Il tempo dei cavalli ubriachi

Film 2000 | Drammatico 80 min.

Titolo originaleZamani barayé masti asbha
Anno2000
GenereDrammatico
ProduzioneIran
Durata80 minuti
Regia diBahman Ghobadi
AttoriNezhad Ekhtiar-Dini, Amaneh Ekhtiar-Dini, Madi Ekhtiar-Dini, Ayoub Ahmadi .
TagDa vedere 2000
MYmonetro 3,84 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Bahman Ghobadi. Un film Da vedere 2000 con Nezhad Ekhtiar-Dini, Amaneh Ekhtiar-Dini, Madi Ekhtiar-Dini, Ayoub Ahmadi. Titolo originale: Zamani barayé masti asbha. Genere Drammatico - Iran, 2000, durata 80 minuti. - MYmonetro 3,84 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Kurdistan iraniano, nei pressi del confine iracheno. Cinque fratelli e una sorella vivono ai limiti della sopravvivenza. Uno dei fratelli è gravemente... Il film è stato premiato al Festival di Cannes, Al Box Office Usa Il tempo dei cavalli ubriachi ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 573 mila dollari e 42,2 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,84/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,34
CONSIGLIATO SÌ
Il dolore nello sguardo degli ultimi.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Kurdistan iraniano, nei pressi del confine iracheno. Cinque fratelli e una sorella vivono ai limiti della sopravvivenza. Uno dei fratelli è gravemente ammalato e il medico dice che deve essere operato in tempi brevi se vuole sperare di poter sopravvivere. Nonostante gli sforzi del fratello maggiore che si impegna nei lavori più duri per racimolare il denaro, la somma è inarrivabile. La sorella accetta allora di sposare un iracheno che ha promesso di aiutarla finanziariamente per curare il fratello ma, al momento di passare il confine, la famiglia dello sposo respinge il malato dandogli come indennizzo un cavallo. Il tempo ormai stringe e il fratello maggiore decide di darsi al contrabbando. È un film dolente quello del primo regista curdo iraniano che giunge a realizzare un lungometraggio. C'è l'attenzione all'inquadratura (mutuata da Kiarostami di cui è stato assistente), ma anche la passione per il dolore dei più deboli. Anche quando si tratta di animali. Perché il titolo si riferisce al fatto che i contrabbandieri, per far resistere i cavalli al freddo e alla fatica, aggiungono alcol alla biada. E se le dosi sono sbagliate i cavalli si ubriacano soffrendo molto. Da vedere. Se si ama il cinema iraniano.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nel Kurdistan, ai confini tra Iran e Iraq, vive un gruppo di cinque orfani. Ayoub accetta qualsiasi lavoro, anche illegale e rischioso come il contrabbando, per far operare il fratello Madi, affetto da nanismo; la sorella grande subisce un matrimonio combinato. Straordinario e crudelissimo film sull'infanzia rapinata che si stacca dal cinema iraniano di Kiarostami e Co. anche perché ne è autore un curdo esordiente, giustamente premiato con la Caméra d'Or a Cannes 2000. Difficili da dimenticare il bianco della neve e gli occhi di Madi, il suo corpicino rattrappito dentro un impermeabile giallo. "Una storia che inizia e procede da tempo immemorabile; si ripete ... a macchie geografiche (in Cina, a Taiwan, in Sudamerica, in Africa)" (R. Censi). Nasce dalla dialettica tra documentarismo crudo e raffinatezza figurativa, e raggiunge una dimensione tragica che fa star male. Girato con gli abitanti delle città di Sardb e Bané.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 22 aprile 2014
stefano capasso

“Il tempo dei cavalli ubriachi” è un film che descrive in modo minuzioso come è regolata la vita in un villaggio montano di confine tra Iran e Iraq. Si tratta di situazioni davvero estreme. Il territorio, il clima, fa cosi freddo che si da alcol persino ai cavalli (da qui il titolo), la povertà, il costante pericolo delle imboscate che occorrono nel confine tra [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Nelle terre infelici del Kurdistan anche gli animali soffrono. Stracariche di merci di contrabbando, le bestie da soma si sfiniscono lungo sentieri appena tracciati, tra montagne perennemente innevate e battute dal vento, fiancheggiando dirupi spaventosi. Se patiscono i quadrupedi, figurarsi gli uomini. Un’umanità schiacciata dal destino, ma allo stesso tempo di una fierezza invincibile, quella meravigliosa [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Se nel panorama contemporaneo esiste un cinema esotico nel senso vero del termine, è quello iraniano. Non esiste agenzia al mondo tanto folle da organizzare un viaggio come quello che ci propone il regista Bahman Ghobadi di Il tempo dei cavalli ubriachi, trasportandoci con vigore neorealista nell'aspro paesaggio del Kurdistan iraniano ai confini con l'Iraq.

Bruno Fornara
Film TV

Un film coperto di premi a Cannes: Caméra d'or come miglior opera prima (ex aequo con un altro film iraniano) e premio Fipresci della critica internazionale. Iraniano di etnia curda, Bahman Ghobadi, assistente di Kiarostami per Il vento ci porterà via e attore in La mela di Samira Makhmalbaf, sa raccontare con forza cinematografica e umana pietà le storie del suo popolo.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il regista debuttante Bahman Ghobadi, 32 anni, primo film-maker curdo iraniano, ex aiuto regista di Abbas Kiarostami, attore nel film di Samira Makhmalbaf Lavagne, racconta una storia vera straziante e interessante sulla gente che contrabbanda merci al confine tra Kurdistan iraniano e Kurdistan iracheno. Una famiglia composta da cinque fratelli e sorelle vive ai limiti della sopravvivenza; per curare [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

C'è un'aria di famiglia nel Tempo dei cavalli ubriachi, struggente odissea equestre vincitrice della Caméra d'Or come miglior opera prima a Cannes. Il regista debuttante infatti, Bahman Ghobadi, ha fatto l'assistente per Kiarostami e appartiene al clan dei Makhmalbaf: è attore nell'ultimo film di Samira, Lavagne e il suo ci riporta negli stessi luoghi di quello, la frontiera curda tra Iran e Iraq dove [...] Vai alla recensione »

Sandro Rezoagli
Ciak

Bahman Ghobadi, 31 anni, è il primo regista curdo iraniano a guadagnare la ribalta internazionale. Cineasta totale, ha scritto, prodotto e diretto il suo primo film dopo una serie di corti, l'aiutoregia con Abbas Kiarostami per Il vento ci porterà via e l'interpretazione del maestro con la lavagna sulle spalle nel film di Samira Makhmalbaf. Felice, emozionante debutto, garantito anche dalla Caméra [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Rannicchiati in un angolo del furgone che li riporta al loro villaggio, al di là del confine, Amaneh (Amaneh Ekhtiar-Dini) e Ayoub (Ayoub Ahmadi) scaldano con i propri corpi il fratello Madi (Madi Ekhtiar-Dini). Amaneh lo bacia con tenerezza e Ayoub, protettivo, gli accarezza i capelli. È questa una delle immagini più tenere e dolorose di Il tempo dei cavalli ubriachi (Zamani barayé masti asbha, Iran [...] Vai alla recensione »

winner
camera d'or
Festival di Cannes
2000
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