In My Country

Film 2003 | Drammatico 100 min.

Titolo originaleCountry of My Skull
Anno2003
GenereDrammatico
ProduzioneGran Bretagna, Sudafrica
Durata100 minuti
Regia diJohn Boorman
AttoriSamuel L. Jackson, Juliette Binoche, Brendan Gleeson, Menzi Ngubane, Nick Boraine Lionel Newton, Sam Ngakane.
MYmonetro 2,63 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di John Boorman. Un film con Samuel L. Jackson, Juliette Binoche, Brendan Gleeson, Menzi Ngubane, Nick Boraine. Cast completo Titolo originale: Country of My Skull. Genere Drammatico - Gran Bretagna, Sudafrica, 2003, durata 100 minuti. - MYmonetro 2,63 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una giornalista indaga sulla violazione dei diritti durante l'apartheid. In Italia al Box Office In My Country ha incassato 870 mila euro .

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Consigliato nì!
2,63/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,13
CONSIGLIATO SÌ
Un film contro l`apartheid privo di forza narrativa.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Un giornalista americano si reca a Città del Capo per seguire i lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione promossa dal governo Mandela. Ha così modo di rendersi conto direttamente delle violazioni dei diritti perpetrate durante l`apartheid. Conosce la giornalista radiofonica e poetessa Anna. L'americano ne è attratto e respinto al contempo: è una bianca e quindi appartiene agli oppressori ma lo attrae come donna e come personalità progressista. C'era una volta John Boorman si potrebbe dire. Ora sembra non esserci più. Perchè questo film (che ha l`indubbio merito di avere scelto di raccontare a chi ne è ignaro la via pacifica al cambiamento istituendo una Commissione mirante non a punire ma a far emergere i crimini commessi per poterli denunciare senza spargimento di sangue) è edulcorato oltre ogni limite. La Binoche ci offre le stesse espressioni regalateci in Chocolat. Peccato che là fossero funzionali e qui no. La storia d`amore fra lei e Samuel L. Jackson serve indubbiamente per arrivare al grande pubblico ma annacqua tutte le buone intenzioni che il regista poteva avere.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Scritto da Ann Peacock dal libro Country of My Skull di Antjie Krog. È il 1° film sul Sudafrica dopo l'apartheid (1948-91) che arriva in Italia, il 1° che racconta una vicenda legata alla TRC (Commissione per la verità e la riconciliazione), voluta da Nelson Mandela e dall'arcivescovo Desmond Tutu (premio Nobel per la pace 1984), che operò dal dicembre 1995 all'estate 1998. Furono 1163 gli incriminati per omicidi e torture che, dopo avere ammesso la propria colpevolezza in presenza delle vittime o dei loro parenti dichiarando di avere agito per ordini superiori, furono amnistiati in base al principio dell' ubuntu , secondo cui l'altro è una parte di noi stessi e viceversa. Come mostra il film - di cui sono i passaggi più intensi e significativi - le udienze della TRC, rese pubbliche alla radio, presero la forma di riti catartici collettivi. Per un giornalista afroamericano del Washington Post e una scrittrice "afrikaans" (lingua derivata dall'olandese parlato dai boeri) che lavora per una radio locale, entrambi sposati, le udienze sono l'occasione per mettere a confronto i pregiudizi dell'uno e il senso di colpa dell'altra, conoscersi, avvicinarsi, consumare un appassionato adulterio.... Nonostante le intenzioni di un simbolismo analogico, nella 2ª parte questo caso privato occupa troppo spazio, è raccontato in modi convenzionali e finisce per prevaricare sul tema collettivo e storico. Il diseguale Boorman non è mai stato un poeta d'amore, sempre a disagio con i personaggi femminili. Qui non ha controllato l'eccessiva emotività recitativa della Binoche.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Mentre le cronache quotidiane da Bagdad ci tolgono ogni residua illusione, mettendoci dinanzi all'atroce attualità della tortura e dell'umiliazione programmata di esseri umani, un film come In my country arriva a proposito. E' ambientato nel Sudafrica del 1995, anno in cui furono istituite (per volere di Nelson Mandela e dall'arcivescovo Desmond Tutu) le "Commissioni per la verità e la riconciliazione". [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Realizzato dal britannico John Boorman, sempre interessato a indagare il rapporto fra uomini di diverse etnie e mentalità, In My Country è un film di cui si vorrebbe dire il meglio possibile. Si svolge infatti nel Sudafrica appena liberato del 1995, dove per volere del presidente Nelson Mandela e dell'arcivescovo Desmond Tutu venne istituita una «Commissione per la verità e la riconciliazione» ispirata [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

