I colori dell'anima - Modigliani

Film 2004 | Biografico 128 min.

Regia di Mick Davis. Un film con Andy Garcia, Elsa Zylberstein, Omid Djalili, Susie Amy, Peter Capaldi, Beatrice Chiriac. Cast completo Titolo originale: Modigliani. Genere Biografico - USA, 2004, durata 128 minuti. Uscita cinema venerdì 13 maggio 2005 - MYmonetro 2,59 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Argomenti:  Pittori Modigliani

Storia della rivalità tra due geni dell'arte contemporanea, Amedeo Modigliani e Pablo Picasso, e del loro amore per due donne, rispettivamente Jeanne Hebuterne e Olga Khoklova. In Italia al Box Office I colori dell'anima - Modigliani ha incassato 891 mila euro .

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Consigliato nì!
2,59/5
MYMOVIES 1,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,63
CONSIGLIATO NÌ
Un film sfrontato ma rispettabile imperniato sulla rivalità tra Modì e Picasso.
Recensione di Adriano De Carlo
Recensione di Adriano De Carlo

Eravamo rimasti a Montparnasse 19di Jacques Becker e con Gerard Philipe, da allora un "Modi", inedito in Italia, ed ora questo inenarrabile I colori dell'anima - Modigliani. È una pellicola che crea disagio, tra luci ed ombre, impressioni geniali e cadute rovinose nell'agiografia e nella convenzione narrativa. Ma di certo il regista Mick Davis merita l'onore delle armi. C'è, nel percorso finale dell'esistenza del nostro grande pittore, una notevole sensibilità registica. Davis con ben assestati colpi di pennello (!) mostra impietosamente la Parigi del primo ventennio del secolo scorso, con la fotografia e le scenografie che ricordano i dagherrotipi, quelle stampe un po' bruciate che riconducono al passato con un velo di malinconia, che nel film abbonda rendendolo talora intollerabile. Quanto agli "artisti maledetti" il cinema ne ha mostrati quanti bastano a completare una galleria di "mostri", imponendo ad ogni biografia quel tono un po' folle e sopra le righe, perché "sai, sono artisti..."
Imperdonabile la chiave narrativa, imperniata sulla rivalità tra Modì e Picasso, qui un grassone sudaticcio, lontano dalle immagini troppo recenti che ben conosciamo, mentre Modigliani sfodera il fascino latino del bravissimo Andy Garcia, assai poco italiano, ma aderente alla scombicchierata sceneggiatura, che lo dipinge come un affascinante e folle genio di tutto. L'amore ossessivo di Jeanne (Elsa Zylberstein), l'alcolismo, la tubercolosi, l'autodistruzione, tutti gli elementi di un perfetto melodramma sono condensati nel film, nel quale è assente il senso della pittura, il percorso creativo, le motivazioni, tranne l'ossessione del passato e l'origine ebraica, ma qui l'arte pittorica è per Modigliani e Picasso non dissimile dall'abilità di spadaccini di Zorro o Scaramouche. Un film sbagliato, ma almeno rispettabile e in qualche modo sfrontato.

Sei d'accordo con Adriano De Carlo?
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Il livornese Amedeo Modigliani (1884-1920) non ha fortuna col cinema. Dopo Montparnasse 19 (1958) e Modì (1990), questo 3° bio-pic è toccato a M. Davis alle prese con una coproduzione eurohollywoodiana che fa capo al primattore A. Garcia, poco adatto a impersonare un artista maudit postromantico e autodistruttivo. La Montparnasse del 1919-20 sembra un interminabile spot pubblicitario per turisti texani, adornato con canzoni di Edith Piaf che in quegli anni non andava ancora a scuola. C'è anche una sfilata di famosi artisti e scrittori dell'epoca dove la parte del leone spetta a Pablo Picasso, trasformato in rivale di Modì per il primo posto nella hit parade della pittura francese. Con la gara di pittura si sprofonda nel ridicolo. Non manca nemmeno l'insistenza politicamente corretta su Modigliani ebreo, avversato dalla famiglia cattolica di Jeanne Hébuterne che allietò gli ultimi anni della sua breve vita infelice.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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I COLORI DELL'ANIMA - MODIGLIANI
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 16 maggio 2011
ValeS.

