| Titolo originale | Sponsoring |
| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Polonia, Germania |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Malgorzata Szumowska |
| Attori | Juliette Binoche, Anaïs Demoustier, Joanna Kulig, Louis-Do de Lencquesaing Krystyna Janda, Ali Marhyar, François Civil, Pablo Beugnet, Arthur Moncla, Scali Delpeyrat, Andrzej Chyra, Jean-Marie Binoche, Valérie Dréville, Jean-Louis Coulloc'h, Laurence Ragon, Alain Libolt, Swann Arlaud, Nicolas Layani, Laurent Jumeaucourt, José Fumanal, Martine Vandeville, Jenny Bellay, Tom Hénin, Anaïs Fabre, Mateusz Kosciukiewicz. |
| Uscita | venerdì 28 settembre 2012 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,67 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 20 novembre 2015
Un'inchiesta sulla prostituzione giovanile firmata da Malgorzata Szumkowska. In Italia al Box Office Elles ha incassato 106 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Anne ha un marito, due figli, una bella casa a Parigi. Anne è una giornalista del magazine "Elle" per il quale ha recentemente condotto un'inchiesta intervistando due studentesse che si prostituiscono. L'incontro con la polacca Alicja e con la francese Lola (che poi le rivelerà di avere un altro nome) la turba profondamente. Mentre un mattino sta tentando di trasformare le interviste in un articolo e intanto prepara la cena che vedrà come ospiti il capo del marito con sua moglie, quanto confidatole in quegli incontri si rivela sempre più perturbante.
Il rischio di realizzare l'ennesimo film di indagine/denuncia (magari un po' hard) sul fenomeno di giovanissime studentesse che vendono il loro corpo mentre continuano a frequentare l'università c'era ma è stato abilmente bypassato. Perché questo non è un film su di loro ma è un'analisi dell'universo familiare di una donna solo apparentemente realizzata messo a confronto con scelte lontane dal suo sentire ma che, in modo del tutto inaspettato, ne sovvertono le fragili sicurezze. Senza la presenza della Binoche Elles avrebbe potuto assumere le caratteristiche di un film softcore con una vaga connotazione di tipo sociale. È grazie a lei e alla sua fisicità che invece si trasforma in un percorso nella psiche di una donna, di una madre, di una femmina. La si osserva quasi con stupore (per il coraggio avuto) con quel suo volto struccato da risveglio mattutino in un'età in cui la valorosa rinuncia al ritocco pone in evidenza i segni del tempo. Segni che marcano il personaggio, consapevole di una profonda sensualità matura ormai penosamente sublimata nella routine familiare. Con figli che si rifugiano nei videogame (il piccolo) o che dichiarano esplicitamente il loro desiderio di non fare la fine dei genitori (il grande). Il confronto con due ragazze che potrebbero essere anch'esse sue figlie la spinge a mettersi in discussione. La loro è una sessualità scissa, pronta a subire l'umiliazione ma anche consapevole del livello di finzione da adottare per poter resistere e andare avanti. Anche la sua vita (ormai pallida come il suo volto) abbisogna della menzogna per poter continuare sui binari di una quotidianità in cui solo la musica classica (radiofonica e quindi anch'essa scelta da altri nella sua sequenzialità) può costituire l'unico elemento di vitalità. A meno che il pensiero di una ribellione possibile lasci il solipsismo masturbatorio per tradursi in realtà. Ma non è così semplice.
Anne (Juliette Binoche) intervistando le due giovani studentesse Charlotte e Alicja viene a conoscenza delle motivazioni che spingono belle e pulite ragazze a cimentarsi in un “mestiere” tanto (ig)nobile: l’impatto disorientante e ostico della vita metropolitana, dovuto allo scarto con la società provinciale dalla quale provengono.
Sei donne per un film. Le prime tre sono una giornalista di moda impegnata in un'inchiesta sulla prostituzione studentesca (Juliette Binoche, perfetta) e due ragazze che hanno deciso di vendersi per avere più soldi, senza vergognarsene affatto. Le altre sono la regista Malgoska Szumowska (polacca), la sceneggiatrice Tine Byrckel (danese) e la produttrice Marianne Slot (francese).