| Titolo originale | The Terminator |
| Anno | 1984 |
| Genere | Fantascienza |
| Produzione | USA |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | James Cameron |
| Attori | Michael Biehn, Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton, Lance Henriksen, Paul Winfield Bill Paxton, Rick Rossovich, Earl Boen, Dick Miller, Bess Motta, Bruce M. Kerner, Franco Columbu, Shawn Schepps, Brad Rearden, Brian Thompson. |
| Uscita | martedì 30 giugno 2015 |
| Tag | Da vedere 1984 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,44 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 ottobre 2018
Argomenti: Terminator
Un colosso ed un giovane arrivano sulla Terra da una dimensione futura. Entrambi cercano una ragazza. Uno per ucciderla, l'altro per proteggerla.
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CONSIGLIATO SÌ
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1984. Un cyborg che proviene dal 2029 fa il suo arrivo a Los Angeles. Nel futuro la Terra, dopo un conflitto nucleare, è dominata da macchine che hanno preso il sopravvento sugli uomini. Questi, guidati da John Connor, cercano di resistere ma ora il loro compito si fa più arduo perché il cyborg inviato nel passato ha un compito ben preciso: 'terminare' Sarah Connor impedendole così di dare la vita a John ed eliminando così qualsiasi ipotesi di resistenza.
James Cameron stava combattendo per far uscire la propria versione di Piraña paura ( che non è rimasto negli annali della settima arte) quando ebbe la prima intuizione per questo film che invece ha avuto ben altro destino. Se gli americani, appassionati di classifiche, lo hanno inserito al 42° posto tra i 100 migliori horror e thriller e al 37° tra le migliori citazioni cinematografiche una ragione ci sarà. (A proposito della citazione sarà bene ricordare che l'ormai mitico "I'll be back" in Italia, per ragioni labiali di doppiaggio è diventato il molto meno mitico "Aspetto fuori").
Abituati ormai ad effetti speciali straordinari gli eventuali nuovi spettatori di Terminator su grande schermo a 31 anni di distanza potrebbero legittimamente chiedersi che cos'abbia di straordinario questo film. Quante altre situazioni simili si sono viste negli anni? Molte. Ma quella era la prima così come era la prima volta che Arnold/Conan vedeva la sua scarsa espressività mimica messa a disposizione di un ruolo che di quel punto debole faceva la propria forza consentendogli di pronunciare solo un pugno di battute perché tutto veniva affidato alla sua minacciosa presenza. La fusione di tecnologia e di umanità, l'importanza della dimensione temporale, la stessa storia d'amore venivano fatte convivere (pur con qualche ripetitività esplicativa di troppo) convergendo verso un finale ad altissima tensione. Non dimenticando anche un ammiccamento cinefilo. Perché quando il Terminator si taglia via dall'orbita l'occhio ormai menomato la memoria non può non andare ad un altro film che, in altra epoca e con altro impatto, fece sensazione:
Schwarzenegger è una delle massime esternazioni del nostro tempo, non solo del cinema; programmato con la stessa attenzione dei personaggi che rappresenta nei film. E raramente un'operazione è riuscita meglio. Partito come un ex culturista buono solo per quei ruoli, l'attore è diventato un portatore di grandi significati. Per lui è intervenuta anche l'intelligenza senza le virgolette definendolo addirittura una delle grandi meraviglie dell'era contemporanea. Naturalmente c'erano delle qualità. Se non fosse stato per la sua duttilità e intelligenza, Schwarzy non sarebbe riuscito a superare i ruoli di personaggi alla Van Damme, Lundgren, Seagal, gente da cazzotti e arti marziali. Invece è il simbolo di certi valori del nostro tempo, irreali, futuristici, ma presentissimi. Ma poi eccolo portatore di una comunicazione positiva, per certi versi persino didattica, come nel Poliziotto alle elementari. Arnold è stato addirittura attore comico in Gemelli, campione fumettistico in Predator, ha ironizzato su se stesso in Danko. Ma alla fine la prima identificazione di Schwarzenegger è il robot Terminator. Questi fa parte di un futuro in cui gli uomini sono in guerra con le macchine. Dunque "ritorna" sulla terra nel 1984 per uccidere la madre dell'uomo destinato, in futuro, a sconfiggere i robot. La donna è aiutata da un umano che deve appunto vedersela col bionico Terminator, che è una macchina perfetta, con armi letali e computer incorporati. Una volta ferito si sostituisce tranquillamente gli arti. Non solo, ma ha la capacità di risorgere dalle sue ceneri. Viene mutilato, bruciato, scarnificato, ogni volta riprende la sua caccia. Alla fine è diventato un puro scheletro di metallo, ma sempre teso alla sua missione di uccidere. Terminator è dunque una parola acquisita dal cinema moderno, una sorta di riferimento indispensabile se vogliamo, riconfermato da Terminator 2del 1991, una delle produzioni più costose e di maggior successo di pubblico della storia del cinema.
L'inizio del film con quella cupa voce narrante ci introduce un futuro apocalittico in cui le macchine hanno preso il sopravvento, non riconosciamo più quello che è il nostro mondo, tutto ciò da subito un tono di forte impatto al film. Arnold interpreta il ruolo di un cyborg programmato per uccidere, un personaggio che trasmette al meglio quel futuro nefasto, un futuro spietato e senza speranza per [...] Vai alla recensione »
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