Bowling a Columbine

Film 2002 | Documentario 120 min.

Titolo originaleBowling for Columbine
Anno2002
GenereDocumentario
ProduzioneUSA
Durata120 minuti
Regia diMichael Moore
AttoriMichael Moore .
TagDa vedere 2002
MYmonetro 3,61 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Michael Moore. Un film Da vedere 2002 con Michael Moore. Titolo originale: Bowling for Columbine. Genere Documentario - USA, 2002, durata 120 minuti. - MYmonetro 3,61 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Prendendo spunto dalla strage della Columbine High School, Moore realizza un documentario sull'uso delle armi in America. In Italia al Box Office Bowling a Columbine ha incassato 628 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,17
CONSIGLIATO SÌ
Il documentario che ha scosso la coscienza degli americani con tesi provocatorie ma senza rinunciare all'entertainment.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

In una banca del Michigan ai clienti più fedeli si regala una pistola. Un gruppo di 'onesti cittadini' organizza campi di addestramento paramilitare per esercitare il diritto di difendersi. Un'intervista a James Nichols che fabbrica bombe. Queste sono le premesse che conducono alla rievocazione della tragedia verificatasi alla Columbine High School dove, nell'aprile 1999, quando i due studenti Erik e Dylan hanno fatto irruzione armati nella scuola provocando una strage.
Inizia così il documentario destinato a scuotere le coscienza degli americani anche se con la consapevolezza della difficoltà di convincere la maggioranza della popolazione ad orientarsi a un maggiore controllo nella detenzione delle armi. Moore utilizza uno stile che sta progressivamente affinando: il suo obiettivo è realizzare un film a tesi provocatorio che al contempo non rinunci all'entertainment. Se il titolo, dovendo essere di richiamo, rimanda a un evento a tutti noto, il fil rouge che attraversa l'opera è decisamente più complesso.
Moore si interroga, tra interviste, materiali di repertorio e ironia, sul perché un numero considerevole di suoi connazionali si senta in qualche misura legittimato a far uso delle armi. Non è il possesso delle stesse che ne impone l'utilizzo. Anche in Canada le persone sono armate ma l'incidenza del crimine è assolutamente imparagonabile con quella degli States. Se anche la visione di film violenti non giustifica questo tipo di trend (anche nel resto del mondo si vede questo tipo di prodotti ma le statistiche sui delitti a mano armata non hanno esiti preoccupanti come quelle americane) allora la risposta va cercata più a fondo.
Moore prova a farlo mantenendo alto il livello della polemica senza mai retrocedere. Neppure dinanzi a Charlton Heston (presidente della National Rifle Association) che all'indomani della strage di Columbine manifestava a favore dell'uso delle armi. Il loro non incontro dà luogo a una sequenza indimenticabile.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Come Roger & Me (1989), è un itinerario, occultato dai mass media, attraverso gli Stati Uniti, un paese impregnato di violenza e di paura e ossessionato dalle armi da fuoco. Il titolo rimanda a due fatti di cronaca nera: il massacro, avvenuto il 20-4-1999, alla Columbine High School di Littleton (Colorado) per mano di due studenti dotati di armi automatiche che uccisero 12 studenti, un professore e sé stessi; e l'uccisione di 3 persone in un bowling della stessa città. Documentario anomalo e dirompente, passa per la presenza fisica del suo corpulento autore che con quieta e implacabile sicurezza scopre il suo punto di vista etico di investigatore, giudice e testimone accumulando informazioni, interviste, raffronti, persino disegni animati e tingendo lo sdegno della denuncia di ironia e sarcasmo. Esemplare è la sequenza della visita a Charlton Heston, portavoce della potente National Rifle Association che da più di un secolo sostiene i produttori di armi e i loro clienti: i confini tra fiction e non fiction tendono qui a scomparire. In questo suo film di denuncia sociopolitica, dunque parziale, M. Moore tocca vari temi: la cultura della paura, alimentata dai mass media, e trasformata in psicosi dopo l'11 settembre 2001; il razzismo esplicito o strisciante; i fantasmi delle origini storiche (guerre indiane, schiavismo, guerra civile); la lunga serie degli interventi armati, diretti o indiretti, negli altri paesi. Dopo Il mondo del silenzio (1956), è il solo documentario di lungometraggio messo in concorso al Festival di Cannes. Giudicato il miglior documentario di tutti i tempi dalla International Documentary Association di Los Angeles. Oscar per il miglior documentario. Costato 3 milioni di dollari, ne ha incassati 120.

