La sposa promessa

Film 2012 | Drammatico 90 min.

Titolo originaleLemale Et Ha'Chalal
Anno2012
GenereDrammatico
ProduzioneIsraele
Durata90 minuti
Regia diRama Burshtein
AttoriHadas Yaron, Yiftach Klein, Irit Sheleg, Chayim Sharir, Razia Israeli, Hila Feldman, Renana Raz, Ido Samuel .
Uscitagiovedì 15 novembre 2012
TagDa vedere 2012
DistribuzioneLucky Red
MYmonetro 3,38 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Rama Burshtein. Un film Da vedere 2012 con Hadas Yaron, Yiftach Klein, Irit Sheleg, Chayim Sharir, Razia Israeli, Hila Feldman, Renana Raz, Ido Samuel. Titolo originale: Lemale Et Ha'Chalal. Genere Drammatico - Israele, 2012, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 15 novembre 2012 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,38 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La giovane Shira deve decidere se sposare il marito di sua sorella Esther, che è morta nel dare alla luce il piccolo Mordechai. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha vinto un premio ai European Film Awards. In Italia al Box Office La sposa promessa ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 429 mila euro e 153 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,38/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,44
PUBBLICO 3,21
CONSIGLIATO SÌ
Un film d'amore, un'opera prima caratterizzata da forti scelte di regia.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 3 settembre 2012
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 3 settembre 2012

Shira ha 18 anni, è figlia di un rabbino della comunità ortodossa di Tel Aviv e sorella minore di Esther, che attende un figlio dal marito Yochai. L'interesse di Shira si rivolge per la prima volta verso un coetaneo, che la famiglia le ha proposto come possibile fidanzato, ma la morte di Esther per parto allontana ogni decisione. Solo con il neonato, di cui si occupano con amore Shira e la sua famiglia, Yochay viene invitato a risposarsi presto. La prospettiva che possa andarsene con il nipotino in Belgio, spinge la moglie del rabbino a proporgli di prendere in moglie proprio Shira. Sta alla ragazza accettare o meno questa difficile proposta.
Opera prima di Rama Burshtein, Fill the void è un esordio a cui tributare un benvenuto sentito e meritato, per la coerenza delle scelte forti di regia e l'emozione che scorre in esso, dapprima sottile come un ruscello poi sempre più simile ad un fiume in piena, che non straripa però dagli argini di una forma stretta, rigida e adottata volontariamente. Esattamente com'è per il sentimento amoroso tra un uomo e una donna nella comunità in cui si ambienta il film, regolata da riti e precetti il cui rispetto formale è inteso in tutto e per tutto come sostanziale, e all'interno dei quali una libertà non lesiva è possibile, ma va ricercata e non è sempre facile.
È di questo spazio ristretto al massimo, di cui gli interni delle case non sono che un riflesso, uno strumento, che tratta il film della Burshtein: la storia di una scelta che viene dall'alto e si trasforma in una scelta del cuore. O, come probabilmente direbbe uno di loro, la scelta di una corrispondenza rinvenuta dove era già presente anche se sembrava impossibile. Dall'esterno, si può comprendere o meno, accettare o meno, ma la forza del film sta proprio nell'evitare di porre un confronto tra il mondo laico e il mondo religioso. Tutto si svolge all'interno di un contesto (non solo materiale) confinato, esotico e probabilmente realmente incomprensibile a chi non gli appartiene, ma dove l'amore, il dubbio, il desiderio, la paura e la felicità sono quelli che invece conosciamo tutti nello stesso modo, e dove non mentire a se stessi è il comandamento universale che non dovrebbe conoscere pareti divisorie.
Pur raccontando dall'interno la comunità chassidica, da una distanza si direbbe nulla e sicuramente non critica, la regista sfrutta narrativamente le convenzioni religiose allo stesso modo in cui il cinema in costume sfrutta le costrizioni sociali per enfatizzare il sentimento attraverso la sua compressione forzata, e non dimentica l'umorismo nel tratteggiare le figure del contorno parentale, perché, anche se prende l'avvio da un lutto, Fill the void film è solo e soltanto un film d'amore.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 novembre 2012
ennas

