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Scopri i film del Taormina Film Fest, in streaming su MYmovies dall'11 al 19 luglio

40 anteprime italiane, 8 anteprime mondiali e 8 anteprime internazionali disponibili in abbonamento a €9,90. Apre Il était un petit navire, film testamento di Marion Hänsel. RICHIEDI L'ACCREDITO E PRENOTA I TUOI POSTI »
di Tommaso Tocci

Hugo Weaving (Hugo Wallace Weaving ) (60 anni) 4 aprile 1960, Austin (Texas - USA) - Ariete. Interpreta Dan Fisher nel film di Ben Lawrence Hearts and Bones.
sabato 11 luglio 2020 - News

La sessantaseiesima edizione del Taormina Film Fest inaugura oggi con una selezione di documentari e lungometraggi da tutto il mondo in anteprima per il mercato italiano. 40 anteprime italiane, 8 anteprime mondiali e 8 anteprime internazionali che per la prima verranno proposte al pubblico online grazie a MYmovies, visibili con un unico abbonamento di €9,90.

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L’apertura è affidata a Il était un petit navire di Marion Hänsel, regista belga da poco scomparsa che proprio in questa meditazione sulla memoria affida alle immagini il ricordo della sua vita, dall’infanzia a Marsiglia ai numerosi viaggi e alle persone più care. Un documento unico di autoriflessione da parte di un cineasta.

LA SEZIONE DOCUMENTARI
Il film di Hänsel è anche il punto di partenza per la scoperta di diversi documentari interessanti, che a Taormina compongono una sezione ad hoc. Gli spettatori potranno indagare figure storiche, come quella di Diana Budisavljevic, donna croata che salvò migliaia di bambini dai campi nazisti (The Diary of Diana B.), o quella di Martha Cooper, fotografa della controcultura newyorchese negli anni settanta (Martha: A Picture Story).

Grande attenzione poi alla risonanza politica dei flussi migratori, come nel documentario argentino El cielo sobre Riace, storia di un discendente di emigranti che torna in Italia, nel luogo che accoglie i migranti dell’oggi. Rivedere e ripensare criticamente gli eventi italiani è un tema di questa sezione, di cui vanno segnalati anche l’anteprima mondiale di Verso la notte, su una ragazza iraniana che gira un documentario in Italia, e La storia vergognosa, “evento speciale” in cui la Sicilia del primo Novecento è un luogo di emigrazione da riscoprire, e che traccia la storia di un flusso migratorio fondamentale per il nostro paese e per quelli oltreoceano.

I TITOLI IN CONCORSO
Il Concorso per i film di finzione sembra invece costruito per indagare il legame familiare come motore dello spostamento: opere come il bel danese Uncle, vincitore della 32esima edizione del Festival di Tokyo, in cui la fattoria di famiglia è terreno di scontro tra zio e nipote, oppure Jiyan, storia di una donna turca rifugiata in Germania assieme al marito ma trovatasi all’improvviso sola.

In The Cloud in Her Room, vincitore dell'International Film Festival di Rotterdam, uno dei migliori esordi dell’anno, il legame familiare tormenta la protagonista Muzi anche in assenza, attraverso una casa ormai vuota che la spinge a chiedersi dove sia finito il passato. E poi le madri e i figli: una madre nel film svedese Charter, che scappa con i figli alle Canarie per sfuggire a una battaglia sull’affidamento, mentre il punto di vista opposto è nell’austriaco Oskar & Lilli, i cui protagonisti sono bambini ceceni costretti a separarsi dalla mamma.

In più, una firma di prestigio come quella di John Leguizamo, davanti e dietro la macchina da presa in Critical Thinking, su un gruppo di studenti impegnati in un campionato di scacchi insieme al loro insegnante, e il solido dramma australiano Hearts and Bones, in cui un fotografo di guerra (Hugo Weaving) scopre che le sue opere nascondono una verità molto più attiva di quella di una semplice mostra fotografica.

INDIEUROPEA, IL MIGLIOR CINEMA D'EUROPA
Da segnalare poi la terza sezione del Taormina Film Fest, Indieuropea, che vuole mettere in evidenza le voci indipendenti del miglior cinema europeo. Si va dal classico dramma francese (L’autre di Charlotte Dauphin) a una chicca di affascinante animazione russa surrealista (The Nose or Conspiracy of Mavericks, vincitore del Premio della Giuria ad Annecy 2020). In mezzo, le emergenze del contemporaneo come la guerra nei territori ucraini occupati (raccontati in The Forgotten) e quelle storiche, come la Grande Carestia irlandese a metà dell’Ottocento, messa in scena nel dramma Arracht di Tom Sullivan.

In generale la sezione rappresenta un vero e proprio spaccato del continente, dalle miniere nella Polonia rurale di Iron Bridge fino alle strade notturne ed esoteriche di Parigi in Burning Ghost.


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