Il marchese del Grillo

Film 1981 | Commedia 133 min.

Regia di Mario Monicelli. Un film Da vedere 1981 con Alberto Sordi, Caroline Berg, Andrea Bevilacqua, Flavio Bucci, Giorgio Gobbi. Cast completo Genere Commedia - Italia, Francia, 1981, durata 133 minuti. - MYmonetro 3,39 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 5 gennaio 2021

Il marchese del Grillo, degno esponente della nobiltà romana ottocentesca, è cameriere segreto di papa Pio VII, ma, per sfuggire alla noia, spesso frequenta bettole e osterie. Ha vinto 4 Nastri d'Argento, ha vinto 2 David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino,

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Consigliato sì!
3,39/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,78
CONSIGLIATO SÌ
La più celebre maschera di Sordi irride gaudente ai privilegi e le iniquità di una società classista.
Recensione di Edoardo Becattini
Recensione di Edoardo Becattini

Agli inizi del XIX secolo, in una Roma minacciata dalle campagne napoleoniche vive il marchese Onofrio del Grillo, guardia nobile dello stato papale dall'indole goliardica e lazzarona. Le sue giornate cominciano sempre tardi al mattino, con i servi del palazzo costretti a non fare rumore fino al suo levarsi, e sono improntate all'organizzazione di scherzi e alla frequentazione di bettole, bische clandestine e di giovani popolane senza grazia. Il suo edonismo senza remore e le sue provocazioni ingiuriose nei confronti di mendicanti, papi e consanguinei, proseguono liberamente fino al giorno in cui Napoleone invade lo Stato Pontificio e i francesi entrano a Roma. L'incontro con una giovane e bellissima attrice, gli fa per la prima volta pensare di poter abbandonare Roma per Parigi.
Dopo il Medioevo de L'armata Brancaleone, il ritorno al passato pre-novecentesco e alla commedia in costume da parte di Mario Monicelli sancisce il passaggio agli anni Ottanta e il definitivo tramonto della commedia all'italiana. La risposta diretta all'autarchia artigianale di Nanni Moretti e allo scacco della nuova gioventù romana si veste degli abiti sontuosi e della costosa produzione de Il marchese del Grillo. Prendendo ispirazione da una figura storica realmente esistita nella Roma papalina, Monicelli (con Bernardino Zapponi, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e Tullio Pinelli) costruisce l'altra faccia del borghese piccolo piccolo meschino e giustiziere attraverso un nobile arrogante, perfetto interprete e precursore della decadenza romana. Colto e volgare, ruffiano e prevaricatore, crudele e generoso, Onofrio del Grillo è il trionfo delle maschere di Alberto Sordi, il parossismo di un'italianità arrogante, gaudente e sorniona. All'attore romano, il regista consacra completamente una grossa produzione costruita come un insieme di quadri senza inizio né conclusione (non a caso, il film comincia e finisce con il marchese che regge la portantina di Papa Pio VII), un'antologia di episodi che ritraggono la vita di un satiro di primo Ottocento perfettamente consapevole delle storture della società classista ("La vita è fatta a scale...", dice per giustificare le sue burle al Papa), ma troppo avvezzo al proprio potere e ai suoi privilegi per affrontare la questione senza ironia.
Fra cinismo e patetismo, crudeltà e accondiscendenza, Monicelli inscena ogni frammento come una sfida, una provocazione immorale che l'allegro marchese lancia verso tutti i personaggi che gli si muovono attorno: nobili e popolani, clericali e anticlericali, guardie e ladri. Zingarate e goliardia diventano così un mezzo di espressione "civile", più che un semplice passatempo per fuggire dalla mediocre realtà (come era invece in Amici miei), e il veicolo ideale per mettere in piazza privilegi e iniquità sociali si rivela essere ancora una volta la raffigurazione grottesca della caricatura e il linguaggio interclassista della saggezza e della comicità popolare. Sordi si carica di tutte le contraddizioni di una maschera piaciona intenta a desacralizzare ogni divisione sociale, arrivando a sdoppiarsi letteralmente nel finale in nobile marchese e in carbonaro umile e ubriacone. Animati dalla stessa lascivia e da un parlato ugualmente triviale, i due sosia sono le due anime di una medesima (im)moralità. Se una tale rappresentazione costituisca o meno un cattivo esempio (è ancora questa la nota querelle fra Monicelli e Moretti), l'unica risposta possibile è accettare le condizioni del marchese. Sì, ce lo meritiamo Alberto Sordi. Perché? Perché "io so' io e voi nun siete un cazzo!"

Sei d'accordo con Edoardo Becattini?
Una commedia in bilico tra storia e leggenda, cinismo e intelligenza.

Il marchese del Grillo, degno esponente della nobiltà romana ottocentesca, è cameriere segreto di papa Pio VII, ma, per sfuggire alla noia, spesso frequenta bettole e osterie. Una sera, proprio in uno di questi locali poco raccomandabili, il marchese incontra un umile carbonaio che gli assomiglia come una goccia d'acqua. È l'inizio di una divertente serie di equivoci.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 23 gennaio 2011
joker 91

trama forse un po banale per questo film ma l' intento del grAnde monicelli era senza ombra di dubbio quello di disegnare quel modo di vivere di un ricco nobile davanti al povero di tutti i giorni e di come il riccho se ne infischi dei guai del mondo,monicelli crea un personaggio su misura per alberto sordi che in un ruolo cosi non deve nemmeno recitare,lui è semplicemente perfetto ed questa [...] Vai alla recensione »

Frasi
...ma io so io, e voi non siete un ca**o.
Una frase di Il marchese Onofrio del Grillo duca di Bracciano; il carbonaio Gasperino (Alberto Sordi)
dal film Il marchese del Grillo - a cura di giulio
winner
miglior attore non protag.
Nastri d'Argento
1982
winner
miglior scenegg.ra
Nastri d'Argento
1982
winner
miglior scenogr.
Nastri d'Argento
1982
winner
migliori costumi
Nastri d'Argento
1982
winner
miglior scenogr.
David di Donatello
1982
winner
migliori costumi
David di Donatello
1982
winner
miglior regia
Festival di Berlino
1982
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