| Titolo originale | Toy Story 3 |
| Anno | 2010 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Lee Unkrich |
| Attori | Tom Hanks, Michael Keaton, Joan Cusack, Tim Allen, John Ratzenberger, Wallace Shawn Don Rickles, Ned Beatty, Jodi Benson, Estelle Harris, Timothy Dalton, John Morris (II), Jeff Garlin, Bonnie Hunt, Kristen Schaal, Whoopi Goldberg, Blake Clark, Laurie Metcalf, R. Lee Ermey, Emily Hahn, Teddy Newton, Bud Luckey, Beatrice Miller, Javier Fernandez Pena, Lori Alan, Charlie Bright, John Cygan, Jeff Pidgeon, Jack Angel, Jan Rabson, Richard Kind, Erik Von Detten, Amber Kroner, Brianna Maiwand, Jack Willis. |
| Uscita | mercoledì 7 luglio 2010 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,97 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 27 dicembre 2016
Andy, il proprietario di Woody, di Buzz Lightyear e del resto dei giocattoli è cresciuto, e, in procinto di partire per il college, regala i suoi amici ad un asilo infantile. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 2 Premi Oscar, ha vinto un premio ai Golden Globes, 3 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 5 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Toy Story 3 - La grande fuga ha incassato 13,7 milioni di euro .
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Andy è in partenza per il college, sta svuotando la sua stanza e la madre lo obbliga a scegliere che fare dei vecchi giocattoli. Loro, i giocattoli, già conoscono il proprio destino, da anni Andy non gioca più come lo vediamo fare nella fenomenale sequenza d'apertura (un gioiello di racconto caotico infantile), volubili come sono però rimangono offesi dal trattamento riservatogli e quando un malinteso li fa finire nello scatolone destinato all'asilo di Sunnyside prendono l'evento di buon grado. Solo Woody, testardo, irriducibile e affezionato, continua a credere che il loro posto sia con il padrone. Gli altri lo capiranno quando scopriranno come in realtà Sunnyside sia una prigione dalla quale è impossibile evadere, gestita con pugno di ferro da una congrega di giocattoli feriti dall'abbandono dei propri padroni.
Ancora una volta un road movie, l'impianto che sottende quasi ogni film dello studio di John Lasseter, ovvero la riconquista del proprio spazio vitale e di un nuovo equilibrio attraverso un clamoroso quanto improbabile "ritorno", compiuto per amore di qualcuno. Un viaggio che come sempre è anche movimento interiore e la cui imponente distanza è metafora dei sentimenti che agiscono quegli esseri minuscoli inseriti in spazi immensi. Woody e compagni già erano tornati a casa per ben due volte attraversando distanze impensabili per un giocattolo, questa volta devono anche evadere da un asilo che di notte diventa un carcere (bellissimo come elementi che di giorno hanno un senso con l'illuminazione notturna sembrino parti di una galera).
Potendosi permettere il lusso di non dover introdurre dei personaggi già noti il film si concentra sui nuovi comprimari, tutti dotati di personalità in linea con il genere carcerario (tranne Ken e Barbie straordinari outsider a modo loro), e affronta con più complessità la mitologia della serie, cioè quale sia il rapporto dei giocattoli con i propri padroni. Devono rimanergli accanto a tutti i costi? Possono ribellarsi? Hanno diritto a sentirsi feriti? La Pixar sembra sostenere di no, parteggiando a prescindere con i bambini e non con i protagonisti.
Al terzo film la serie di Toy story invece che afflosciarsi si dimostra ancora vitale, anche in virtù della maturità sempre maggiore dello studio di produzione, forse abbiamo visto film Pixar più solidi di questo ma dal punto di vista visivo si toccano nuove vette utilizzando le innovazioni raggiunte nelle opere precedenti come la ormai piena padronanza (tecnica ma anche espressiva) di diverse tipologie di filtri che scimmiottano gli obiettivi delle macchine da presa come si vede nelle scene di caos infantile all'asilo.
Nonostante sia parlato Toy story 3 è un film che comunica quello che conta solo visivamente, capace di smuovere lo spettatore con un raggio di sole al tramonto che entra dalla finestra o con lo sguardo colmo di sentimenti complicati, oscillanti tra paura e solidarietà, di un personaggio digitale posto di fronte alla sua ineluttabile fine, mano nella mano con i propri compagni. Sembra straordinaria abilità recitativa ma è in realtà scrittura per immagini e musica, non si tratta dell'espressività di sintesi di cui sono capaci i computer Pixar ma del culmine narrativo raggiungibile di un arte audiovisuale che non abbisogna di parole.
