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Artekino Festival, 12 imperdibili film europei da guardare gratis per tutto il mese di dicembre

Dalle tensioni familiari ai viaggi interiori, un itinerario che attraversa identità, desideri e paesaggi culturali. Disponibili in streaming fino al 31 dicembre su arte.tv, in collaborazione con MYmovies. GUARDA GRATUITAMENTE I FILM » 
di Simone Granata

lunedì 1 dicembre 2025 - Evento

Dall’1 al 31 dicembre 2025 torna l’ArteKino Festival, giunto alla sua decima edizione. Stavolta, dodici film d’autore disponibili gratuitamente in streaming su arte.tv e realizzati da giovani registi europei in francese, tedesco, inglese, spagnolo, polacco e italiano. 

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Dalle tensioni familiari ai viaggi interiori, un percorso che attraversa identità, desideri e paesaggi culturali. 

In Remember To Blink di Austeja Urbaite (2022, Lituania) una coppia francese adotta due bambini lituani e assume la giovane studentessa lituana Gabi per facilitarne l’inserimento. Ma differenze culturali, metodi educativi opposti e gelosie trasformano presto l’armonia familiare in una sotterranea battaglia psicologica.


In foto una scena del film Remember To Blink di Austeja Urbait.

Le dinamiche adolescenziali assumono toni più cupi in Light As Feathers di Rosanne Pel (2018, Paesi Bassi) dove il quindicenne Eryk intreccia una relazione tossica con la tredicenne Klaudia, manipolandola e abusando di lei; la gravidanza della ragazza e i tentativi della famiglia di lui di insabbiare tutto complicheranno ulteriormente le cose.

Have You Seen This Woman? (Da li ste videli ovu zenu?) di Matija Gluscevic e Dusan Zoric (2022, Serbia-Croazia) è un ritratto sospeso tra realtà e allucinazione di una donna che cerca di reinventare la propria identità, attraversando tre vite possibili, tra cadaveri che le somigliano, mariti a noleggio e ricordi sfuggenti.

Con Ti cerco (Yo la busco) di Sara Gutiérrez Galve (2018, Spagna), la fuga è invece urbana e notturna: Max, sconvolto dalla partenza dell’amica intima Emma, vaga per Barcellona in un percorso surreale che diventa anche viaggio dentro sé stesso.


In foto una scena del film Ti cerco (Yo la busco) di Sara Gutiérrez Galve.

Il ritorno a casa è occasione di smarrimento in Un’estate (Notas sobre un verano) di Diego Llorente (2023, Spagna): Marta, prima di andare a convivere, torna a Gijón e ritrova una passione mai sopita, in un’estate di oscillazioni emotive tra desiderio e indecisione.

Il collettivo prende voce nel documentario Who If Not Us di Nicole Medvecka (2023, Germania) che segue giovani ucraini cresciuti in mezzo alla guerra sin dall’inizio dell’occupazione russa nel 2014; tra sfollamenti, sogni, creatività e resilienza, il racconto di una generazione che resiste attraverso la speranza.

Arthur & Diana di Sara Summa (2023, Germania) è un viaggio on the road in cui fratello e sorella devono recarsi da Berlino a Parigi passando per un susseguirsi di imprevisti e deviazioni che rimettono in discussione ruoli e distanze affettive.


In foto una scena del film Un’estate (Notas sobre un verano) di Diego Llorente.

I legami familiari sono alla base anche di Cidade Rabat di Susana Nobre (2023, Portogallo) dove la vita riprende un ritmo inatteso per Helena, produttrice cinematografica quarantenne che dopo la morte della madre (da tempo malata e bisognosa di assistenza) scopre uno spazio nuovo per sé, oscillando tra lutto, libertà e una seconda giovinezza dal sapore agrodolce.

La convivenza come territorio instabile emerge in Maoussi di Charlotte Schioler (2024, Francia): la ballerina Babette ospita nel suo piccolo appartamento parigino il rifugiato congolese Edo; l’arrivo di un topolino fuggito da un laboratorio alimenta tensioni e differenze culturali e affettive.

Il perturbante prende il sopravvento in Frewaka di Aislinn Clarke (2024, Irlanda/Regno Unito) dove l’assistente domiciliare Shoo si trova coinvolta nelle paranoie e nei rituali di un’anziana donna convinta di essere stata rapita da entità soprannaturali.


In foto una scena del film Frewaka di Aislinn Clarke.

Lo sguardo torna al passato in Lontano dalla strada (Longe da estrada) di Paulo MilHomens e Hugo Vieira da Silva (2023, Francia): a inizio Novecento, il medico e poeta Victor Segalen raggiunge Hiva-Oa, un'isola a nord-est di Tahiti, per incontrare Gauguin, scoprendo che è appena morto. Il viaggio diventa un percorso meditativo sull’eredità dell’artista e sulle tensioni tra colonizzatori e colonizzati.

Chiude la rassegna Sono già morto tre volte… (Je suis déjà mort trois fois…) di Maxence Vassilyevitch (2025, Francia) con protagonista l'attore e regista Jacques Nolot che parla con sincerità dei suoi desideri, delle sue ansie e dei momenti fugaci che danno senso alla vita, ritraendo con fragilità un uomo che osserva il tempo scorrere oltre sé stesso.


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