In prima serata alle 21:15 uno sguardo sul mondo che aggira la censura proponendoci una storia che parla dell'Iran odierno. Oscar come miglior film straniero.
Nader e sua moglie Simin stanno per divorziare. Hanno ottenuto il permesso di espatrio per loro e la loro figlia undicenne ma Nader non vuole partire. Suo padre è affetto dal morbo di Alzheimer e lui ritiene di dover restare ad aiutarlo. La moglie, se vuole, può andarsene. Simin lascia la casa e va a vivere con i suoi genitori mentre la figlia resta col padre. È necessario assumere qualcuno che si occupi dell'uomo mentre Nader è al lavoro e l'incarico viene dato a una donna che ha una figlia di cinque anni e ed è incinta. La donna lavora all'insaputa del marito ma un giorno in cui si è assentata senza permesso lasciando l'anziano legato al letto, un alterco con Nader la fa cadere per le scale e perde il bambino.
Una separazione ha vinto l'Orso d'Oro alla Berlinale ma ha conquistato anche gli americani, vincendo l'Oscar come miglior film straniero.
Non è facile fare cinema oggi in Iran soprattutto se ci si è espressi in favore di Jafar Panahi condannato per attività contrarie al regime. Il cinema iraniano è veicolo stabile di una falsificazione narrativa che sta a priori di qualsiasi sceneggiatura. Sussistendo il divieto per le donne di mostrarsi a capo scoperto in pubblico i registi sono obbligati a farle recitare con chador o foulard vari anche quando le scene si svolgono all'interno delle mura domestiche narrativamente in assenza di sguardi estranei stravolgendo quindi la rappresentazione della realtà.
Una separazione andrà in onda stasera in prima serata alle 21:15 su Rai5.