| Titolo originale | Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring |
| Anno | 2001 |
| Genere | Fantastico, |
| Produzione | USA, Nuova Zelanda |
| Durata | 178 minuti |
| Regia di | Peter Jackson |
| Attori | Elijah Wood, Ian McKellen, Ian Holm, Christopher Lee, Liv Tyler Sean Bean, Cate Blanchett, Sean Astin, Orlando Bloom, Billy Boyd, Dominic Monaghan, Viggo Mortensen, John Rhys-Davies, Andy Serkis, Hugo Weaving, Marton Csokas, Mark Ferguson, Sala Bake, Lawrence Makoare, Peter McKenzie (II), Craig Parker, Harry Sinclair, Alan Howard, Noel Appleby, Sala Baker, Megan Edwards, Michael Elsworth. |
| Uscita | giovedì 24 luglio 2025 |
| Tag | Da vedere 2001 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,96 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 4 agosto 2025
Argomenti: Il signore degli anelli
La grande saga tolkeniana ha finalmente raggiunto il grande pubblico. C’era stato in passato un film d’animazione che aveva deluso gli appassionati. Ma questa volta il bersaglio sembra centrato. Il film ha ottenuto 13 candidature e vinto 4 Premi Oscar, 3 candidature a Golden Globes, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, 4 candidature e vinto 3 AFI Awards, In Italia al Box Office Il signore degli anelli - La compagnia dell'anello ha incassato 821 mila euro .
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La grande saga tolkeniana ha finalmente raggiunto il grande pubblico. C'era stato in passato un film d'animazione che aveva deluso gli appassionati. Ma questa volta il bersaglio sembra centrato. Le vicende dello hobbit Frodo che con un gruppo di amici della sua razza e con altri compagni d'avventura si trova ad affrontare un'impresa che lo sovrasta, hanno trovato in Peter Jackson un interprete fedele ma non cieco.
Questo è un film destinato non solo ha chi ha letto e riletto la trilogia e ne è un tenace sostenitore, ma a un pubblico che voglia godere di un film ad alto tasso di spettacolarità capace però di conservare ai protagonisti delle caratteristiche di 'umanità' che non li facciano sentire distanti.
Basti pensare, a titolo di esempio, alla scena in cui Bilbo (un grande Ian Holm) sente il Male emergere nella sua personalità. Riesce a tradurre visivamente un conflitto tutto interiore e non è impresa facile. Al di là delle vicende avventurose e dei numerosi effetti speciali, provate ad osservare le scenografie. Che si tratti della Nuova Zelanda fotografata come un luogo magico (e ai nostri occhi lo è) o delle ricostruzioni elettroniche o in studio, la cura dei particolari e il lavoro sulla trasfigurazione di correnti artistiche ed architettoniche è di un'efficacia tale da fare degli ambienti dei protagonisti.
Il che significa anche non tradire Tolkien che aveva realizzato, come è noto, mappe dettagliate dei luoghi in cui aveva ambientato le vicende fantastiche. Come era accaduto per Star Wars anche qui non possiamo fare altro che attendere il seguito, quasi certi che sarà all'altezza visto che, per la prima volta nella storia del cinema, i tre episodi sono stati girati insieme anche se vedranno la luce dei proiettori con la frequenza di uno all'anno.
