Si è tenuta, da sabato 31 luglio a domenica 8 agosto a Catanzaro, la 18esima edizione del Magna Graecia Film Festival ideato e diretto da Gianvito Casadonte. Nove giorni di proiezioni e incontri che hanno abbracciato tutta la città, dal mare fino al centro storico del Capoluogo calabrese. Anteprime nazionali e internazionali, masterclass d’eccezione – da
Paul Haggis a Gioacchino Criaco, da John Savage a Marco Risi, Peter Greenaway e Saskia Boddeke performance musicali e tantissimi ospiti hanno animato questa edizione, che ha visto ieri sera le premiazioni finali dei tre concorsi. Tutti i premi sono stati realizzati dall’orafo Michele Affidato.
Di seguito i premi e le motivazioni delle rispettive giurie.
La giuria della sezione internazionale composta da John Savage (presidente), Gianluca Guzzo e Caterina Shulha ha decretato:
Miglior Opera Internazionale – After Love di Aleem Khan
Un commuovente film su una donna che dopo la morte del marito scopre che aveva una relazione segreta con un’altra donna. Dopo lo shock e il dolore della scoperta, decide di visitare l’amante del marito. Ma è un incontro che le difficoltà della lingua - e con grande sorpresa delle due donne e del pubblico - porta a scioccanti rivelazioni e alla comprensione, superata la rabbia, di una diversa accettazione. Un film potente su un soggetto intimo e allo stesso tempo universale.
La giuria del concorso dedicato alle Opere prime e seconde italiane, composta da Pappi Corsicato (presidente), Marco Bocci, Ivan Carlei, Francesco Ghiaccio, Claudio Noce e Teresa Saponangelo ha decretato:
Miglior Film Opera Prima - Il cattivo poeta di Gianluca Jodice
Pur confrontandosi con uno dei più complessi personaggi della Storia d’Italia, il regista si muove con la sicurezza di un veterano trovando un perfetto equilibrio tra narrazione, cast e regia. Un’opera prima la sua che oltre a rivelarne il talento, lo inserisce a pieno titolo tra i più promettenti registi italiani.
Miglior Regia - Giovanni La Parola per Il mio corpo vi seppellirà
Un viaggio randagio ed esplosivo nel Western. Un'opera che attraversa senza paura e timore le più alte sfide che questo genere si porta con sè. Il regista percorre senza nessuna esitazione un sentiero narrativo e formale ricco di insidie e possibili cadute con la maestria e la sapienza di un regista “di razza”
Miglior Attore – Francesco Patanè per Il cattivo poeta
Attraverso il suo stile rigoroso e asciutto con cui ha costruito il suo personaggio, è riuscito a raccontarci in maniera credibile e toccante, un'epoca e il suo stile.
Miglior Attrice – Ginevra Francesconi per Regina
Così giovane ma già capace di alternare momenti di grande dolcezza e apparente sottomissione a momenti di grande grinta e determinazione. Mostrando così di avere tutte le carte per un promettente futuro cinematografico