Il film ci rivela un mondo sconosciuto, una comunità ermetica scandita da una liturgia onnipresente con riti codificati e pervasivi. In essa la giovane Shira , guidata dalla madre, vede per la prima volta, a debita distanza, il giovane promesso, pregustando con eccitazione i brividi di un matrimonio che verrà,  predisposto dalla sua famiglia.

lunedì 3 settembre 2012
Peer Gynt

La diciottenne Shira, ansiosa di sposarsi, è promessa dai suoi genitori (ebrei osservanti della corrente chassidica, caratterizzata da un rigore dottrinario e rituale estremo) ad un coetaneo. Ma quando sua sorella muore dando alla luce un bambino, ed è evidente che il vedovo dovrà a breve risposarsi per dare una madre all'orfano, a Shira si chiede di sacrificarsi per la famiglia [...] Vai alla recensione »

domenica 18 novembre 2012
renato volpone

Un mondo piccolo dove uomini e donne, in nome di Dio, giocano con i sentimenti degli altri. Shira non può scegliere, non può vivere la propria libertà di donna, ma deve subire le responsabilità e le sofferenze degli altri. Il suo desiderio di amore e la sua speranza di una giovinezza felice vengono infranti dalla sorella che morendo mette alla luce un bambino.

lunedì 4 settembre 2017
nino raffa

 I buoni film, forse, più che indicarci qualcosa di nuovo, servono a riflettere su quello che già sappiamo. Così la Sposa Promessa ci dice qualcosa sugli Ebrei Ortodossi, i loro costumi e gli scrupolosi riti che ne scandiscono il quotidiano, ma è soprattutto occasione di tornare su di noi, da loro così distanti.

domenica 18 novembre 2012
56mad

il primo pensiero da occidentale è di fastidio e repulsione :è possibile che queste donne abbiano in mente solo il matrimonio? non potrebbero svegliarsi,studiare e andare a trovarsi un lavoro bello e soddisfacente?ma la regista è bravissima a farci entrare con dolcezza ed incisività nel suo particolarissimo mondo. non é un film sull'amore,è un discorso che riguarda la capacità di fidarsi e di affidarsi,a [...] Vai alla recensione »

martedì 5 febbraio 2013
ADELIO

E’ veramente difficile rimanere motivato se non hai uno scopo da perseguire. Lavorare per raggiungere un obiettivo aiuta molto a trovare valore nella tua vita.  L’assenza di un traguardo a cui arrivare può certamente causare problemi di tipo emotivo e farti percepire la sensazione di vuoto interiore.  Ma la comunita’ Chassidica questo vuoto non lo vuol conoscere [...] Vai alla recensione »

domenica 18 novembre 2012
violettaaa

La vicenda si svolge a Tel Aviv, all’interno di una comunità ebraica ultra-ortodossa, della corrente chassidica. Siamo ai nostri giorni ma lo spettatore se ne rende conto solo da particolari come i cellulari o le automobili. Per il resto gli usi e costumi di questa comunità sembrano emergere  dal passato. Religione, spiritualità e costumi sociali sono così strettamente [...] Vai alla recensione »

sabato 1 dicembre 2012
Aloisa Clerici

Il film d’esordio di Rama Burshtein, La sposa promessa è innanzitutto, un’interessante documento sociale, un lungometraggio che racconta un mondo a noi occidentali quasi sconosciuto, quello della comunità ebraica. Dalla prospettiva proposta dal film, si rileva sin dalle prime immagini la stridente forza di una realtà sociale chiusa e rigida, opprimente e severa, all’interno del quale i matrimoni [...] Vai alla recensione »

martedì 12 febbraio 2013
Piris

E' un film di una forza e una bellezza davvero disarmanti. Ti fa entrare dentro una comunità ebrea ortodossa di Tel Aviv, con uno sguardo partecipe e non giudicante, ti fa affezionare ai personaggi, e capire quanto ogni regola antropologica sia poi euqivalente, quando si tratta di amore. la nascita di un vero amore nel modo più tormentato e originale: il matrimonio combinato.