Quasi unicamente incentrato sulla vicenda amorosa tra l'artista livornese e la compagna, la sua musa ispiratrice Jeanne, il film racconta l'ultimo difficile anno di vita di Modigliani, tra alool, droga, insuccessi e rivalità col ben più famoso ed apprezzato Picasso. La prova di Garcia non mi ha emozionata particolarmente, ma è sufficiente, così come il resto del cast.

giovedì 16 agosto 2012
astromelia

che senso ha fare un film per travisarne la storia,i personaggi,le date e i fatti medesimi? tutto rende vana la visione,e incrementa la perdita di tempo,sebbene la pellicola sia di pregevole fattura,ma rispettare la cronistoria è fondamentale,qui non succede,peccato

giovedì 19 luglio 2012
Harry's Ballerina

Alla fine della visone del film "la lacrima "  scende spontanea , diamo anche spazio alla "strugente storia d'amore" ma si è perso così il "colore dell'anima " di un modigliani innamorato sopratutto del significato intrinseco della  scultura e della pittura.. pittore maledetto.

giovedì 19 agosto 2010
gpb59

COME VOLEVASI DIMOSTRARE I REGISTI AMERICANI NON HANNO LA SENSIBILITA' GIUSTA PER FARE FILM STORICO BIOGRAFICO RIDUCONO TUTTO A UN POLPETTONE SPETTACOLARE DIMENTICANDO ASSOLUTAMENTE LA DIMENSIONE STORICO -ANTROPOLOGICA. RIDURRE L'ULTIMO PERIODO DI MODI' A UN FUMETTISTICO DUELLO CON PICASSO E' RIDICOLO E INESATTO. L'AMBIENTAZIONE E' FINTA GLI ARTISTI "MALEDETTI" SONO RIDOTTI A PERSONAGGI DA CARTA [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 aprile 2012
Slacer

Voglio essere breve: ho visto questo film e sono stato colpito dalla bravura dell'attore ( Andy Garcia ) e dalla storia, purtroppo in gran parte inventata, della vita di Modigliani: appunto della vita di Modigliani c'è solo lo spirito libero e la sfacciataggine, nient'altro. Anche il finale è inventato... ma pur sempre bello e poetico!

mercoledì 24 febbraio 2010
biziobrescia

è un film decisamente lento e privo praticamente di tutto. in due ore di film succede veramente poco. la visione diventa perciò tediosa e qua credo sia lo sbaglio grosso del film: puntare su quei 2 o 3 avvenimenti senza aggiungere aspetti e sfumature alla vita di modigliani. il confronto con picasso non mi è piaciuto molto; credo sia venuta fuori una visione assai distorta del pittore spagnolo

sabato 16 aprile 2016
Onufrio

Definirlo Biografico appare un tantino esagerato, ricostruzione storica classica della Parigi anni 20, un fermento di artisti visionari sparsi in ogni dove, una storia d'amore ed un duello a colpi di pennello fra due amici /nemici. Tanta carne al fuoco in questo film che nasce con il presunto scopo di raccontarci la breve ma intensa vita di Modigliani, ma una volta finito il film ci rimane ben [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 aprile 2013
DAVID, Genova

Un film emozionante dall'inizio alla fine. Coinvolgente FINO ALLA FINE Elsa Zylberstein nei panni di Jéanne, bellissima e attraente nei panni ottocenteschi che veste. Il contorno dei due protagonisti non è da meno, specie Pablo Picasso.

