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The Gentlemen, una rimpatriata di star per un gangster movie adrenalitico e figlio degli anni '90

Guy Ritchie riprende toni e personaggi dei film che l'hanno reso famoso. Ora disponibile su Amazon Prime Video.
di Roberto Manassero

Matthew McConaughey (Matthew David McConaughey) (51 anni) 4 novembre 1969, Uvalde (Texas - USA) - Scorpione. Interpreta Mickey Pearson nel film di Guy Ritchie The Gentlemen.
mercoledì 2 dicembre 2020 - prime video

L'investigatore privato Fletcher s'intrufola nella casa del gangster Raymond Smith per raccontargli come il cliente che l'ha assoldato, il re dei tabloid Big Dave, abbia voluto vendicarsi del suo capo, il più importante trafficante di droga d'Inghilterra, l'americano Mickey Pearson. Fletcher riferisce di come Pearson abbia offerto il suo regno al miliardario Matthew Berger, desideroso di mollare tutto e ritirarsi con la moglie e socia in affari Rosalind. Raymond in realtà conosce perfettamente la storia e sa che Fletcher è venuto per ricattarlo con le prove di un omicidio tenuto nascosto. Ma è solo l'inizio di una serie di tradimenti e rivelazioni che coinvolgono anche un trafficante cinese, un miliardario russo ex spia del KGB e lo strambo gangster di quartiere Coach, a capo di una band di rapper e lottatori.

Con The Gentlemen Guy Ritchie è tornato a fare quello che gli riesce meglio: raccontare le gesta di criminali spietati e ironici, moderatamente fuori di testa e molto cool. I problemi sono sostanzialmente due: apprezzare o meno il genere e, soprattutto, capire quale spazio possa ritagliarsi nel cinema di oggi.

Per il primo problema si potrebbe anche non trovare una soluzione, dipendendo dal piacere o meno del singolo spettatore; per il secondo, invece, ben sapendo che negli anni film come Lock & Stock - Pazzi scatenati e The Snatch (che a fine anni '90 sull'onda del tarantinismo crearono l'astuta formula del gangster movie ultrapop) hanno avuto infinite ripetizioni, è lo stesso Ritchie a offrire la scappatoia: The Gentlemen è un film di fine anni 90, «old-school, 35 mill, anamorphic, or ratio 2.35 to 1» come dice l'investigatore e narratore interno Fletcher, presentando il suo racconto.

Prima ancora, poi, l'apertura sul logo della Miramax, l'ex casa di produzione di Harvey Weinstein ora rilanciata, suona come una reminiscenza: per il cinema di Guy Ritchie il tempo non è passato invano, anche se in passato il suo stile ha fatto scuola.

E dunque The Gentlemen - che comunque prima dell'esplosione della pandemia di covid-19 era arrivato a quasi 120 milioni di dollari d'incasso nel mondo: non male per una produzione da 20 milioni - è per il suo regista (anche autore della sceneggiatura) un ritorno alle origini e per i suoi interpreti una rimpatriata tra amiconi dello showbiz.

Come spesso accade in questi casi, l'impressione dello spettatore è che il divertimento stia più dietro e davanti la macchina da presa che non davanti lo schermo, per quanto gli ingredienti per uno spettacolo in gran stile ci siano tutti: intrigo criminale tra trafficanti di droga, miliardari e mogul della comunicazione; trama con continue rivelazioni; eleganza e coolness dispensate a piene mani; colonna sonora di superlusso (Cream, Roxy Music, Paul Welller, Johnny Rivers).

La recitazione farsesca degli interpreti - dal compiaciuto Matthew McConaughey al divertente Colin Farrell, dal duetto efficace Hugh Grant-Charlie Hunnam, agli inglesi Eddie Marsan e Michelle Dockery, unica donna in un cast tutto maschile - non fa che aumentare il livello di eccitazione professionale del film.


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