| Titolo originale | Resident Evil: Retribution |
| Anno | 2012 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Germania, USA |
| Durata | 128 minuti |
| Regia di | Paul W.S. Anderson |
| Attori | Milla Jovovich, Ali Larter, Sienna Guillory, Kevin Durand, Michelle Rodriguez Bingbing Li, Colin Salmon, Boris Kodjoe, Shawn Roberts, Oded Fehr, Johann Urb, Aryana Engineer, Robin Kasyanov, Ofilio Portillo, Toshio Oki, Takato Yamashita, Mika Nakashima, Megan Charpentier, Ava Merson-O'Brien, Bola Olubowale, Kevin Shand, Razaak Adoti, Kim Coates, Martin Crewes, Iain Glen, Sandrine Holt, Thomas Kretschmann, Spencer Locke, Eric Mabius, Wentworth Miller, James Purefoy, Norman Yeung, Anna Bolt, Indra Ové, Joseph May, Heike Makatsch, Liz May Brice, Pasquale Aleardi, Trevor Jones (III). |
| Uscita | venerdì 28 settembre 2012 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| MYmonetro | 1,80 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 22 ottobre 2012
Il T-Virus della Umbrella Corporation continua a trasformare le persone in morti viventi e Alice continua ad essere l'unica e l'ultima speranza di sopravvivenza per la razza umana. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Razzie Awards, In Italia al Box Office Resident Evil: Retribution ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 2,5 milioni di euro e 1,2 milioni di euro nel primo weekend.
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Prigionieri della nave corazzata Arcadia, Alice e compagni vengono attaccati da un plotone di velivoli da guerra, capeggiati da Jill Valentine, controllata dalla Umbrella tramite un medaglione. Caduta in acqua e svenuta, Alice pare risvegliarsi in una tranquilla casetta della periferia americana, dove vive sposata con Carlos, dal quale ha avuto una figlia, Becky. Ma gli zombie bussano alla porta o, per meglio dire, l’abbattono. Alice riesce a fuggire ma la attende un secondo risveglio, questa volta all’interno di un quartier generale della Umbrella. Evadere è tanto pericoloso quanto necessario.
Sembra di essere tornati in clima di guerra fredda: il più grande impero commerciale del mondo finanzia armi di distruzione di massa e ha installato la sua enorme struttura clandestina sotto i ghiacci dell’ex Unione Sovietica. Non a caso, la lotta di Alice è una lotta per la libertà, dall’alveare, prima, dal padrone di turno poi (che sia la regina rossa oppure Wesker), oltre che una lotta per la propria umanità, minacciata dai cloni ma anche, in un certo senso, dai superpoteri.
Così come non pare esserci via d’uscita dal quartier generale della matrigna corporation (le città e gli esterni in generale non sono che proiezioni olografiche generate dal computer), non c’è spazio per l’umanizzazione credibile di Alice in un film generato da un videogioco. Ed è un problema narrativo reale. La grande novità del quinto capitolo è infatti l’acquisizione dell’esperienza umanissima della maternità da parte di Alice, che si trova al momento in condizioni normali e non potenziate, ma la parabola degli eventi è quasi ridicola. Dapprima è un istinto del tutto indotto e iper narcisistico a farla agire in maniera irrazionale (rispetto alla logica da soldatessa), poi è soltanto dopo avere estratto la ragazzina da una mostruosa placenta che Alice si assume il ruolo di genitrice, avendo superato ancora una volta una prova fisica alla quale non corrisponde alcuna dimostrazione sentimentale. In conclusione, dal regime della simulazione non si scappa, e in questo senso il film ha una logica interna tanto claustrofobica quanto coerente.
Al di là della sequenza iniziale, costretta ad inventare ogni volta una formula visiva per non tediarci col piatto riassunto delle puntate precedenti, e di quella finale, che aumenta il carico del contagio e della battaglia a venire, il ventre del film è il solito percorso a tappe con abbattimento degli ostacoli, perdite sul campo, aumento dimensionale del nemico e diminuzione qualitativa della recitazione (d’altronde, con quei dialoghi non dev’essere facile fare di meglio). Crescono anche le ridicolaggini involontarie.
Giunti all’inizio della fine non resta che attendere la fine della stessa, per assicurarci l’evasione definitiva.
Neanche i sempre magnifici occhioni blu di una Jovovich in tenuta sado-maso, né il recupero del sexy abito rosso fuoco del primo Resident Evil, riescono a salvare questo ultimo capitolo dalla noia e dal ridicolo. Nè basta a giustificarlo il fatto che sia un film ricavato da un videogame action-horror basta a giustificarlo. Anche i capitoli precedenti lo erano, ma qualche situazione, [...] Vai alla recensione »
È giunta al 5° capitolo la serie Resident Evil, ispirata al noto videogame «survival horror» della giapponese Capcom su idea di Paul W.S. Anderson (da non confondere con il Paul Thomas Anderson di The Master), che oltre a esserne il produttore ne ha diretto anche due o tre puntate, fra cui quest'ultima, Retribution. In cui l'eroina Alice, caduta prigioniera della Umbrella - la multinazionale farmaceutica [...] Vai alla recensione »