martedì 3 novembre 2009
serpico

ho pianto per tutto il film quando muore la tua anima gemella l'unica scelta e riunirsi presto nel bene e nel male. da oscar gli attori, veramente bravi nei loro personaggi a. garcia e Elsa Zylberstein

Frasi
Sapete cos'è l'amore? Quello vero?
Avete mai amato così profondamente da condannare voi stessi all'inferno per l'eternità?
Io l'ho fatto.
Una frase di Jeanne Hebuterne (Elsa Zylberstein)
dal film I colori dell'anima - Modigliani - a cura di Francesca
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Oscar Cosulich
Il Mattino

«Io vedo cose che nessun altro vede», urla un esasperato Modigliani alla compagna Jeanne Hebuterne, che lo ha appena rimproverato d'essere «cieco» e gli domanda cosa mai potrà dipingere, vista la sua incapacità di comprendere i sentimenti. È uno dei momenti chiave de «I colori dell'anima- Modigliani», opera seconda dello scozzese Mick Davis, da lui scritto e diretto, dedicato agli ultimi anni della [...] Vai alla recensione »

Rossella Sleiter
La Repubblica

I biografi di Amedeo Modigliani, tanti, in epoche differenti, più o meno consapevolmente, hanno cercato di tradurre in numeri la tragica e breve vita del pittore più straordinario del Novecento, detto Dedo dai toscani, che lo conobbero in gioventù, e Modi dagli artisti di Parigi, nei suoi anni folli. Dagli alcolici di cui abusava, due, vino e assenzio, alle droghe a cui non rinunciava, ancora due, [...] Vai alla recensione »

Fabrizio Liberti
Film Tv

Dopo gli anni terribili e dolorosi della Grande Guerra, l’Europa ricomincia a vivere e nella Parigi che sta per affacciarsi sugli splendidi e luccicanti anni ‘20, alcuni giovani pittori riscrivono le pagine della Storia dell’arte e danno vita a sfide” professionali straordinarie. Il fulcro della narrazione del film è offerto da Amedeo Modigliani, il pittore livornese che frequenta il Café Rotonde dove [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Di regola, le biografie degli artisti del '900 sono più maledette degli artisti in questione; in compenso, mancano totalmente di genio. Ci eravamo ripresi a fatica da quella di Picasso con Anthony Hopkins e dal "biopic" su Pollock, cui prestò faccia (perdendocela) e regia Ed Harris; ed ecco arrivare la peggiore di tutte, a raccontarci l'ultimo atto della vita di Amedeo Modigliani.

Roberta Bottari
Il Messaggero

Parigi, 1919. La Grande Guerra si è conclusa e il Café Rotonde è diventato un rifugio di artisti, come Rivera, Stein, Cocteau, Soutine, Utrillo, Picasso e Modigliani. Ma gli ultimi due si sopportano a fatica: sono invidiosi l’uno del talento dell’altro e hanno un carattere arrogante. I colori dell’anima di Mick Davis racconta l’aspra rivalità tra Picasso e Modigliani, ma anche le loro passioni.

Alessandra De Luca
Ciak

Le inebrianti passioni di Amedeo Modigliani (Andy Garcia) che dal 1919 visse nella Parigi post bellica e mondana 36 anni per due grandi amori: la pittura e la bellissima Jeanne (Elsa Zylberstein), inseparabile musa e madre di sua figlia. Il Café Rotonde e le riunioni di artisti come Rivera, Stein, Cocteau, Soutine, Utrillo e Picasso (Omid Djalili, l’aspra rivalità con quest’ultimo e le sfide a colpi [...] Vai alla recensione »

NEWS
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martedì 25 settembre 2012
Rossella Farinotti

Inaugurata a Milano, a Palazzo Reale, una mostra che può essere definita storica, su Pablo Picasso. Quando si tratta di un grande nome in una retrospettiva, nei tempi recenti si tende ad essere un po' scettici sulla qualità e sulla completezza della mostra. [...]

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