| Titolo originale | Choke |
| Anno | 2008 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Clark Gregg |
| Attori | Sam Rockwell, Anjelica Huston, Kelly MacDonald, Brad William Henke, Jonah Bobo Kathryn Alexander. |
| Uscita | mercoledì 13 maggio 2009 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,45 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 3 luglio 2009
Victor Mancini è un disturbato sessodipendente che vive una vita sbandata. Per pagare la retta dell'ospedale della madre inscena sempre la stessa sceneggiata: nei ristoranti finge di soffocare per farsi 'adottare' dai clienti più facoltosi. In Italia al Box Office Soffocare ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 50,1 mila euro e 16,9 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Victor Mancini è uno studente di medicina fallito che si è ridotto a fare il figurante in costume in un parco tematico sulla storia degli Stati Uniti. Victor è sessodipendente e frequenta le riunioni dei sessuomani anonimi solo per cercare nuove partner. Ha una madre ricoverata in ospedale la quale sta perdendo la memoria. Per pagare la cospicua retta ospedaliera Victor realizza periodicamente nei ristoranti una sceneggiata: finge di essere soffocato da un boccone scegliendo fra i commensali quelli più facoltosi per cadere loro davanti e farsi praticamente 'adottare'. La madre di Victor conserva però il segreto della sua nascita e l'uomo, grazie all'aiuto di una dottoressa del reparto, raccoglie indizi che lo fanno ritenere di discendere direttamente da Gesù. Perché?
Chi conosce il libro di Chuck Palahniuk lo sa e farebbe bene a non rivelarlo agli altri. Perché l'opera prima di Clark Gregg (sinora noto come attore) si poggia sul testo omonimo dello scrittore e trova in esso la fonte delle occasioni di divertimento. Sam Rockwell presta a Victor Mancini il suo volto a mezza via tra la consapevolezza triviale e l'ingenuità con un pizzico di disincanto mentre Anjelica Huston si diverte un mondo (e lo si vede) a interpretare la madre in ospedale e e la stessa quando era giovane e sopra le righe intenta ad 'educare' il giovane figlio.
Il problema del film non sta quindi né nella recitazione né nella storia che riesce sempre a conservare la levità dell'assurdo anche nelle situazioni e con le battute più grevi. Ciò che è praticamente assente è la regia in particolare nel lavoro in collaborazione con il direttore della fotografia. Un telefilm da trasmettere alle 10 di mattina di un giorno d'estate su una rete televisiva locale ha una qualità di ripresa migliore di Soffocare. È come se non ci fosse alle spalle un'idea di cinema e che la produzione pensasse che la sceneggiatura basti da sola a giustificare il film. Il che non è mai vero. In particolare in qusto caso.
La delusione è sempre dietro l'angolo quando si assiste alla trasposizione cinematografica di un libro geniale e appassionante: è quasi un assioma della matematica, una regola non scritta, una legge imperativa. Il motivo, la spiegazione a questo fenomeno quasi fisico sta forse nella frase che la signora Ida Mancini pronuncia nel libro (e non nella pellicola) da cui è stato tratto il film: "l'unica [...] Vai alla recensione »
Sembra incredibile che dai tempi di Fight Club, 1999, il cinema si sia dimenticato del prolifico Chuck Palahniuk. Ma forse non c’è niente di strano, anzi è giusto così. Perché il mondo allucinato e paradossale dello scrittore che ispirò a Fincher il suo miglior film, nonché il più incompreso, non “passa” così facilmente dalla pagina allo schermo. Vedere per credere questo Soffocare, prima regia dell’attore [...] Vai alla recensione »