La trilogia cinematografica di Il Signore degli Anelli è tratta dal libro omonimo, diviso in tre parti, di John Ronald Reuel Tolkien, pubblicato per la prima volta tra il 1954 e il 1955, e tradotto integralmente in Italia nel 1970. Come il libro, anche il film è una rilettura dell’Epica, e si fonda sulla creazione di un mondo autonomo, un Mondo Secondario, come lo ha chiamato Tolkien, che deve essere vivo e credibile. Attraverso il Mondo Secondario, si può arrivare a una più autentica esperienza del Mondo Primario, del mondo reale in cui viviamo. La creazione di Mondi Secondari porta l’uomo alla soddisfazione dei desideri più profondi, e in ciò la creazione di Mondi Secondari e Il Signore degli Anelli si legano alla forma letteraria del romance. Il romance è la ricerca di una soddisfazione dell’io desiderante «che liberi l’io stesso dalle ansie della realtà, pur continuando a contenere tutta questa realtà» (Northrop Frye, Anatomia della critica). Come Il Signore degli Anelli, anche il romance è segnato dal senso della nostalgia e dalla ricerca di un’età dell’oro attraverso il tempo e lo spazio. Il romance è una sequela di avventure prodigiose. Il suo elemento centrale è l’avventura, e l’avventura principale è la Ricerca. Di solito ci si trova dinanzi alla ricerca di un oggetto magico (si pensi al Graal): nel caso di Il Signore degli Anelli, ci si trova dinanzi alla ricerca di un luogo (Mordor, il Monte Fato), non per trovare e avere ma per distruggere un oggetto magico, l’Anello. Nel romance, l’eroe è analogo al Messia o liberatore in conflitto con le potenze demoniache, e Frodo è analogo a Gesù: ha 33 anni come Gesù al momento della crocifissione; come Gesù, Frodo è un eletto, accetta con spirito di sacrificio la propria missione, ha paure e ripensamenti. Il conflitto del romance interessa soprattutto il nostro mondo, che sta tra l’alto e il basso, «sta nel mezzo» (Frye), e la Terra di Mezzo «non è un mondo immaginario. Il nome è la forma moderna (apparsa nel XIII secolo e ancora in uso) di midden-erd/middel-erd, l’antico nome di oikoumene, il posto degli uomini, il mondo reale. Il teatro della mia storia è su questa terra, quella su cui noi ora viviamo, solo il periodo storico è immaginario» (Tolkien). In Il Signore degli Anelli, ogni personaggio positivo ha il suo doppio negativo: Frodo ha Gollum; Aragorn ha Boromir; Gandalf ha Saruman. Gandalf corrisponde nel romance alla figura del vecchio saggio, del tipo di Merlino; il corrispondente femminile del vecchio saggio è «una figura materna e saggia e sibillina» (Frye), che si può identificare in Galadriel, Regina degli Elfi. Le figure più deboli sono gli Uomini, segnati dal peccato originale di Isildur. L’Anello è associabile in quest’ottica al frutto dell’Eden: promette saggezza, conoscenza, potenza, ma porta alla dannazione. Nel romance, Frye identifica sei fasi, che si trovano anche in Il Signore degli Anelli. In La Compagnia dell’Anello, abbiamo 1ª, 2ª, 3ª e 4ª fase. La 1ª fase è il mito della nascita: nel film, c’è il prologo sulla 2ª Era: la voce off femminile «che introduce in un nuovo mondo rimanda a quella della madre che il bambino inizia a sentire già sotto forma di feto quando è ancora cieco e in attesa di nascere» (Bordoni-Marino). La voce si sente su schermo nero; poi si passa all’immagine del fuoco, alla forgiatura degli Anelli: è una sorta di nascita-genesi: «il potere primigenio della parola (“In principio era il verbo”, Giovanni 1, 1) evoca la luce (“Dio disse: ‘Sia la luce!’. E la luce fu”, Genesi 1, 3)» (idem). Il prologo segna l’origine del racconto e del mondo in cui si svolge il film. La 2ª fase è il periodo di innocenza dell’eroe (Frodo, e Sam), un’età dell’oro, un mondo edenico e arcadico (la Contea), prima della caduta. La 3ª fase è la ricerca, e occupa quasi interamente la trilogia. La 4ª fase è «la salvaguardia del mondo dell’innocenza nella sua totale integrità dagli attacchi del mondo dell’esperienza» (Frye): nella trilogia, è il conflitto con le forze del Male.
Frodo Beggins, giovane del popolo degli Hobbit, riceve nelle sue mani un antichissimo anello capace di concedere al possessore illimitate capacità di dominio sul mondo. Tale anello era un tempo proprietà del signore oscuro Sauron, il quale lo perse in battaglia a favore del guerriero Isildur. Da costui l’anello si allontanò per terminare nelle mani di Gollum, indi in quelle [...] Vai alla recensione »
Le cinture sono ben allacciate? I seggiolini sono nella posizione giusta? Comodi, rilassati, pronti a compiere un viaggio del tutto fuori dell’ordinario: lo spettatore di Il signore degli anelli, che Peter Jackson ha tratto dai libri di Tolkien, deve essere pronto a ogni emozione, proprio come un astronauta della fantasia in procinto di partire per un’avventura mai tentata prima.
Il signore degli anelli - La compagnia dell'anello (2001)
Il signore degli anelli - Le due torri (2002)
Il signore degli anelli - Il ritorno del re (2004)