lunedì 19 novembre 2012
Zoom e Controzoom

Il mio gusto personale, non corrisponde a questo film, ma ciò non toglie che ne abbia potuto valutare gl’indubbi pregi peculiari ed apprezzarli. E’ un film che persegue quasi fino alla fine, un ritmo notevolmente lento ottenuto non solo con una lunga permanenza sulla scena, ma anche con silenzi o dialoghi lenti e con una dialettica rallentata.

lunedì 22 maggio 2017
stefano capasso

La diciottenne Shira, figlia del rabbino della comunità ortodossa di Tel Aviv, sta per conoscere il fidanzato propostole dalla famiglia. I suoi sogni vengono infranti dalla morte durante il parto della sorella Esther. Rimasto solo con il figlio, Yochay, marito della sorella, valuta la possibilità di sposare una donna che vive in Belgio per dare una famiglia al figlio.

giovedì 21 aprile 2016
arnaco

Nonostante tutto congiuri a suo favore non riesco a provare empatia per Shira che pure è vittima di una cultura in cui sopravvivono molti rituali odiosi (ma è un giudizio soggettivo) tra cui quello del matrimonio combinato, per altro diffuso in altre comunità, non solo del passato. Il matrimonio combinato non significa necessariamente assenza di amore, che a volte può nascere dopo, ma anche durante [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 marzo 2016
Filippo Catani

La comunità di ebrei ortodossi è sconvolta dalla prematura morte della moglie di un importante membro della comunità che si ritrova solo con un figlio appena nato. La famiglia della moglie, davanti alla possibilità che lui si trasferisca all'estero, gli propone di sposare la sorella. Un film intenso ambientato nella comunità di ebrei ortodossi con i loro riti [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 novembre 2013
rita branca

La sposa promessa, film israeliano (2012) diretto da Rama Burshtein, con Hads Yaron, Yiftach Klein, Irit Sheleg, Chayim Sharir, Razia Israeli, Hila Feldman, Renana Raz, Ido Samuel.   Malinconico e interessantissimo film che apre uno squarcio sulla cultura ebraica, sui suoi rituali familiari e religiosi. Il ritmo lento in cui la narrazione si dispiega sembra accentuare l’intensità [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 luglio 2013
jacopo b98

 Una ragazza (Yaron) appartenente ad una famiglia di ebrei ortodossi è in attesa di sposarsi. Quando la sorella muore mettendo al mondo il figlio, i genitori le chiedono di sposare il vedovo (Klein) della sorella e di fare da madre al nipote. Esordio alla regia della Burshtein, anche sceneggiatrice, questo splendido film d’amore e sull’amore, molto al femminile, è uno [...] Vai alla recensione »

martedì 11 giugno 2013
Fabiana Dantinelli

Una giovane donna in una comunità patriarcale, un lutto improvviso e una scelta difficile, le premesse per un dramma filmico interessante c'erano tutte, per di più viste le istanze narrative non originalissime, ci si poteva aspettare l'inaspettato, perchè no, un intreccio sorprendente, un finale non scontato. Ma l'opera prima della regista Rama Burshtein deludicchia [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 novembre 2012
angelo umana

