Mulholland Drive

Film 2001 | Drammatico, +13 145 min.

Regia di David Lynch. Un film Da vedere 2001 con Naomi Watts, Jeanne Bates, Laura Harring, Robert Forster, Brent Briscoe. Cast completo Titolo originale: Mulholland Dr.. Genere Drammatico, - Francia, USA, 2001, durata 145 minuti. Uscita cinema lunedì 24 novembre 2025 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,93 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 24 novembre 2025

Argomenti:  Amnesia

Una bruna che ha perso la memoria e non sa perchè è perseguitata, una bionda aspirante attrice che si innamora di lei: un noir così onirico e surreale non poteva che essere di David Lynch. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 3 candidature a Golden Globes, 4 candidature a AFI Awards, In Italia al Box Office Mulholland Drive ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 82,3 mila euro e 75 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente sì!
3,93/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO 3,79
ASSOLUTAMENTE SÌ
Puro oggetto di fascinazione e favolosa esperienza cinematografica.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 15 novembre 2021
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 15 novembre 2021

Betty, ingenua sognatrice dell'Ontario profondo, sbarca a Hollywood per diventare una star. In attesa di ruoli e gloria, alloggia nell'appartamento di sua zia, rientrata in Canada. Dietro la porta trova Rita, una bruna femme fatale scampata a un incidente e a due uomini armati che la volevano morta. Ma Rita questo non lo sa (più) perché ha perso la memoria dietro una curva di Mulholland Drive. Betty e Rita, il nome è preso in prestito dalla Hayworth, indagano per ritrovarla, diventando complici e poi amanti. La prima eccelle nei casting, la seconda ricostruisce progressivamente la sua identità. Ma il passaggio al cabaret "Silencio" ridistribuisce nomi e ruoli. Betty si 'sveglia' Diane Selwyn in un misero appartamento. Sempre bionda e sempre provinciale, tenta di fare l'attrice e ottiene solo ruoli insignificanti. Conosce e ama Rita, che adesso si chiama Camilla Rhodes, è una star del grande schermo e si appresta a sposare un regista in voga. Rigettata dall'amante e da Hollywood, Diane assolda un killer per uccidere Camilla e poi 'sogna' per ritrovare la sua innocenza.

Tutti amano Mulholland Drive ma nessuno è sicuro di averlo compreso o di aver compreso tutto almeno. Rivederlo è imperativo. Puro oggetto di fascinazione, la versione restaurata in 4K è l'occasione per ripiombare nell'universo lynchiano, familiare e opaco, e continuare l'indagine.

Perché Mulholland Drive è un grande film onirico che mette in discussione il racconto tradizionale e si appoggia a elementi narrativi ostensibilmente evidenziati (effetti di focalizzazione, principio di casualità ...). Concepito come musica, è un profondo viaggio emozionale in cui la messa in scena opera a livello sensoriale. Il senso viscerale del film non passa per le parole né per una narrazione razionale. Ogni dettaglio dell'intrigo è al servizio di sensazioni che Lynch trasmette attraverso processi cinematografici. Mulholland Drive è a immagine della strada di Los Angeles che gli ha dato il titolo: "sinuoso e sospeso nel tempo".

Una favolosa esperienza cinematografica, un mélange di sensazioni misteriose che risuonano con l'intrigo sulla superficie del film. Per comprendere Mulholland Drive bisogna soprattutto viverlo e sentirlo. Il suo onirismo, poi, autorizza qualsiasi interpretazione. I misteri abbondano come le soluzioni possibili. La più accreditata è che la seconda parte si collochi cronologicamente davanti alla prima. I due primi terzi del film sarebbero allora l'ultimo sogno di Diane, l'espressione di un rimorso e la sola maniera di ritornare sul suo crimine.

L'eroina bionda sostituisce la (triste) realtà con un mondo che accorda ai suoi desideri. Colpevole della morte dell'amata e volubile Camilla, sogna il suo doppio (Betty), salva Rita (il doppio di Camilla) e si accredita un potenziale da star. È una spiegazione possibile, è il debutto di un sogno incoraggiato da un dettaglio, un guanciale rosa dopo il prologo swing. Ma si possono tentare letture altrettanto suggestive. Se i primi cento minuti del film fossero in realtà la visione soggettiva di Camilla e della sua mente sconvolta dall'incidente? Come per la prima ipotesi, il momento cerniera in cui Camilla introduce la chiave nella piccola scatola blu segnerebbe il ritorno alla realtà del passato attraverso il buco nero dell'inconscio. Chi è allora a condurre il racconto? Diane o Camilla? Allo spettatore giocare e giudicare, lasciarsi guidare dalla propria intuizione o lasciare che Lynch la guidi.

Mulholland Drive dimora all'incrocio di due esperienze e due livelli permanenti di visione: una passiva e prigioniera volontaria dei sogni di Lynch e un'altra attiva e ostinata a interrogare le immagini che sfilano. Su quel serpente d'asfalto che è la Mulholland Drive scorrono due volti reversibili ma indissociabili di una stessa realtà, o di una stessa fantasia, dove tutto è piazzato sotto il segno del doppio e il termine 'playback' recupera il suo significato etimologico: to play recitare back di nuovo.

