Con Cannes si ha sempre più l'impressione di assistere alla selezione di una rosa ristretta appartenente all'élite del cinema mondiale, ma anche a un sistema chiuso che tende a privilegiare i suoi ospiti abituali. Anche per l'Estremo Oriente è così, in un anno in cui questa zona di mondo ricopre un ruolo apparentemente secondario nella line-up.
Tre invece in Un certain regard e uno nella Quinzaine des réalisateurs, oltre alle proiezioni fuori concorso. Profilo autoriale elevato, con nomi già rodati: Park Chan-wook,
già vincitore del Gran Prix per Oldboy nel 2004, Koreeda Hirokazu, vincitore della migliore sceneggiatura per Father and Son nel 2014 o Anurag Kashyap, emerso proprio qui con
l'opera fiume Gangs of Wasseypur nel 2012. Tra le proiezioni speciali ha trovato posto un altro mostro sacro come Rithy Panh, autore dello splendido L'immagine mancante sul grande rimosso della storia cambogiana.