Advertisement
È morto l'operaio rimasto bloccato sotto le macerie della Torre dei Conti

Octay Stroici è un nome che andrà ricordato. La sua tragica fine ricorda la triste vicenda de L’asso nella manica di Billy Wilder.
di Pino Farinotti

Kirk Douglas (Issur Danielovitch Demsky) 9 dicembre 1916, Amsterdam (New York - USA) - 5 Febbraio 2020, Beverly Hills (California - USA). Interpreta Charles 'Chuck' Tatum nel film di Billy Wilder L'asso nella manica.
martedì 4 novembre 2025 - News

Octay Stroici è un nome che andrà ricordato. È l’operaio morto fra le macerie per il crollo della Torre dei Conti ai Fori Imperiali. Siamo stati tutti colpiti e addolorati per quella tragedia. Leo Minosa è un nome che si connette drammaticamente a quello di Stroici, ma trattasi di personaggio di fiction non di realtà. Ho seguito, come tutti, l’iter del tentato salvataggio dell’operaio intrappolato là dentro e credo che molti spettatori che frequentano il cinema avranno certo evocato un classico del cinema, L’asso nella manica, di Billy Wilder, del 1951. Forse è cosa impropria legare una tragedia vera alla vicenda di un film, ma le affinità sono talmente impressionanti che possono dare un segnale “vero”, utile, rispetto alla contingenza civile che vive il nostro paese, che non è bella. Adesso si indagherà per omicidio e disastro colposo.

Quante volte abbiamo sentito queste parole nell’era recente. Abbiamo visto quella struttura, quella gru, che si protendeva verso l’apertura nel muro, quel vigile del fuoco che si prodigava. Le notizie c’erano, l’uomo era vivo e comunicava con chi cercava di portargli aiuto. Ma la situazione peggiorava. Esattamente la condizione di Leo Minosa, tragico personaggio del film, che a poco a poco si spegne.

Con tutto il cuore mi auguravo che il Billy Wilder avesse sbagliato, che i destini fossero diversi, ma non è stato così, purtroppo. È opportuno leggere la recensione del film, che occorrerebbe riprogrammare, è un’indicazione umana, drammatica e morale, forte.

L'ASSO NELLA MANICA, (The Big Carnival) *****
Regia di Billy Wilder. Con Kirk Douglas, Jan Sterling.

Charlie Tatum, giornalista con la carriera in avaria, si ritrova in giornaletto di provincia. La sua grinta e il suo professionismo fanno presa in quell’ambiente. Ma Tatum sogna lo scoop. E lo trova nella figura di Leo Minosa, un pover’uomo rimasto bloccato in una caverna. Tatum organizza attorno a quell’uomo intrappolato una magistrale montatura giornalistica. Diventa amico dello sventurato e amante della moglie, moralmente degna di lui. Una grande folla si accalca attorno alla galleria. Tatum dirige le operazioni, ma Leo muore e Tatum è ucciso dalla vedova. Charlie Tatum è uno dei più spregevoli eroi dell’intera storia del cinema. Questo elemento, indispensabile al film, è anche il motivo del suo insuccesso. Nessuna possibilità di consolazione è concessa allo spettatore. Con una spietata e incalzante narrazione, Wilder ci dimostra come il successo sia il tallone di Achille di una società opulenta come quella americana. Nulla viene risparmiato in questa crudele requisitoria dal talento di Wilder, in anticipo sui tempi di almeno vent’anni.

Il film venne ritirato, come talvolta usa fare la Paramount, vedi il caso di Salvate la tigre, e rimesso in circolazione con un altro titolo: The Big Carnival. Quello originario era Ace in the Hole. Fu comunque un notevole flop dal punto di vista degli incassi. Mettere sotto accusa il pubblico stesso era una concessione che Wilder ottenne in virtù delle sue credenziali e della permissività della Paramount. Ma il devastante ritratto del protagonista era francamente troppo per il pubblico americano. Tuttavia la sceneggiatura de L’asso nella manica, a opera dello stesso Wilder e di Lesser Samuels e Walter Newman, è stimolante e cinematograficamente perfetta. Douglas implorò Wilder di ammorbidire il personaggio del cronista. Wilder tenne duro e tutto sommato pensiamo avesse ragione lui. La critica, formata per lo più da giornalisti, si sentì offesa e abbandonò il film al suo destino. Wilder racconta di avere in seguito assistito a un incidente stradale. Mentre lui cercava soccorso per un ferito, un fotografo si limitava a scattare foto mormorando: «Devo pubblicare le foto».

L’episodio lo mise in pace con la sua coscienza. L’interpretazione di Douglas è scandalosamente perfetta. Infatti non ebbe l’Oscar. E cosa ancora più incredibile non lo ebbe in tutta la carriera. Una inspiegabile dimenticanza di Hollywood o una postuma vendetta? Ma l’emozione che suscita il film ogni volta che si ha la fortuna di rivederlo è il giusto compenso morale, che non è poco, concesso al più intransigente ed efferato capolavoro del cinema americano. John Ford usava dire: «Quando hai dubbi sulla tua carriera, fai un western». Il successivo film di Douglas fu un western. 
Drammatico; b/n; 112′; USA, 1951. Oscar 1 nom; Venezia


Tutti i film da € 1 al mese

{{PaginaCaricata()}}

Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Accedi | Registrati