 Film dei riti e delle norme, familiari e religiose, da queste ultime sovente le prime dipendono e il risultato è che le donne stanno più spesso davanti ai fornelli o accudiscono i bambini, camminano dietro agli uomini in alcune circostanze e le vengono scelti, o proposti, i mariti. Gli uomini invece vanno in sinagoga, si dedicano alla preghiera e perciò affidano i bambini, [...] Vai alla recensione »

martedì 20 novembre 2012
Flyanto

Film sulla difficile scelta che una giovane donna, gia' promessa sposa ad un suo coetaneo, deve prendere riguardo il fatto di sposare o meno il cognato più anziano di lei ormai rimasto vedovo dopo la morte di parto della sorella. Molto ben girato, nonostante sia un'opera prima da parte del regista, e molto toccante per il travaglio interno sofferto dalla protagonista, cosi' ligia [...] Vai alla recensione »

martedì 20 novembre 2012
gabriele.vertullo

La Sposa Promessa è un film che colpisce per la sua sottile delicatezza e conquista per la sua estrema raffinatezza. Questa straordinaria ricerca estetica non è mai fine a se stessa, ma si stende come un velo a celare le radicate ipocrisie di un sistema immobile e regolato, che non può permettersi deviazioni. La storia si sviluppa in sequenze di soave luminosità e musicalit&agrav [...] Vai alla recensione »

martedì 4 settembre 2012
lukemisonofattotuopadre

 Ho visto uno dei migliori debutti di sempre. Fill the Void parla delle difficoltà e dei problemi che le persone devono sopportare quando la religione (portata all'estremo) e la tradizione della e nella loro comunità (chassidica in questo caso) li soffoca.   E' solo a causa di regole rigorose, vecchie e stupide che Shira non può sposare l'uomo che [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 dicembre 2012
Dario Bottos

Il film (mi) dà un senso di angoscia e di claustrofobia, perchè lo rapporto costantemente alla mia società e alle mie regole del gioco. Mi rendo conto che nella società rappresentata (che conosco abbastanza bene) ci sono regole diverse, ma non posso vivere questo film in modo catartico. Rifletto che viene rappresentata una vita completamente eterodiretta, da princìpi [...] Vai alla recensione »

domenica 2 dicembre 2012
Dario Bottos

Il film (mi) dà un senso di angoscia e di claustrofobia, perchè lo rapporto costantemente alla mia società e alle mie regole del gioco. Mi rendo conto che nella società rappresentata (che conosco abbastanza bene) ci sono regole diverse, ma non posso vivere questo film in modo catartico. Rifletto che viene rappresentata una vita completamente eterodiretta, da pricipi estranei [...] Vai alla recensione »

sabato 17 novembre 2012
melania

Film bello,interessante,che ci fa conoscere altre culture e che,quindi,ci arricchisce.Ottimi attori e ottima regia.Davvero consigliabile!

lunedì 9 febbraio 2015
puttore57

povero di contenuto, banale e senza mordente. decisamente scadente.

martedì 4 dicembre 2012
vizco

La regista e tutto il cast ci hanno regalato un’opera di grande spessore. Sono sempre curiosa quando si propongono mondi sconosciuti, modi di vivere di altre culture, insomma la diversità mi affascina e rapisce, sempre. La pellicola ci fa entrare nella comunità yiddish e così, lentamente, con un ritmo in punta di piedi scopriamo comportamenti per noi desueti proprio perché [...] Vai alla recensione »

martedì 20 novembre 2012
Flyanto

Film sulla difficile scelta che una giovane donna, gia' promessa sposa ad un suo coetaneo, deve prendere riguardo il fatto di sposare o meno il cognato più anziano di lei ormai rimasto vedovo dopo la morte di parto della sorella. Molto ben girato, nonostante sia un'opera prima da parte del regista, e molto toccante per il travaglio interno sofferto dalla protagonista, cosi' ligia [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 marzo 2013
archipic

L'interesse che suscita questo film risiede, soprattutto, nella descrizione molto ben calibrata dello scorrere della vita nella comunità ebreo-ortodossa israeliana. Usi e costumi che scandiscono le giornate: gerarchie rigorose, donne escluse da qualsiasi manifestazione collettiva, matrimoni combinati (anche al buio), copricapo alquanto improbabili, pasti accompagnati sempre da canti, [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 aprile 2013
Giurg 63

