| Titolo originale | Master & Commander: The Far Side of the World |
| Anno | 2003 |
| Genere | Avventura |
| Produzione | USA |
| Durata | 140 minuti |
| Regia di | Peter Weir |
| Attori | Russell Crowe, Paul Bettany, James D'Arcy, Billy Boyd, Edward Woodall, Chris Larkin Max Pirkis, Jack Randall (II), Max Benitz, Lee Ingleby, Richard Pates, Robert Pugh, Richard McCabe, Ian Mercer, Tony Dolan, David Threlfall, Richard Stroh. |
| Tag | Da vedere 2003 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,86 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 31 ottobre 2017
Argomenti: I migliori film dedicati a Napoleone Bonaparte
Weir, grande regista di Picnic a Hanging Rock e Truman Show; Crowe, premio Oscar per Il gladiatore; lo scenario unico delle Galapagos; tempeste vere miste ad effetti speciali da urlo. Con queste credenziali, c'è poco da aggiungere! Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 3 candidature a Golden Globes, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Master & Commander - Sfida ai confini del mare ha incassato 12 milioni di euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Costa del Brasile, 1805: a migliaia di leghe lontano dall'Europa, infuria un'epica battaglia che può cambiare le sorti della guerra di Napoleone alla conquista dell'Inghilterra. La Surprise, vascello della Royal Navy guidato dal Capitano Jack "Lucky" Aubrey, e la Acheron, nave francese di stazza e potenza di fuoco estremamente superiori, si sfuggono e si inseguono, a viso aperto o col favore della nebbia, si scambiano di ruolo da preda a predatore. A bordo della Surprise, la patriottica devozione di Aubrey si scontra con l'etica scientifica del suo amico e medico di bordo Maturin, ma sapranno trovare una nell'altra la chiave per il successo dei propri scopi.
Mettete una montagna di soldi in mano ad ognuno dei registi di Hollywood e state certi che, dopo averla resa poco più che una collinetta per onorare i cachet dei maggiori divi del momento, nove su dieci faranno un film mediocre, che farà storcere il naso ai critici, che avrà il sapore del "già visto", eccetera. Peter Weir è il decimo tra questi registi. La sua montagna d'oro si trasforma nel sontuoso Master & Commander, un film compatto come un megalite. Sebbene realizzato interamente a mollo nell'Oceano, M&C non fa acqua da nessuna parte e non sono necessari grandi giri di parole per spiegarne la grandiosità: gli attori sono eccellenti (ad essere sinceri, Bettany sembra un candidato più credibile di Crowe alla statuetta più ambita del mondo, anche se quale attore non protagonista); la regia è essenziale e di stile, lasciando parlare tutta la serie di meravigliosi elementi scenografici: dalle navi ai costumi passando per le isole Galapagos, mai viste al cinema, che lasciano intontiti per la loro bellezza; la fotografia riesce a virare con piacevole disinvoltura da una prima parte grigia e nebbiosa ad una seconda soleggiata e splendente, con nel mezzo una tempesta da cineteca dei sogni.
Non bastasse, in M&C c'è anche il sentimento - e non certo l'amore, visto che la presenza delle donne è ridotta ad una ventina di secondi di bellezze caraibiche. Cuore e testa (quello del Capitano Crowe che si fa travolgere dall'orgoglio e dal fervore patriottico e questa del dottor Maturin che sacrificherebbe la sua stessa vita nel nome della scienza) possono convivere senza dover sacrificare il "terzo incomodo", l'amicizia: e come, se non traendo forza l'uno dall'altra e viceversa? Connubio creativo meravigliosamente sottolineato, in chiave metaforica, da Capitano e Dottore che, al riparo della cabina, danno vita col mescolarsi dei loro strumenti da camera ad una creatura armoniosa e magica come solo la musica è. E quando i due si scambiano le partiture, cambia la musica ma la magia resta la stessa. Anzi, si fa più bella di prima.
Con questo film che sa di Ben Hur più che di Titanic, diamo un caloroso bentornato al Kolossal con la K maiuscola.
Formalmente perfetto, senza la minima sbavatura e graziato da una confezione extralusso, Master & Commander è indubbiamente uno dei film più riusciti del regista australiano che riesce ancora una volta a mixare sapientemente forma e contenuto senza inginocchiarsi alle regole dello star systems e senza andare alla ricerca dell'effetto speciale a tutti i costi. Da un film del genere sarebbe soliti aspettarsi combattimenti spettacolari ancorché poco credibili, cannonate ogni due secondi e grandiose flotte pronte a fronteggiarsi in mare aperto. Weir sceglie invece la strada del confronto uno contro uno nel quale il comandante, l'equipaggio e la nave diventano una sola cosa. Il film è basato su questo tipo di rapporto: così Crowe e Bettany vanno a riformare la meravigliosa coppia che aveva caratterizzato A Beautiful Mind con risultati persin migliori. L'alchimia sprigionata dai due invade ogni inquadratura e ricorda il meraviglioso connubio dei due personaggi principali di Gallipoli, uno dei primi successi di Weir .I due protagonisti rispecchiano le due anime del film e del regista: puntuale nella spettacolarizzazione dello scontro, ma attento conoscitore dell'animo umano: una visione da entomologo, darwiniana, della natura e della razza umana che trova nello scenario marino, teatro delle storie, un palcoscenico privilegiato ed efficace. Crowe, aderente alla parte come mai prima d'ora, giganteggia e il pubblico italiano lo può apprezzare nella calda e umana versione di Luca Ward, sempre impeccabile al doppiaggio. Bettany, attore particolare e curioso, con questa struttura filiforme e smilza che si contrappone alla robustezza ostentata dal divo australiano, è perfetto e meraviglioso comprimario. La nebbia, le tempeste, gli animali delle Galapagos (colta digressione del regista, visto che nel romanzo originale di O'Brien questo particolare resta appena accennato) diventano protagonisti al pari degli attori in carne ed ossa. Master & Commander resta un film difficile, aspro, duro sia per gli interpreti che per gli spettatori. I primi, sfiancati da una lavorazione che li ha costretti per mesi in mezzo al mare (M&C è il film con maggiore presenza "acquatica" dai tempi di Waterworld), mostrano realisticamente il segno delle fatiche ad ogni inquadratura; il pubblico riceve un numero enorme di segni e significati nel corso delle due e passa ore di proiezione: dal superficiale aspetto di film bellico, a quello dell'ossessione personale (I duellanti docet), da quello naturalistico e ambientalista (forse la parte meno riuscita del film, ma comunque apprezzabile per come si incastona nel flusso della storia) a quello umano:una storia di uomini fatta da uomini.
Un grande Russell Crowe, per un film che ci inonda di emozioni. Sembra di vivere sul suo galeone, sembra quasi di sentire sul viso il vento che sibila fra le vele. Sebbene tratti di una battaglia navale, si lascia guardare. L'astuzia e la strategia prendono il posto delle solite scene di arrembaggio degli altri film a tema. Bello! Sì...mi è piaciuto proprio molto! Per gli amanti del [...] Vai alla recensione »
Grande, grande. Master & Commander - Sfida ai confini del mare di Peter Weir, tratto dal romanzo di Patrick O'Brian pubblicato da Longanesi, non è soltanto un bellissimo film d'avventure di guerra e di mare: è pure etico e romantico, una lezione alla puerilità e alla cialtroneria della maggior parte del cinema corrente, una evocazione affascinante di valori desueti (coraggio, patriottismo, senso dell'onore [...] Vai alla recensione »