato a un carattere estremamente socievole e a una straordinaria abilità musicale. Con grande facilità Gabrielle apprende le canzoni che intona col coro della scuola e accanto al suo amato Martin. Vincitore (in)opinabile del premio del pubblico a Locarno e candidato dal Canada agli Oscar, Gabrielle non ha nessuno dei difetti del suo 'genere', il surplus d'emozioni per combattere i pregiudizi, la militanza del film a tesi, l'ode alla differenza, la società dall'anima bella, l'abuso dei buoni sentimenti, nondimeno manca di vibratilità spirituale, quella capacità urtante, pacata, crudele e morbida di fare cinema assimilando slanci altrui e altrove e riproporli in proprio con singolare efficacia e originalità.
Girato con grande rigore da Louise Archambault, regista canadese al suo secondo lungometraggio, Gabrielle non riesce a trascendere la materia sociale del soggetto, impedendo l'emozione al cuore e ai cuori della storia. La paura di scadere nel melodrammatico, trattengono probabilmente l'autrice al di qua della soglia empatica, rendendo lo svolgimento della trama monocorde e il linguaggio fratto, a volte disarmonico, tal'altre distaccato. A parte le belle voci de Les Muses de Montréal, ogni altra 'voce' del film è messa in sordina, diminuendone l'intensità e smorzando le vibrazioni di Gabrielle Marion-Rivard, esordiente affetta come il suo personaggio da ritardo cognitivo. Gabrielle illumina il film della Archambault, forte del suo amore e del suo senso innato dell'alterità che unisce il sé agli altri da sé. Ai suoi umorali soprassalti di felicità corrisponde lo svantaggio emotivo e artificioso (perché recitato) di Alexandre Landry, che dona al suo Martin l'illusione dell''anormalità'.
Accompagnati in scena da Robert Charlebois, cantautore e attore quebecchese protagonista con Terence Hill dello spaghetti-western di Damiano Damiani (Un genio, due compari e un pollo, 1975), Gabrielle e Les Muses de Montréal reinterpretano il suo brano più celebre ("Ordinaire"), che custodisce dentro una strofa tutto il senso del film: "Si je chante c'est pour qu'on m'entende. Quand je crie c'est pour me défendre. J'aimerais bien me faire comprendre..." ("Se canto è perché mi si senta. Se grido è per difendermi. Amerei tanto farmi comprendere...").

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GABRIELLE - UN AMORE FUORI DAL CORO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 20 giugno 2014
Flyanto

 Film in cui si racconta del sentimento amoroso nascente tra due ragazzi disabili, Gabrielle e Martin, e residenti in un centro adatto che viene ostacolato dai rispettivi familiari (soprattutto da parte di quelli del ragazzo) in quanto ritenuti incapaci di viverlo e gestirlo. Le difficoltà oggettive effettivamente sono molte ma la loro volontà è talmente forte che essi riusciranno [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 giugno 2014
veritasxxx

E grazie a questo film abbiamo scoperto cos'è la sindrome di Williams, una rara malattia genetica caratterizzata da " ritardo mentale associato ad un carattere estremamente socievole ed estroverso anche con gli estranei" e i cui soggetti presentano "una buona memoria uditiva e un notevole interesse nella musica, che si manifesta con una straordinaria abilità nell'apprend [...] Vai alla recensione »

sabato 14 giugno 2014
susy64

Una storia d'amore con personaggi che devono combattere contro i propri limiti e quelli della società che teme che non sia possibile per loro vivere una relazione "normale". Si combatte al loro fianco per l'empatia che suscitano i protagonisti e tutti coloro che gravitano intorno a loro (gli altri malati e i rispettivi famigliari e insegnanti di sostegno).

venerdì 13 giugno 2014
francescosole

da vedere e da non perdere

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Trent'anni fa Meryl Streep e Robert De Niro, fecero insieme un film dal titolo efficace quanto sintetico: Innamorarsi. In Gabrielle - Un amore fuori dal coro, della canadese Louise Archambault, accade qualcosa di simile ma al posto dei due famosi divi ci sono due giovani sconosciuti che parlano lo strambo francese del Québéc, Gabrielle (Gabrielle-Marion Rivard) e Martin (Alexandre Landry).

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Innamoramento, passione, separazione e ricongiunzione di due ragazzi del coro, Gabriele e Martin, ventenni con deficit cerebrale che aumenta emozioni e reazioni. Ma appena al di sotto di quanto serve, c'è quel che serve: l'amore. Gabrielle nei panni di se stessa, magnifico interprete al limite dell'handicap Alexandre Landry per Martin, entrambi guidati a un difficile equilibrio tra istinti e ragione, [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Coraggioso dramma canadese, mediamente ruffiano e meno piagnucoloso del temuto. È nel coro del centro per ritardati mentali di Montreal, che la ventiduenne Gabrielle incontra il coetaneo Martin. Un appassionato, inizialmente casto, flirt, sgradito alle due madri. Ma l'amore è più forte di ogni ostacolo. Qualche sbadiglio è comunque lecito, fra melodiose canzoni, litigi in famiglia e la contagiosa voglia [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Ritardo mentale associato a un temperamento socievole e a un sicuro talento musicale: queste le caratteriste della sindrome di Williams da cui è affetta Gabrielle (Marion-Rivard), straordinaria protagonista presa dalla realtà del film di Louise Archambault. Tenera e determinata, Gabrielle si innamora ricambiata del coetaneo Martin, che come lei canta nel coro di portatori di handicap Les Muses.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Allievi di un istituto specializzato e accomunati da lieve deficienza intellettuale, e Martin cantano in una corale che si esibirà a un festival. Quando s'innamorano e tentano di realizzare i loro desideri fisici, la madre del ragazzo, inorridita, li separa. Martin cade in una profonda depressione. Ancora un film che viaggia sul labile spartiacque tra documentario e fiction, con una coppia da conoscere: [...] Vai alla recensione »

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