Pubblicato nel 1925 e considerato da T.S. Eliot “il primo passo in avanti fatto dalla narrativa americana dopo Henry James, il romanzo di Francis Scott Fitzgerald trovò subito una trasposizione ‘muta’ sullo schermo l’anno successivo. La storia del cinema ne ricorda altre tre: quella di Elliott Nugent del 1949 con Alan Ladd e Betty Field, quella diretta nel 1974 da Jack Clayton con Robert Redford e Mia Farrow e poi quella del 2013 che ha visto Baz Luhrmann dirigere Leonardo DiCaprio e Carey Mulligan.
Dal 21 al 25 ottobre al Teatro Lirico di Milano si può ora assistere a una versione che ha tutte le caratteristiche del balletto classico, cioè assenza di recitato (tranne una eccezione), e che si presenta come una fusione di musica eseguita dal vivo con una compilation di canzoni che accompagnano la vicenda. La quale viene esplicitata dal libretto di sala nel quale si descrivono i 20 quadri in cui si sviluppa l’azione . Il regista e coreografo Enrique Gasa Valga ha dichiarato: “Credo che la storia di Gatsby si adatti perfettamente alla nostra epoca segnata da grandi incertezze, in cui le persone cercano punti di appoggio, che siano nel denaro o nell’amore.”
Il cast internazionale di alto livello ha ottenuto successi in una tournee che, partita da Innsbruck ha toccato Monaco, Monte Carlo, Barcellona e Istanbul. La compagnia è ora tornata in Europa per proseguire le repliche di uno spettacolonche sa come ricostruire la vivacità e la decadenza dei cosiddetti ‘ruggenti’ anni Venti in un susseguirsi di numeri in cui eccellono i ballerini, la cantante Greta Marcolongo e la vivacissima band.