Ci sono due donne, due storie, due versioni di una stessa audizione, c'è una realtà visibile e immediata che ne suggerisce allo stesso tempo una più invisibile e segreta, ponendo il film sul crinale della postmodernità, nella sua maniera di abbordare la narrazione e i personaggi, ma inserendolo nella linea del grande cinema classico. Dopo una versione rosa, la storia di Betty a Hollywood, il film volge al nero. La seconda parte, più breve, più sincopata, è un trip paranoico in cui Lynch 'deforma' (plasticamente) il classicismo del primo atto, un deliberato saccheggio della fluidità che ha prevalso fino a quel momento. È la stessa storia che riprende invertendo i personaggi. Ad annunciare il cambiamento di rotta è la sequenza del club Silencio, cardine del film. Sul suo palcoscenico si tiene una lezione magistrale sulla potenza del falso a partire da una versione struggente e latina di "Crying" di Roy Orbison, cantata in playback. Nel mondo lynchiano tutto è possibile, tutto resta sempre aperto. Il prodigio di Mulholland Drive è di essere un oggetto stilizzato e allo stesso tempo interattivo che inventa piste di fiction future integrando nella sua materia tutto il passato dell'opera di Lynch e l'età d'oro del cinema hollywoodiano.

Del resto Mulholland Drive è un film hollywoodiano, ma nel senso che si inscrive nella geografia e nella storia, specialmente cinematografica, di Hollywood. La fabbrica dei sogni definisce il film ed è sempre il filtro di una nostalgia che gioca pienamente il suo ruolo. Per esempio, Rita è senza identità per incarnare meglio tutte le star di Hollywood. Se Betty evoca una Doris Day naïf, Rita ha il sembiante di Ava Gardner, le forme di Jane Russell e l'allure di Rita Hayworth. È un'incarnazione glamour d'altri tempi, lo schermo di tutti i desideri, quanto Betty una spettatrice media, che finisce per 'baciare' il suo sogno hollywoodiano. Come James Stewart in Vertigo, Diane fa l'amore con una morta che indossa una parrucca bionda. Dentro un mondo diretto da uomini brutali, produttori, mafiosi, cowboy, nani, clochard mostruosi, Lynch inventa un'elasticità dei luoghi, dei tempi, delle esperienze e dell'identità, invitando lo spettatore a lasciare la zona di confort e a partecipare all'azione. Anche questo procedimento è tipicamente hitchcockiano.

Lo spettatore anonimo e passivo diventa agente attivo della finzione, entra nell'immagine per godere meglio dello spettacolo. Agitando sotto i nostri occhi una scatola blu, un oggetto insensato sorto da nessuna parte, Lynch ci dona una chiave che solleva il coperchio, interrompendo la narrazione. Mulholland Drive ci risveglia dal sonno, ci rivela l'inverso del sogno e poi "silencio". Diane 'muore', sola, dimenticata. Un destino come un altro. Il macabro finale di una vita piena di promesse. È la crudeltà di cui è fatta Hollywood. È la sua natura e quella del cinema: manipolare e giocare con le emozioni. E a questo gioco la maggior parte perde.

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Inquietante, astratto ed enigmatico noir firmato da David Lynch con una straordinaria potenza visiva.
Recensione di Nelly Baiamonte

