Prison Escape

Film 2008 | Thriller 102 min.

Regia di Rupert Wyatt. Un film Da vedere 2008 con Brian Cox, Joseph Fiennes, Liam Cunningham, Seu Jorge, Dominic Cooper, Steven MacKintosh. Cast completo Titolo originale: The escapist. Genere Thriller - Gran Bretagna, Irlanda, 2008, durata 102 minuti. distribuito da Lucky Red. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Un condannato all'ergastolo scopre che la figlia è in fin di vita ed escogita ogni stratagemma per evadere dal carcere in cui è rinchiuso. Al Box Office Usa Prison Escape ha incassato 9,6 mila dollari .

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un thriller carcerario dal ritmo intenso, con una svolta esistenzialista.
Recensione di Annalice Furfari
Recensione di Annalice Furfari

Frank Perry sta scontando una condanna all'ergastolo in un carcere di massima sicurezza. Ha ormai accettato la sua condizione di fine pena mai, quando una lettera, la prima in quattordici anni, lo riporta con la mente alla vita oltre le sbarre. Le parole impresse sulla carta sono più pesanti della sentenza che lo ha dichiarato colpevole: la sua unica figlia, ventunenne, è tossicodipendente e in fin di vita. Frank, che la ricorda bambina, è deciso a vederla un'ultima volta. Escogita, così, un piano di fuga, per la quale ha bisogno dell'aiuto di altri detenuti: l'amico Brodie, lo scassinatore vendicativo Lenny Drake e lo spacciatore Viv Baptista. L'arrivo di un nuovo compagno di cella, il giovane James Lacey, complica l'evasione.
«I have changed my name so often, I've lost my wife and children but I have many friends, and some of them are with me. There were three of us this morning, I'm the only one this evening but I must go on; the frontiers are my prison». «Le frontiere sono la mia prigione», cantava Leonard Cohen in quell'inno alla libertà che è The partisan. Il brano apre e chiude Prison Escape, dando voce sferzante e malinconica musica all'anelito di redenzione e libertà del suo protagonista.
Frank Perry, interpretato da un intenso Brian Cox, ha commesso molti errori, ma non vuole bruciare l'ultima possibilità che gli è concessa per rimediare. Sarà anche troppo vecchio per tornare indietro, ma sa quanto valore abbia la vita, soprattutto quando si è giovani e si ha ancora la forza di ricominciare. Frank ha raggiunto questa consapevolezza grazie all'esperienza della prigione, che lo ha costretto al confronto con una realtà disumanizzante. Nel film, diretto dall'inglese Rupert Wyatt (L'alba del pianeta delle scimmie), questa realtà ha le sembianze di Rizza un pericoloso detenuto che detta legge in quel mondo senza leggi che è il carcere. I conflitti tra galeotti - scatenati dalla brutalità di Rizza e dalle attenzioni omosessuali che suo fratello, il tossico Tony, riserva al nuovo arrivato- sono il pretesto utilizzato dal regista per denunciare un microcosmo dominato da corruzione, vizio, violenza e aberrazione. In un simile contesto, solo l'immaginazione può tenere in vita Frank, consapevole che le uniche vere sbarre sono quelle della mente.
Questo dramma esistenziale, amplificato e impreziosito dalla svolta intimista del finale, si consuma all'interno di un genere, quello del thriller carcerario, che ha illustri precedenti (Fuga da Alcatraz, Fuga di mezzanotte) e che recenti ottime prove cinematografiche (Cella 211, Il Profeta) hanno rinvigorito. In Prison Escape (richiamo, imposto dalla distribuzione italiana, alla serie tv della Fox Prison Break) il merito va attribuito a un cast di attori convincenti e ben assortiti, che danno rilievo a personaggi ben caratterizzati, per quanto in secondo piano rispetto al protagonista.
Vincente è anche la scelta del regista di puntare su una narrazione che procede per flashback, alternando le sequenze concitate della fuga - contrassegnate da una fotografia livida e girate con camera a mano - a quelle più statiche, ma non meno crude, della vita carceraria. L'intensità di ritmo, che si mantiene elevata per tutto il film, è poi assicurata dal montaggio, che esorta lo spettatore ad attribuire via via maggior valore a ciò che ha visto in precedenza, sino al lirismo della scena finale.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Jeannette Catsoulis
The New York Times

Without straying too far from formula or stock characters, “The Escapist” shapes a standard prison-break drama into a metaphysical study of freedom and reparation. Set in a grim London institution (played to perfection by Kilmainham Jail in Ireland), the movie centers on Frank (Brian Cox), an aging lifer with a perilously drug-addicted daughter. Circling Frank are the usual suspects — the vulnerable [...] Vai alla recensione »

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