C’era una volta il Sudafrica deIl'apartheid. Dall'incubo al sogno: dalla rigida e odiosa separazione razziale al tentativo di riconciliazione, alla realtà di un Paese che cerca di porsi come guida dell'intero Continente. Una storia difficile, un cammino impervio e insieme esaltante, quello raccontato da In my country, di Jonn Boorman. Un film che vuole documentare un fondamenta- le passaggio storico, [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Non sapevamo...», tenta di giustificarsi la afrikaner Anna Malan (Juliette Binoche), quando volgono alla fine le udienze della Truth and reconciliation commission (la Trc voluta da Nelson Mandela nel 1995, e presieduta per oltre 2 anni dall'arcivescovo anglicano Desmond Tutu). Di fronte alla giornalista bianca c'è l'afroamericano Langston Whitfield (Samuel L.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

A dieci anni dalla fine dell’apartheid in Sudafrica, arriva un film che racconta il momento più difficile: quello che venne subito dopo. Dopo tanti orrori il rischio di guerra civile era altissimo. Per scongiurarlo, come si ricorderà, il neopresidente Nelson Mandela e l’arcivescovo Desmond Tutu escogitarono uno strumento azzardato quanto geniale: la Commissione per la Verità e la Riconciliazione.

Lorenzo Buccella
L'Unità

Ecco l’atteso ritorno di un grande maestro come John Boorman che con il suo Country of my Skull porta i fari dell’attenzione su una delle nazioni più violentate dalla storia. Il Sudafrica, di cui ricorre il decennale dalla liberazione e che proprio in virtù di questo anniversario striscerà più volte gli schermi tedeschi della kermesse. Un bisturi visivo, quello di Boorman, che ci riporta indietro [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Dieci anni fa, finita in Sud Africa la vergogna dell’apartheid, vi venne istituita una «Commissione per la verità e la Riconciliazione» di fronte alla quale le vittime o i loro parenti, incontrandosi faccia a faccia con i carnefici di ieri, se potevano constatarne il pentimento, concedevano loro una sorta di perdono definito, secondo le tradizioni africane, «ubuntu».

Dario Zonta
L'Unità

In my Country è il primo film che racconta le vicende legate alla Commissione per la verità e la riconciliazione del Sudafrica. A servire «questo» tema sono stati chiamati: un regista su commissione, John Boorman (di talento solo quando ispirato, come con Un tranquillo week end di paura); una sofisticata attrice francese d’aspirazione hollywoodiana (Juliette Binoche); una star afroamericana, professionista [...] Vai alla recensione »

Fulvia Caprara
La Stampa

Juliette Binoche, figlia di un'attrice e di uno scultore, è la diva francese che ha colpito al cuore il pubblico americano grazie al ruolo, premiato con l'Oscar, dell'infermiera nel «Paziente inglese». In Country of My Skull, il film di John Boorman presentato ieri alla Berlinale, è Anna Malan, poetessa «afrikaner» incaricata di seguire per le radio del Sud Africa i lavori della «Commissione verità [...] Vai alla recensione »

Pier Maria Bocchi
Film TV

Ecco uno di quei film di cui fa male parlar male. E non so'tanto perché si tratta di un cineasta che abbiamo amato tanto. In My Country possiede evidenti intenti onorabilissimi: la ricostruzione dei processi per la verità e la riconciliazione che presero luogo nel 1995 a Città del Capo e dintorni sui crimini commessi durante l'Apartheid. Le questioni sono spinose: la confessione può di per sé essere [...] Vai alla recensione »

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