Mulholland Drive è una lunga e vecchia strada di Los Angeles: nasce nel deserto, attraversa i quartieri ricchi e finisce a strapiombo sulla costa di Malibù. Bisognerebbe ricordarsi di questa simbologia per cercare di dare un senso all'ultimo onirico ed enigmatico film di David Lynch. Quella che il regista stesso ha definito come "una semplice storia d'amore nella città dei sogni" è in realtà un intricato enigma sospeso tra allucinazione e realtà, con un tocco di nostalgia per il noir degli anni '40 ed una aperta ostilità verso l'attuale star system. Rita è un'avvenente bruna sopravvissuta ad un incidente d'auto in seguito al quale ha però perso la memoria, Betty un'aspirante attrice di belle speranze che la ospita nel proprio appartamento e se ne innamora. Le due protagoniste cercano di far luce sull'amnesia di Rita, per scoprire che in realtà niente è come sembra... Film astratto, con una straordinaria potenza visiva, è nello stesso tempo affascinante e disturbante. Difficile trovare una chiave di lettura razionale. E difficile descriverlo. Seguendo il linguaggio dei sogni voluto dal regista, bisognerebbe limitarsi a viverne le emozioni.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Una misteriosa ragazza bruna che si fa chiamare Rita, scampata a un terribile incidente stradale sulla Mulholland Drive e affetta da amnesia, si rifugia in un appartamento di Los Angeles abitato da Betty, un'aspirante attrice giunta a Hollywood in cerca di fama; insieme, le due donne indagheranno per far luce sul passato di Rita. Nel frattempo, un regista cinematografico deve subire le vessazioni di un gruppo di mafiosi.
Pensato in origine come il pilot di una serie televisiva mai realizzata e trasformato in seguito in un vero e proprio film, Mulholland Drive (il titolo deriva dal nome di una strada di Los Angeles) è una delle opere più complesse ed enigmatiche nell'itinerario dell'apprezzato regista americano David Lynch. Presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes 2001, ottenendo le lodi dei critici e il premio per la miglior regia, il film è un coinvolgente thriller psicologico a metà strada fra realtà e immaginazione, fra sogno e incubo, che riprende i temi e le situazioni di alcune delle precedenti pellicole di Lynch (Strade perdute, Velluto blu) e del celebre telefilm Twin Peaks, accentuandone l'elemento visionario e surrealista. Il risultato è una pellicola assolutamente unica nel suo genere, consacrata come un vero e proprio cult e considerata una delle vette più alte nella carriera di Lynch.
Dopo una bizzarra introduzione iniziale con una coloratissima scena di danza, lo spettatore viene subito avvolto nell'atmosfera cupa e angosciosa della storia, aperta da un drammatico incidente sulla Mulholland Drive dal quale l'unica a uscire viva è Rita (Laura Elena Harring), una ragazza senza identità e senza memoria (il suo nome è ripreso da un poster di Rita Hayworth). Qual è il mistero che si nasconde nel passato della donna? Quale pericolo incombe su di lei? A tentare di rispondere a queste domande sarà la giovane e ingenua Betty Elms (Naomi Watts), che finirà ben presto per farsi sedurre dal fascino di Rita. A questo intrigante plot giallo si intrecciano poi altre storie parallele, come quella (memorabile) di un uomo che vede materializzarsi il proprio incubo; talvolta, però, queste vicende laterali - come l'episodio semi-grottesco di Adam Kesher (Justin Theroux), un regista alle prese con la mafia - rischiano di risultare scoordinate rispetto alla trama principale, con l'inevitabile conseguenza di rallentare il ritmo narrativo e di influire sulla lunghezza forse eccessiva della pellicola.
Costruito nella prima parte come un thriller alla Twin Peaks, con il passare dei minuti il film di Lynch si fa sempre più ermetico e sconcertante, fino a trasformarsi in un autentico labirinto fatto di flashback, suggestioni oniriche, erotismo e terrori scaturiti dall'inconscio. Il regista mette al centro della scena le due protagoniste - una bionda e una bruna - per poi addentrarsi negli anfratti della psiche e della coscienza e creare un ambiguo senso di suspense, al quale contribuiscono anche le musiche di Angelo Badalamenti e il contrasto fra le inquietanti ambientazioni notturne e le tinte sgargianti delle ville di Los Angeles. Negli ultimi quaranta minuti, il film subisce un improvviso capovolgimento con l'apertura di una piccola scatola blu che rovescia le identità dei personaggi ed i loro rispettivi rapporti; e l'intera trama assumerà di colpo un nuovo significato, tramite il quale sarà possibile dare una diversa disposizione ai vari tasselli del puzzle. Mulholland Drive può apparire di sicuro come un'opera oscura e spiazzante, ma in fondo rappresenta il cinema di Lynch allo stato puro: prendere o lasciare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 31 marzo 2018
laurence316

Con Mulholland Drive Lynch, a soli 2 anni da un altro capolavoro come Una storia vera, arriva ad un summa e ad un apice del suo cinema. Nato come pilot per una possibile serie TV, questo film totalmente strabiliante è uno degli assoluti capolavori della storia del cinema. Rappresenta uno dei più alti vertici artistici mai raggiunti dalla cinematografia del regista, come detto un apice [...] Vai alla recensione »

Frasi
Lei mi rivedrà soltanto un'altra volta se farà il bravo, lei mi rivedrà altre due volte, se farà il cattivo.
Una frase di Adam Kesher (Justin Theroux)
dal film Mulholland Drive
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Uomini e donne ballano sorridendo, sui ritmi e con i colori di un musical degli anni Cinquanta. Sempre più luminosa e bianca, su di loro emerge in primo piano la silhouette del volto di Betty/Diane (Naomi Watts). Poi, lenta e in soggettiva, la macchina da presa s’avvicina al rosso d’un letto e d’un cuscino... Conviene tenere a mente queste prime inquadrature, se non ci si vuole del tutto smarrire tra [...] Vai alla recensione »

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BOX OFFICE
martedì 16 novembre 2021
Andrea Chirichelli

Brusca frenata degli incassi: nessun film sopra i 100mila euro. Eternals mantiene la vetta con 91mila euro. Scopri la classifica »

TRAILER
domenica 7 novembre 2021
 

Regia di David Lynch. Un film con Justin Theroux, Naomi Watts, Laura Harring, Ann Miller, Robert Forster. Dal 15 al 17 novembre al cinema in versione restaurata. Guarda il trailer »

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domenica 3 ottobre 2021
 

Una bruna che ha perso la memoria e non sa perchè è perseguitata, una bionda aspirante attrice che si innamora di lei: un noir così onirico e surreale non poteva che essere di David Lynch. Vai all'articolo »

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2001
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