Portate i fazzoletti.
I percorsi didattici
» Pensa alla prima scena del film: mentre Woody tenta di fermare un treno in corsa nel selvaggio West, irrompe una macchina da corsa guidata da tre alieni e Buzz atterra direttamente dallo spazio stellare. Poco dopo scopriamo che questa storia è frutto della fantasia di Andy, che sta passando del tempo con i suoi giocattoli. Anche se sei appassionata/o di realtà virtuale (videogiochi, computer in generale), almeno ogni tanto crea la TUA realtà, inventa storie e vivile insieme ai tuoi giocattoli, possibilmente all’aria aperta. Ti farà un gran bene.
» Quando Andy diventa grande, i giocattoli capiscono che nulla sarà più come prima con lui. I cambiamenti sono inevitabili. È intelligente opporsi ai cambiamenti? Oppure è meglio capire che la vita va comunque avanti e che, chiusa una porta, può aprirsene un’altra?
» Qual è la “nuova porta” che si apre per Woody, Buzz e compagnia? Secondo te hanno fatto bene a scegliere Bonnie come nuova padroncina o avrebbero fatto meglio a rimanere rinchiusi in soffitta? Un giocattolo ha un senso, e uno scopo, senza un bambino con cui giocare?
» Lotso ha l’aspetto di un tenero orsacchiotto rosa, ma in realtà è un tiranno senza cuore. Ti è capitato di incontrare persone dall’aspetto soave ma dall’animo non altrettanto soave? È vero che a volte “l’apparenza inganna”?
» Nel film scopriamo che Lotso è diventato cattivo dopo che la sua padroncina l’ha sostituito con un altro orsacchiotto. È giusto reagire così alle delusioni? Soprattutto, è giusto rendere infelici gli altri per l’infelicità che si prova personalmente?
» Hai notato che Lotso non fa che ripetere ai giocattoli dell’asilo che non valgono niente e che nessuno li ama? Se quei giocattoli si sentissero amati, accetterebbero lo stesso le angherie di Lotso?
» Woody è un vero leader: generoso, altruista, pronto a sacrificare se stesso per gli altri. La sua autorevolezza nasce dalla stima che gli altri provano per lui. I “sudditi” di Lotso, minacciati e impauriti di continuo, provano la stessa stima per il loro “dittatore”?
» Perché Andy, dopo aver conosciuto Bonnie, rinuncia a Woody? Un vero amico è disposto a fare un passo indietro per il bene della persona a cui tiene?
» Quando Andy incontra Bonnie, si ferma a giocare con lei. Anche se ormai è grande, per un po’ torna bambino e si diverte usando la sua fantasia. Se anche tu hai l’età di Andy (o sei ancora più grande), almeno ogni tanto ricordati del bambino che c’è in te: sarai una persona migliore.
» Nei deliziosi titoli di coda (mi raccomando, non uscire dalla sala troppo presto!) vedrai più volte uno strano gattone peloso e dalla bocca enorme che gioca con Buzz. E’ Totoro, la creatura magica inventata dal celebre animatore e regista giapponese Hayao Miyazaki, che in Pixar adorano. Guarda il dvd di Il mio vicino Totoro, è un piccolo capolavoro.
Accade davvero di rado che un sequel riesca a non essere un fallimento rispetto al/ai precedente/i, be' il terzo episodio della saga di Toy Story è addirittura riuscito ad ad eguagliare il primo. Sono diverse, infatti, le note positive che gli si possono attribuire. Oltre alla gradevole novità della proiezione in 3D, il film tocca vari temi fondamentali.
La Disney-Pixar supera se stessa sfornando un terzo Toy Story che è meglio dei primi due messi insieme, come se la familiarità con i personaggi da parte degli sceneggiatori e degli animatori invece di ingenerare noia avesse stimolato la loro creatività. Tornano Woody il cowboy e Buzz Lightyear l’astronauta, la cavallerizza Jesse e Mr e Mrs Potato Head, ma ci sono anche alcune meravigliose new entry, [...] Vai alla recensione »
Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa (1999)