| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | David Cronenberg |
| Attori | Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Heidi Hayes Ashton Holmes, Peter MacNeill, Stephen McHattie, Greg Bryk, Kyle Schmid, Sumela Kay. |
| Tag | Da vedere 2005 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| MYmonetro | 3,22 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 24 dicembre 2025
Per essersi difeso da due feroci criminali, un tranquillo ristoratore vede improvvisamente sconvolta la sua vita. Da un fumetto noir di John Wagner e Vince Locke. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a Critics Choice Award, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office A History of Violence ha incassato 2,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Dal pressbook del film: "All'attenzione dei giornalisti: al fine di preservare il piacere del pubblico vi saremmo riconoscenti se non rivelaste nulla della trama e dello sviluppo dei personaggi." Cerchiamo di rispettare questa richiesta non rinunciando a parlare del film. Tom Stall è il proprietario di un piccolo ristorante in una cittadina di provincia. Conduce una vita normale con la moglie e i figli fin quando un giorno si difende dall'aggressione di due feroci criminali uccidendo entrambi. La sua immagine finisce su tutti i media e spinge Carl Fogarty, un boss della mafia irlandese di Philadelpia ad andarlo a cercare. L'uomo è sicuro di aver riconosciuto in lui un delinquente che lo ha privato di un occhio e che era molto temuto nell'ambiente per la sua crudeltà. Tom deve difendere la sua famiglia.
Tratto da un fumetto di John Wagner il nuovo film di Cronenberg torna sui territori cari al regista: l'identità, la possibile schizofrenia, il rapporto tra realtà e apparenza. Anche lo stile narrativo gioca su questi elementi, tanto che il film potrebbe essere oggetto di una doppia recensione. Se lo si prende per come appare si tratta di un thriller molto stereotipato con buone dosi di esagerazione narrativa e di umorismo spesso involontario. Se invece lo si legge a partire dalla prima inquadratura che sembra un quadro di Hopper allora le cose cambiano. Si pensa al Cronenberg raffinato intellettuale che opera una rilettura sui generi per svelarne la fragilità e l'ambiguità. Questa volta propendiamo per la prima scelta quasi che il regista canadese, dopo la complessa prova di Spider avesse deciso di avvalersi di una fonte di ispirazione "bassa" per vedere come i meccanismi narrativi funzionano in quel contesto senza però volersene distanziare criticamente.
Grande, come sempre, Ed Harris.
Tranquilla cittadina di provincia americana. Dove tutti conoscono tutti e le colazioni nelle tavole calde non finiscono mai. Cronenberg s’insinua strisciando nella vita di una famiglia qualsiasi, scopre il nervo d’un passato che inizia a ticchettare come il senso strano e disarmonico di una stonatura. Tom Stall subisce l’aggressione di due malviventi, nel difendersi [...] Vai alla recensione »
Nella reception di un motel un uomo punta la sua pistola contro una bambina. Sbucata da una porta, la piccola lo guarda muta. Per terra, davanti a lei, ci sono due cadaveri. Lui si abbassa, le parla con dolcezza. Intanto, prende la pistola che tiene dietro la schiena: I gesti sono tranquilli. Pochi minuti prima, uscendo da una camera del motel, con la stessa indifferenza ha rimesso a posto una sedia. [...] Vai alla recensione »