La duchessa di Langeais

Un film di Jacques Rivette. Con Jeanne Balibar, Guillaume Depardieu, Bulle Ogier, Michel Piccoli, Anne Cantineau.
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Titolo originale Ne touchez pas la hache. Storico, durata 137 min. - Francia, Italia 2007. - Mikado uscita venerdì 13 luglio 2007. MYMONETRO La duchessa di Langeais * * 1/2 - - valutazione media: 2,86 su 29 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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2,86/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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Trailer La duchessa di Langeais
Il film: La duchessa di Langeais
Uscita: venerdì 13 luglio 2007
Anno produzione: 2007
Un amore passionale e senza speranza nella Francia ipocrita della Restaurazione.
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primo piano
Adattamento storico efficace di un romanzo d'appendice di Balzac
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Armand de Montriveau, giovane e attraente generale francese, ritrova nell'isola di Majorca come suora di clausura la duchessa Antoinette de Langeais, di cui si era perdutamente innamorato cinque anni prima. Riviviamo da questo momento le varie fasi di una passione maschile abilmente contrastata da una donna attratta ma non disposta a cedere.
Jacques Rivette si rivolge questa volta a Balzac per continuare l'esplorazione di quei sentimenti contrastanti che sono la passione che acceca e l'attrazione erotica che ha bisogno di tortuosi percorsi per potersi manifestare, ivi compresa la negazione della sessualità esplicita. L'adesione al testo è però questa volta ancor più radicale che nel passato. Rivette ammette che è stato Rohmer a spingerlo a leggere Balzac e Dostoevski fin dagli anni Cinquanta, ma che la resistenza è stata forte. Complice una notte insonne l'incontro è finalmente avvenuto. Ecco allora che il regista ha sentito il bisogno di non 'modernizzare' chi già di per sé era moderno, ma di realizzare una trasposizione che rispettasse il sentire dell'autore.
In quel progressivo avvicinarsi e perdersi che non ha età ed epoca (e che in Balzac riusciva anche a riflettere i mutamenti sociali del periodo storico che descriveva) Rivette inserisce i ritmi della lettura. I cartelli che rimandano all'epoca del muto non sono altro che le interpunzioni linguistiche di un cinema che non rinnega la letteratura per trasformarla, ma cerca in essa una forma comunicativa. Per far questo occorrono però due interpreti all'altezza, e Jeanne Balibar e Guillaume Depardieu lo sono. La prima offre al film una 'non bellezza' estremamente seducente modulata su canoni di un'altra epoca che non diventano mai ridicoli, perché riescono a far comprendere come le parole e le convenzioni mutino ma il gioco dell'amore rimanga eternamente simile a se stesso. Il secondo ripropone la fisicità paterna senza cercare di imitarla. Il suo De Montriveau è ricco di chiaroscuri umorali che segnano un percorso tanto determinato quanto ricco di contraddizioni, che condurranno alla battuta finale che è al contempo metafora di un'epoca ma anche di una condizione umana.

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Proprio bal---zach!

mercoledì 1 agosto 2007 di panzarita

all'inizio mi sono chiesta se era un film muto, perchè per circa 15 minuti non è stata scambiata una sola battuta...poi sono uscite le didascalie come nei film muti, appunto. L'attrice protagonista assomiglia a Vladimir Luxuria e l'attore protagonista temo che abbia partecipato al film solo perchè è figlio di cotanto padre. Alcune incongruenze e facezie: le penne d'oca con cui scrivono i messaggi sembrano delle stilografiche, in quanto non vengono mai intinte nel calamaio; il marchio di metallo continua »

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Balzac letto da rivette

mercoledì 5 settembre 2007 di Adriano Lotito

Un piccolo gioiello che splende quasi non visto tra l'esercito dei kolossal americani. Un film d'autore diretto con grande abilità da Jacques Rivette che si muove con tono freddo e distaccato tra i meandri dell'animo umano denso di follia e irrazionalità. La duchessa di Langeais è tratto dall'omonimo romanzo di Honorè de Balzac che ritrae un tira e molla tra una duchessa attratta da un eroe di guerra. Ma la sua attrazione verso quest'ultimo non diventa mai esplicita e questo fa si che il generale continua »

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Meraviglioso

venerdì 31 maggio 2013 di zanze61

Rilettura molto stendhaliana di un non eccelso racconto di Balzac (dalla Storia dei Tredici), il film di Rivette dimostra splendidamente che per fare un cinema d'ambientazione storica non occorrono rutilanti scenografie, costumi sfarzosi, ingenti risorse economiche: basta un autore originale e innovativo (nonostante i suoi ottant'anni), dotato di una solida cultura letteraria, e capace di trasfonderla con perfetta sicurezza sullo schermo; basta una sobria ricostruzione d'epoca, resa continua »