Confesso di aver resistito poco più di mezzora alla visione di questo film la cui estrema lentezza e stata per me esasperante. E' probabile che io non sia abituato a stili di regia (in questo caso si tratta di un'opera prima) che non siano europei o americani (sebbene abbia visto più films orientali, quali "Poetry" o mediorientali, come "La donna che canta"). [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

Non è frequente imbattersi in un film israeliano al di fuori del recinto protezionistico dei festival, ma «La sposa promessa» non esce nelle nostre sale solo perché la sua protagonista ha vinto la Coppa Volpi per la migliore attrice alla Mostra di Venezia 2012. L'opera prima di Rama Burshtein, in effetti, mette in evidenza uno stile originale e complesso che permette al racconto di travalicare la semplice [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Lo si può seguire standoci ben dentro, "La sposa promessa" ("Lemale et ha'halal", Israele, 2012, 90'). O lo si può vedere da fuori, come in controcampo. Nella prima ipotesi, Rama Burshtein racconta una storia d'amore, per quanto ambientata in una dimensione culturale insolita. Nata a New York e traferitasi in Israele, la Burshtein appartiene a una comunità ultraortodossa chassidica: una comunità, racconta, [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Prendendo spunto dalla candidatura all'Oscar - "La sposa promessa" non è il primo film israeliano in odore di nomination, ma il primo che racconta dall'interno gli ultra ortodossi - un articolo su Haaretz racconta l'industria che provvede ai bisogni della comunità. Finora senza farsi troppo notare, producendo film per fanciulle diretti perlopiù da donne registe, dove non si parla né d'amore nè di delitti. [...] Vai alla recensione »

Deborah Young
The Hollywood Reporter

La sposa promessa non si segnala solo come opera prima compiuta e gustosa, ma anche come la pellicola più esotica del concorso veneziano, visto che spalanca una finestra sul mondo di una famiglia di ebrei ortodossi (chassidici) di Tel Aviv. Rama Burshtein, che fa parte di quella comunità, ha scritto e diretto un serio dramma romantico (anche se ci sono molti momenti da commedia) in cui descrive un [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Piccole donne donne crescono. Si potrebbe riassumere così La sposa promessa - Fill the Void, scritto e diretto dall'esordiente Rama Burshtein, che in una comunità di ebrei ortodossi di Tel Aviv sa rinchiudere il mondo: tutti siamo i benvenuti, ebrei o meno, osservanti o no. Protagonista è Shira, che ha per promesso sposo un brillante ragazzo, ma quando sua sorella muore, lasciando il giovane marito [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Un mondo a parte. Un mondo in cui tutto ha una rilevanza diversa rispetto al nostro: il tempo stesso è come se scorresse più lentamente, regolato da un orologio fermo al passato remoto. È l'universo della comunità ebrea ortodossa di Tel Aviv, raccontato con occhio partecipe dall'esordiente regista israeliana Rama Burshtein: la sua macchina da presa se ne sta sempre «addosso» ai protagonisti, ne spia [...] Vai alla recensione »

Deborah Young
The Hollywood Reporter

Fill the void non si segnala solo come opera prima compiuta e gustosa, ma anche come la pellicola più esotica del concorso veneziano, visto che spalanca una finestra sul mondo di una famiglia di ebrei ortodossi (chassidici) di Tel Aviv. Rama Burshtein, che fa parte di quella comunità, ha scritto e diretto un serio dramma romantico (anche se ci sono molti momenti da commedia)in cui descrive un universo [...] Vai alla recensione »

winner
coppa volpi migliore int. femminile
Festival di Venezia
2012
winner
miglior direttore della fotografia europeo
European Film Awards
2013
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