| Anno | 2004 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | Andrea Frazzi, Antonio Frazzi |
| Attori | Gianluca Di Gennaro, Arturo Paglia, Miriam Candurro, Carmine Recano, Nuccia Fumo Peppino Mazzotta, Sergio Solli, Mario Giordano, Marcello Romolo, Terence Guida, Alessandro Guasco, Patrizio Rispo, Maria Laura Rondanini, Rolando Ravello. |
| Tag | Da vedere 2004 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,43 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 17 settembre 2009
Dal pluripremiato romanzo di Diego De Silva, la cruda realtà della periferia partenopea. Una realtà che sembra appartenere alle favelas del Sud America e invece è proprio in casa nostra. Ha vinto 2 David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Giffoni,
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CONSIGLIATO SÌ
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Rosario ha undici anni. Abita in un condominio di periferia di una Napoli devastata dalla camorra. Vive con sua nonna, ammalata di Roipnol e drogata di televisione. E' la punta di diamante di un piccolo branco che passa le sue giornate trascinandosi tra sale giochi, brutte paninoteche, piccoli reati e roulette russe improvvisate sulla tangenziale. Ma c 'è anche un sacerdote che cerca di tenere insieme i pezzi (meglio: i frammenti) di una società che non si può più definire tale. Tratto da un breve romanzo di forte impatto è un film duro e apparentemente impietoso. in realtà ricco di pietà nei confronti di un infanzia a cui è negato di fatto persino il nome. Resta il pallone: unica ancora a cui sperare di potersi un giorno aggrappare per non annegare.
Certi bambini si basa su una struttura fatta di coppie, in alternanza o in opposizione. Abbiamo un’alternanza di tempi: da una parte, il presente narrativo, il tempo del viaggio di Rosario in metropolitana; dall’altra, il passato ricordato che emerge. Sul piano tematico, vediamo Rosario diviso tra due campi in opposizione: da una parte, il centro d’accoglienza, dove il ragazzo trova il modello positivo, la socializzazione, l’incontro positivo con l’altro, l’amore; dall’altra, la strada, dove il ragazzo trova il modello negativo, la malavita, la sopraffazione, la violenza. Al di là dei due campi, c’è la famiglia, costituita solo dalla nonna. Rosario è senza madre e senza padre, senza figure di riferimento: si spiegano così lo smarrimento, la confusione morale del ragazzo, la sua pulsione a cercare una famiglia, figure genitoriali vicarie, modelli. La nonna e Caterina rappresentano l’elemento femminile, che potrebbe essere portatore di qualità salvifiche. La nonna però è perduta nella demenza senile, mentre Caterina – figura edipica, materna e insieme legata alla scoperta della sensualità – è destinata a perdersi, a divenire figura del femminino come occasione mancata di salvezza. Ritroviamo nel film alcuni elementi fondamentali del neorealismo, come l’attenzione a realtà sociali degradate, a figure di emarginati, e la figura del bambino che subisce la situazione del mondo in cui vive, patisce gli atti e le decisioni degli adulti, non sa e non può re-agire, e allora vaga, si dà all’erranza e alla visione. Rosario, novello sciuscià, più che osservare la realtà, nel corso del viaggio che occupa quasi tutto il film, osserva ciò che ha dentro, i propri ricordi, in un flusso di coscienza che squaderna la sua interiorità attraverso l’intrecciarsi di presente e passato; più che camminare, si lascia trasportare in un viaggio nella memoria fatto di salti, frammenti, intermittenze; alla fine, Rosario agisce, sceglie il campo negativo, ma si tratta di una scelta e di un’azione quasi automatiche, incoscienti; e si ferma a giocare a pallone con altri ragazzi, cercando di abbandonarsi a un impossibile sogno di normalità e felicità fanciullesca.
...se qualcuno si fosse accorto di qualche "semplicismo" di regìa e qualche ingenuità qua e là, ad esempio qualche dialogo stucchevole e scontato, qualche forzatura (a Napoli i dodicenni trombano con le prostitute bambine con la madre che fa il caffè?? ) e qualche colpo alla "film di Nino D'Angelo" (tipo la presentazione di Damiano che si gira levandosi i Ray-ban come se stesse facendo la pubblicità [...] Vai alla recensione »
Certi bambini, film folgorante. L'inizio è shocking, da factory Corman. Non si racconta. Si deve vedere. Violento, come inusuale e forte è il film, anche nell'humor e nel sesso, ma di una violenza innocente, zig zagante. Il romanzo sullo sfondo (premiato, di Diego Da Silva, Einaudi) svanisce. Resta un pezzo di dolce necrorealista, stratificato, sovrapposto, intrecciato di sensazioni contrastanti, da [...] Vai alla recensione »