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sabato 15 maggio 2021

Alan Ladd

Nome: Alan Walbridge Ladd
Data nascita: 3 Settembre 1913 (Vergine), Hot Springs (Arkansas - USA)

Data morte: 24 Gennaio 1964 (50 anni), Palm Springs (California - USA)
occhiello
E voi, avete scelto qualche posto?
Uno vale l'altro: non mi fermo in nessun posto.

dal film Il cavaliere della valle solitaria (1953) Alan Ladd  Shane
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Alan Ladd

giovedì 13 maggio 2021 - Quest’anno i premi hanno ricordato quando eravamo i più bravi e tutti cercavano di imitarci, senza riuscirci. 

David di Donatello 2021, l’evocazione di un cinema del tempo felice

Pino Farinotti cinemanews

David di Donatello 2021, l’evocazione di un cinema del tempo felice Quest’anno il David di Donatello ha lavorato davvero bene. Ha consegnato alla platea del cinema due indicazioni importanti. Due estremi che si toccano, che fanno parte della storia. Ha premiato il film più degno, e ha evocato un cinema del tempo felice, quando eravamo i più bravi e tutti cercavano di imitarci, senza riuscirci. 
 
I testimoni di quella stagione sono due signore che oltrepassano il tempo: Sophia Loren (classe 1934) e Sandra Milo (1933). La prima è stata premiata come migliore attrice per il film La vita davanti a sé, diretto dal figlio Edoardo Ponti. La Milo ha ottenuto il David alla carriera. In sintesi estrema le due attrici evocano Vittorio de Sica e Federico Fellini. Giganti dell’arte, non solo del cinema, del novecento. 

Volevo nascondermi (guarda la video recensione) ha vinto per il titolo assoluto, per la regia di Giorgio Diritti e per la performance impressionante di Elio Germano. Tutto sacrosanto, ribadisco. La mia stima verso quel titolo e quell’autore si esplicita nella scelta che ho fatto per la copertina del “Farinotti 2021”: un fotogramma di Volevo nascondermi. E poi Giorgio Diritti, che io considero, insieme a Mario Martone, l’artista più completo del nostro movimento, capace di firmare opere, per creatività, estetica e cultura,  che oltrepassano i confini e che si sono liberate dal  pesante condizionamento del politicamente corretto. 

Il ruolo di Sandra Milo in 8 e mezzo come amante di Guido, alter ego di Fellini, viene citato come uno dei momenti più significativi del percorso del regista. Ricordabile la Milo anche in Giulietta degli spiriti, nella parte di Susy, la super emancipata che cerca di “corrompere” la Masina, moglie fedele di un marito che la tradisce. Sono solo due citazioni fra le migliaia di interventi di Sandra in cinema, televisione, teatro, con una traiettoria che non si è mai interrotta. Grazie alle sue continue ospitate in questo o quel programma anche in questa epoca.  

Sophia Loren è... l’Italia. Sappiamo, riconoscimenti e trionfi nei decenni. Visto che siamo in tema, sono una decina i sui David. Ma poi c’è tutto il resto, e siamo nello spazio stellare: la Coppa Volpi di Venezia, per Orchidea nera, e il Prix d’interprétation féminine a Cannes, per La Ciociara. Titolo che nel 1962 diede a Sophia l’Oscar. Il primo, il secondo, alla carriera arrivò nel 1991.
E qui devo procedere per sintesi, promemoria. La Loren presenta regole tutte sue, che soggiogano il tempo. Aveva 27 anni quando fece Cesira per De Sica, e ne aveva 55 quando Dino Risi la diresse nello stesso ruolo per un film televisivo. E Sophia era ancora credibile. Davvero non so quante attrici avrebbero potuto permetterselo. 
Giovanissima venne chiamata a Hollywood, dove i suoi partner sono stati i più grandi divi, da Marlon Brando a Paul Newman, e poi Gregory Peck, Cary Grant, William Holden, John Wayne, Alan Ladd, fra gli altri. Hollywood apprezzò la Loren, ma non la ... adottò, come aveva fatto per altre divine europee, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Ingrid Bergman. Sophia presentava certo un appeal internazionale, ma era sempre l’italiana in California. Anche l’Oscar era “ciociaro”.       

Ho avuto modo di conoscere la Loren a Venezia quando facevo parte di una giuria. Era il 2004 e avevo accolto Stanley Donen, il genio del musical (Cantando sotto la pioggia, 7 spose per 7 fratelli) al quale era stato attribuito il Leone d’oro. Donen aveva diretto la Loren in Arabesque nel 1966. Quando si incontrarono Stanley abbracciò Sophia. Le disse: “Sono passati quasi quarant’anni, e sei esattamente come allora. Guarda me invece...” 

Quasi novantenne Sophia Loren è ancora attiva e vitale. Chiunque cadrebbe nel grottesco. Ma lei no. E ha detto che ... continuerà a fare cinema.  

   

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