Tutte le recensioni de ilMorandini
CONSULTALO SUBITO
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 31 agosto 2013
Filippo Catani

Prendendo spunto dalla terribile tragedia che sconvolse la Columbine School, Micheal Moore indaga sul dilagare delle armi da fuoco negli USA e sulla spirale di violenza che li attraversa. Da noi aprendo un conto in banca possono regalarti una bicicletta o un ipad; negli USA si può ottenere un "meraviglioso" fucile di precisione che non sbaglia un colpo come ribadisce euforico l'addetto [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 luglio 2009
nickcastle91

Michael Moore dopo vari programmi televisivi riapproda al cinema con solo un documentario cinematografico alle spalle(Roger & me). Oggi si può tranquillamente dire che per il tema trattato è il documentario meglio realizzato e formalmente perfetto che sia mai stato girato. Probabilmente è il migliore della sua carriera fino ad oggi(e probabilmente di sempre, nonostante anche gli altri suoi documentari [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 luglio 2014
cineman94

Non sono mai stato un grande fan dei documentari, non avendo mai suscitato realmente il mio interesse. Avendo però sentito parlar bene di questo ho deciso di recuperarlo non rimanendone deluso. Quello in questione utilizza l'incipit della strage del 1999 alla Columbine High School per portare avanti un discorso tanto legato alla sopracitata vicenda quanto un tema, negli USA soprattutto, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 ottobre 2012
Alex41

Uno dei documentari più intelligenti, inquietanti, reali e interessanti mai realizzati. Michael Moore realizza un'impresa molto rischiosa, ovvero attaccare l'America sul lato della violenza, delle armi, fino al massacro alla Columbine High School, raccontato con grande delicatezza ma estremo realismo. Una sceneggiatura geniale, ironica e spietata nello stesso tempo, Michael Moore realizza [...] Vai alla recensione »

domenica 17 gennaio 2010
Luca Scialo

Il docufilm che dà a Moore la grande popolarità e lo proietta verso altri docufilm accurati e credibili. Nella fattispecie, il regista americano critica la libertà concessa in America di poter tenere un'arma con troppa facilità, e il sistema di terrore e insicurezza che fomenta il mercato delle stesse.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Il regista del Michigan che distrusse l'onore della General Motors con Roger and Me, contro-storia dello smantellamento della città-fabbrica di Flint, torna a interrogarsi nel suo modo sarcastico sui mali dell'America, prima e dopo l'11 settembre. Partendo dalla Columbine High School, Colorado. Nel `99 due teenager, armi automatiche in pugno, uccisero dodici compagni, più un professore.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

A Washington il presidente americano lancia proclami di guerra contro l´Iraq e il resto del mondo islamico, a Washington il serial killer americano senza volto nè nome ha ammazzato la sua nona vittima: non c´è momento più adatto per vedere Bowling a Columbine di Michael Moore, appassionato documentario-pamphlet sull´uso delle armi negli Stati Uniti e sul diritto di possedere armi che la Costituzione [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Sul valore squisitamente politico di Bowling a Columbine ci siamo ampiamente diffusi nei giorni scorsi, registrando anche il successo di pubblico che il film sta riscuotendo in America. Ma nel momento in cui esce anche in Italia, vale la pena di ritornare sull'opera in sé, magari partendo dall'autore, Michael Moore. Non si tratta di un semplice regista.

Silvio Danese
Quotidiano.net

Michael Moore è l'unico cineasta al mondo che può permettersi di fare un documentario e vederlo uscire nelle sale, premiare ai festival e tirar su dei soldini. È ironico, informato, fa critica sociale fuori dalla politica delle fazioni. Dopo il libello sulla General Motors, Roger & Me, negli Stati Uniti l'establishment lo considera un pericolo pubblico.

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