Viaggio in Italia

Film 1953 | Drammatico +16 79 min.

Anno1953
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata79 minuti
Regia diRoberto Rossellini
AttoriGeorge Sanders, Ingrid Bergman, Leslie Daniels, Anna Proclemer, Paul Müller, Lyla Rocco Maria Mauban.
TagDa vedere 1953
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,98 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Roberto Rossellini. Un film Da vedere 1953 con George Sanders, Ingrid Bergman, Leslie Daniels, Anna Proclemer, Paul Müller, Lyla Rocco. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1953, durata 79 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,98 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due coniugi giungono a Napoli per un'eredità. I rapporti fra i due sono freddi; nella loro unione i sentimenti non hanno mai avuto molta importanza.

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Consigliato assolutamente sì!
3,98/5
MYMOVIES 3,88
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,60
CONSIGLIATO SÌ
Un complesso viaggio interiore che consente di indagare sulle crepe che si sono insinuate nel rapporto coniugale.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Katherine e Alexander Joyce raggiungono Napoli da Londra. Debbono occuparsi della vendita di un immobile ereditato. Sono sposati da otto anni ma questa è di fatto la prima volta che si trovano per un periodo relativamente lungo da soli. Ciò fa nascere una serie di dissapori che consentono al non detto di emergere spingendoli progressivamente, tra una festa e una visita culturale, a pensare al divorzio.
Correva l'anno 1953 e mentre Ingmar Bergman portava sugli schermi Monica e il desiderio e Una vampata d'amore Roberto Rossellini proponeva a una critica attonita un film che oggi, se non temessimo di essere tacciati di eresia cinefila, potremmo definire inconsapevolmente bergmaniano (o era Bergman ad essere inconsapevolmente rosselliniano?). C'era poi un'altra persona di rilievo portatrice dello stesso cognome che era entrata in modo determinante (e per l'epoca 'scandaloso') nella vita del regista. Ingrid Bergman aveva segnato una sorta di connubio stretto tra la vita privata e il cinema. Incinta nella finzione e nella realtà inStromboli e nuovamente incinta quando interpreta il ruolo della madre in Europa '51 ora il suo rapporto con Rossellini attraversa un periodo di crisi. Ecco allora un film che sconcerta la critica italiana mentre attrae l'attenzione di quella d'Oltralpe . André Bazin lo assimila ad uno schizzo "in cui il tratto suggerisce più che dipingere compiutamente. Ma non bisogna confondere questa sicurezza di tratto con povertà o pigrizia" e aggiunge "Forse Rossellini è davvero più disegnatore che pittore, più narratore che romanziere; ma la gerarchia dei valori non sta nei generi, sta negli artisti".
Rossellini affronta il 'non detto' della vita di coppia inserendolo in un contesto che è l'opposto di quello del regista svedese. Alle algide atmosfere nordiche contrappone il rumore e la vitalità quasi primitiva di Napoli. Entrambi però indagano sulle crepe che si sono insinuate nel rapporto coniugale. Rossellini però, in un film inizialmente concepito senza sceneggiatura con le scene che vengono pensate e girate di giorno in giorno, dichiara esplicitamente lo stretto rapporto che vuole instaurare tra i personaggi e gli spazi attraversati. Le due prime battute sono "Dove siamo?" "Non te lo so dire" e sintetizzano perfettamente questo stretto connubio. Non si sa dove si è da un punto di vista logistico ma ancor di più da quello esistenziale. Il viaggio servirà a cercare di trovare un punto fermo per poter andare avanti e sembra individuarlo nel separarsi. Ma è lo spazio (inteso come luoghi, persone, memorie private e storiche) ad assumere un ruolo determinante influenzando le riflessioni della protagonista. Dinanzi alla freddezza e al distacco di Alexander, disinteressato nei confronti di quanto non sia legato al 'qui ed ora', Katherine oppone il bisogno di una ricerca che si fa percorso solo apparentemente turistico perché ogni luogo (dall'antro della Sibilla agli scavi di Pompei) assume il valore di una tappa di un complesso viaggio interiore nel corso del quale il rischio di perdersi e di perdere l'altro incombe ma non deve necessariamente prevalere.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
La riscoperta dell'amore tra due coniugi.

Una coppia di coniugi protestanti giunge a Napoli per un'eredità. I rapporti fra i due sono freddi; nella loro unione i sentimenti non hanno mai avuto molta importanza. Ma in Italia i due, per la prima volta, sono costretti a una severa analisi dei loro rapporti, dei problemi stessi dell'esistenza. Stanno quasi per divorziare quando, improvvisamente, assistendo a una processione riscoprono, con l'amore, un nuovo equilibrio.

VIAGGIO IN ITALIA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 10 gennaio 2016
"Joss"

I coniugi Joyce arrivano in Italia da Londra a bordo della loro lussuosa cabriolet. Sono sposati da otto anni: belli ed eleganti, raffinati, ricchi ovviamente, amanti del lusso e del buon vivere. Hanno ereditato una grossa villa a Napoli. Devono vederla e valutare un'eventuale vendita. Il viaggio fatto in auto e non in aereo forse non è stata una buona idea.

lunedì 4 gennaio 2016
minnie

Rivedere “Viaggio in Italia” riconcilia con il cinema: la magia di coniugare documentario a narrazione riesce, secondo me, solo a due registi: Roberto Rossellini e Michelangelo Antonioni. In bianco e nero, peraltro: una fotografia sontuosa, un panorama stupendo, un salto nel passato che fa capire anche come gli italiani si siano messi d’impegno a inquinare il loro splendido territorio, le città in [...] Vai alla recensione »

domenica 5 febbraio 2012
chiarialessandro

 Poteva tranquillamente essere intitolato “Viaggio nella crisi” perché il “Viaggio in Italia” altro non è se non il pretesto per analizzare con sufficiente profondità (soprattutto se si considera l’età avanzata del film) non tanto e non solo i motivi della crisi in cui è entrato il rapporto di una agiatissima coppia (indifferenza, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 17 luglio 2013
Luca Scialo

I coniugi Joyce sono costretti a giungere a Napoli, poichè lui, Alexander, deve vendere una casa ereditata dallo zio. Il viaggio evidenzia le differenze tra i due: lui è freddo e cerca divertimenti extraconiugali, lei, Katherine, è più sentimentale ma perennemente insoddisfatta. Lui se la spassa per Capri, mentre lei si gode le bellezze culturali partenopee.

Frasi
"Nei tuoi occhi non ho letto che scetticismo e ironia, la paura del ridicolo mi ha paralizzata…"
Una frase di Katherine Joyce (Ingrid Bergman)
dal film Viaggio in Italia - a cura di Grazia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Piero dell'Acqua

Una coppia di non più giovani coniugi inglesi scende in Italia, a Napoli, per regolare una questione amministrativa: nel viaggio, per la prima volta, i due si ritrovano faccia a faccia con se stessi. Ne viene dapprima una rottura, poi una riconciliazione. Presentato in Italia in un periodo nel quale Rossellini non godeva più credito, il film fu sottovalutato.

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