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A me è piaciuto

lunedì 30 luglio 2007 di kaipi

ho trovato i protagonisti molto bravi a rendere la forza fagocitante della loro passione. molto interessanti i personaggi. molto moderni a mio avviso. l'unico neo:la spedizione tipo pirati dei caraibi, che però in fondo si sposa con il carattere del personaggio, il fatto è che, a mio avviso, è stato reso un po' così en passant, finendo per ridicolizzarlo. ps. bei vestiti specie quello giallo, le sta benissimo. continua »

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INCONTRI | Romantiche storie d'altri tempi, guerra e monasteri nel Balzac rivisitato da Rivette.

Balzac secondo Rivette

venerdì 13 luglio 2007 - Claudia Resta

La Duchessa di Langeais: Balzac secondo Rivette Antoinette de Navarreins, parigina civettuola, moglie del duca di Langeais, è cresciuta in una società dedita a ipocrisia, esteriorità e denaro quale quella della Restaurazione. Fin dal primo incontro, il generale Armand de Montriveau s'innamora follemente di lei e le giura eterno amore, amore incoraggiato dalla duchessa. Diversi anni dopo, Armand sbarca su un'isola spagnola durante la spedizione francese per ristabilire l'autorità di Ferdinando VII. È sempre alla ricerca in tutti i conventi d'Europa e d'America della donna di cui era perdutamente innamorato e di cui ha perso ogni traccia.

Amori claustrofobici. «La Duchessa di Langeais» di Rivette: l'attrazione tra un generale e una nobildonna sottilmente cesellata in un gioco di strategia che ha il possesso come obiettivo supremo.

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Acciaio contro acciaio, così Armand de Montriveau (Guillaume Depardieu) descrive l'amore con Antoinette de Langeais (Jeanne Balibar). È questo uno strano modo di intendere l'amore. O forse ne è solo un modo, uno fra i molti. In ogni caso, scrivendo La duchesse de Langeais ( 1833), Honoré de Balzac sembra averlo sofferto proprio come scontro e conflitto (nel 1832, lo scrittore fu crudelmente beffato della marchesa Henrietta Marie de Castries). Ora, portando quel libro sullo schermo, Jacques Rivette e i suoi cosceneggiatori Pascal Bonitzer e Christine Laurent ne fanno un film "a due dimensioni". »

Tormenti d'autore

di Lietta Tornabuoni L'Espresso

Balzac scrisse nel 1832 "La duchessa di Langeais": il pettegolezzo biografico-letterario dice che la storia dell'amore tormentoso tra l'aristocratica e un generale napoleonico sia stata ispirata dal rapporto tra il romanziere e la marchesa de Castries che non lo amava, lo prendeva in giro, se lo trascinò dietro fino a Aix-les-Bains e a Ginevra, lo lasciò brutalmente; altri collocano il romanzo nella "Storia dei tredici", un noir incompiuto su una setta misteriosa. Ma con Balzac qualcosa sembra per sempre incerto. »

di Antonello Catacchio Ciak

Un'isola spagnola. Il generale Armand de Montriveau scopre in un monastero Teresa, la donna che sta cercando da anni. Ottiene il permesso per un'udienza che avrà risvolti clamorosi. Per comprendere, bisognerà tornare indietro di qualche anno, nella Francia della Restaurazione. Lì, l'allora moglie del duca di Langeais non sembrava affatto disdegnare le attenzioni del generale de Montriveau. Lo riceveva di nascosto, ma gli si rifiutava sempre. In realtà, non le interessava l'amore, ma solo l'idea di un uomo perdutamente innamorato di lei. »

Ma quanto è piatto l’ennesimo Balzac

di Alessandra Levantesi La Stampa

Nuovo adattamento dal romanzo di Balzac La duchessa di Langeais dopo quello del 1941 con Edwige Feuillere e il copione di Jean Giraudoux che apportò notevoli variazioni all'intrigo. Stavolta il veterano della Nouvelle-Vague Jacques Rivette ha voluto attenersi al dettato letterario, ma il film corretto quanto esangue manca proprio della capacità di Balzac di far balzare dalla pagina appassionanti e come vivi i suoi personaggi. Siamo nel 1823, Armand generale napoleonico ritrova in un monastero spagnolo la duchessa Antoinette, fattasi suora dopo il fallimento del loro amore, e la supplica invano di tornare fra le sue braccia. »

La duchessa di Langeais | Indice

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