Violent Cop

Film 1989 | Poliziesco 104 min.

Regia di Takeshi Kitano. Un film Da vedere 1989 con Takeshi Kitano, Maiko Kawakami, Makoto Ashikawa, Shirô Sano, Sei Hiraizumi. Cast completo Titolo originale: Sono otoko, kyobo ni tsuki. Genere Poliziesco - Giappone, 1989, durata 104 minuti. - MYmonetro 3,63 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un poliziotto litigioso è duro con gli aspiranti, violento nelle azioni. I suoi capi non riescono a tenerlo a freno. In famiglia vive il dramma di una...

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Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
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Il debutto da regista di Kitano, con un poliziesco siegeliano nero come la pece.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Azuma è un poliziotto che ricorre alla violenza per dirimere ogni questione. Durante le indagini su una banda di narcotrafficanti emerge il coinvolgimento di un collega e amico di Azuma, Iwaki. Quando questi si suicida ha inizio la vendetta implacabile di Azuma contro la gang, condotta senza esclusione di colpi.
Il biglietto da visita con cui Kitano Takeshi regista si presenta su grande schermo è il più sgradevole e urtante possibile. E in assoluto il più lontano dall'immagine televisiva di show man e conduttore di spettacoli a base di comicità demenziale ed eccessi assortiti che fin lì lo aveva accompagnato. Per immaginare l'impatto destabilizzante del debutto di Kitano sul pubblico giapponese occorre pensare a Claudio Lippi o a Paolo Bonolis che improvvisamente girano e interpretano un film alla maniera di Clint Eastwood. O meglio, alla maniera di Don Siegel con Eastwood protagonista, o di John Boorman con Lee Marvin: Ispettore Callaghan: il caso "Scorpio" è tuo!!, Senza un attimo di tregua e un lungo fil rouge di capisaldi action, basati su un punto di vista completamente maschile e su regolamenti di conti che seguono un codice d'onore totalmente avulso dalle leggi dell'uomo, così come dalla morale comune. Kitano ne recupera l'essenza, lo stile secco ed essenziale, alzando quel tanto che basta l'asticella del filmabile e del nofuture perennemente sotteso al sottogenere revenge del film noir-poliziesco.
Kitano interpreta un poliziotto - fatto che non capiterà più nel prosieguo di carriera, mentre spesso indosserà i panni dello yakuza - che ricorre ben presto alla violenza per risolvere le questioni, costantemente convinto di essere nel giusto. Ma nel mondo totalmente nichilista di Violent Cop, in cui regnano corruzione, droga e immoralità, non ci sono modi sensati di difendere la legge che non passino da una violazione della stessa. L'osservanza cieca e stolta dei costumi della tradizione nipponica, praticata dal resto del corpo di polizia, non può nulla contro criminali che di quell'insegnamento hanno scientemente fatto tabula rasa.
Una visione del mondo in parte mutuata dal regista che avrebbe dovuto dirigere originariamente Violent Cop, quel Fukasaku Kinji che ha segnato l'epoca d'oro dello yakuza eiga e che rappresenta il punto di riferimento indiscusso per il primo Kitano regista (i ragazzini criminali dell'incipit sembrano proprio anticipare il tema del Battle Royale di Fukasaku). In seguito il cinema del regista giapponese si arricchirà e si colorerà di nuovi aspetti, specie farseschi, ma da un punto di vista strettamente action raramente si avvicinerà alla perfezione asettica di Violent Cop. La sequenza del lungo inseguimento in auto e poi a piedi (e infine nuovamente in auto) è degna del Friedkin di Il braccio violento della legge, ma in generale non esiste un'inquadratura ovvia o scontata che caratterizzi le molte scene d'azione. "Sono tutti pazzi", chiosa in maniera emblematica uno dei personaggi nell'epilogo, già consapevole dell'inutilità di tanta violenza, vendette e ritorsioni, mai in grado di scalfire le granitiche fondamenta di una società fondata sull'ingiustizia. E destinata a prosperare in questo senso nonostante gli sforzi di un giustiziere isolato e autonominatosi tale.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Il poliziotto Azuma (Kitano) della Squadra Omicidi è un duro: indisciplinato verso i superiori, rude con le reclute che scozzona senza seguire il regolamento, poco rispettoso delle forme nel praticare il mestiere. Quando scopre che un superiore ha le mani in pasta nel traffico di droga, dà fuori di testa. Dalla sceneggiatura di un poliziesco come tanti, Kitano, al suo esordio di regista, cava un film anomalo, stilisticamente eccitante sino alla provocazione, imperniato su una figura di "perdente", che viola una delle regole principali del codice hollywoodiano del cinema d'azione. Non aveva tutti i torti Variety a definirlo: "Il tempo lento e l'aspetto arty lo rendono adatto agli appuntamenti con i festival".

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 29 giugno 2010
Paola Di Giuseppe

“Una violenza dolorosa, improvvisa e spaventosa che non fa venire voglia di imitarla, ma di fuggirne” dice Kitano di quella che intride i suoi film, questo in particolare, dalla prima all’ultima sequenza. 
Violenza mai fine a sé stessa. Quello che rimane, mentre scorrono i titoli di coda, è la sensazione di aver assistito ad una tragedia, e la catarsi è identica.

domenica 18 luglio 2010
Luca Scialo

Azuma è in poliziotto che pratica principalmente in un quartiere difficile e malfamato. Per i suoi modi "indipendenti" di agire, viene trasferito e affiancato da un giovane collega ancora acerbo e inesperto. I suoi modi di lavorare però non mutano, anzi, quando viene a sapere che un suo collega è immischiato in un traffico di droga, diventa ancora più spietato. [...] Vai alla recensione »

domenica 21 agosto 2016
ilsettimosamurai

L'innovazione principale del cinema di Kitano è Kitano stesso. Nell'insieme dei suoi film si è costruito un personaggio che  lo rappresenta, pezzo per pezzo. Non importa che prima facesse il presentatore e il comico (non ho mai visto un suo spettacolo); l'esposizone è sincera. Kitano ce lo mostra con i suoi tic, le sue tenerezze, i suoi odi.

Frasi
Non hai fatto niente ....neanch'io ho fatto niente
Azuma (per Beat Takeshi) (Takeshi Kitano)
dal film Violent Cop - a cura di pac
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